mercoledì 27 ottobre 2010

Cap. VII: Borgo Castrum

- Sapete cosa penso? Penso che questa sia l'idea più folle che ci sia mai venuta in mente!- Osservando attorno a noi, ci rendemmo conto che Vee non aveva tutti i torti... Borgo Castrum era un'ex fortezza medievale, utilizzata ora come campo d'addestramento militare per i soldati imperiali. Una vera e propria guarnigione, insomma. Le uniche persone che passeggiavano, o per meglio dire, marciavano per la città erano le reclute, incitate costantemente dalle dure e stentoree voci dei loro addestratori. L'intero borgo ospitava esclusivamente militari e le poche abitazioni civili si trovavano al limitare del deserto, sulla strada per Borgo Portus: erano perlopiù maneggi o piccoli ranch. Borgo Castrum, infatti, era sempre stato rinomato per l'allevamento dei magnifici cavalli, in particolare bai e stalloni. - Sentite, io ancora non ho capito perchè ce ne stiamo qui come se niente fosse- parlò Ran- dal momento che questo posto pullula di militari, non sarebbe stato più saggio evitarlo e dirigerci a Borgo Portus?- - Impossibile- rispose Ki- avremmo dovuto comunque passarci e farlo di troppa fretta avrebbe insospettito i soldati... meglio fingerci normali turisti! Comunque, per essere precisi, siamo qui anche perchè abbiamo bisogno di acqua e benzina e per verificare quel decreto- - Già, quasi mi dimenticavo il decreto- sospirò Vee Avevamo domandato ospitalità ai proprietari di un grazioso ranch appena fuori le mura della città, i quali avevano accettato di buon grado, dimostrandosi molto ospitali. Mentre i ragazzi chiacchieravano sull'uscio dell'abitazione, tenendo d'occhio il continuo andare e venire dei militari, io avevo chiesto ai padroni il permesso di montare uno dei loro cavalli e stavo tranquillamente cavalcando all'interno del recinto, in sella ad un bellissimo baio sarmatico. Ki mi notò nel recinto e si avvicinò. - Non sapevo sapessi cavalcare- mi disse, appoggiandosi allo steccato con le braccia - Ah, Ki!- esclamai- In effetti sì, ma solo un po'! Una volta, nel mio villaggio capitavano spesso dei viaggiatori a cavallo e, quando ero piccola, un uomo m'insegnò a cavalcare- - Sei piuttosto brava- continuò, sorridendo- è facile?- - Abbastanza, finchè è solo una passeggiata. Tu non sai andare a cavallo?- - No... m'insegneresti?- Sulle prime lo guardai con aria perplessa, poi smontai da cavallo e mi avvicinai alla porta dello steccato, aprendolo. - Vieni, ti faccio vedere- gli dissi, accompagnandolo dall'animale Ki annuì e mi seguì senza dire una parola. - Ah, già, lei è White Lily- aggiunsi, accarezzando il muso del cavallo- devo dire che è molto dolce! Salire sei capace, no? Basta che usi le staffe e ti tieni alla sella- Prima di montare, Ki accarezzò dolcemente la cavalla, come per tranquillizzarla, poi mise il piede nella staffa e salì in modo quasi perfetto; White Lily non mosse un muscolo, restando pazientemente ad aspettare. Dissi a Ki come tenere le redini e gli diedi qualche consiglio, poi lo esortai a provare. L'animale si lasciò guidare da lui senza problemi, iniziando a trottare per il recinto. - Incredibile- pensai- ha subito instaurato un rapporto di fiducia con la cavalla! Non ha bisogno che io gli dica come cavalcare, direi-

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