giovedì 14 ottobre 2010
Cap. VI: Le rovine di Chulak
Prima di arrivare a Borgo Castrum o a Nuova Babilonia, c'era ancora una tappa: Chulak. Un tempo, questa era stata una città, mentre ora non era che un cumulo di rovine, uno dei posti ideali per nascondersi.
Volendo, Chulak poteva anche essere saltata a piè pari, ma una sosta ci voleva, dato che l'avevamo raggiunta viaggiando dall'Oasi Perduta senza incontrare città o punti di sosta per i traffici carovanieri. A questo proposito, proprio una carovana di mercanti che veniva dalla direzione opposta alla nostra ci avea indicato la strada giusta per le rovine di Chulak, raccomandandosi di fare attenzione ai ribelli.
In un momento di grave crisi interna e d'instabilità politica come questo, un gruppo di rivoltosi aveva alzato la voce contro la tirannia di Kairone, formando un vero esercito e scatenando un'accesa guerriglia contro i militari imperiali. Nessuna aveva idea di dove fosse il loro covo e nessuno, almeno fino a quel momento, aveva visto in faccia il loro leader, sempre che ce ne fosse uno... secondo i funzionari governativi, i ribelli non erano che una cricca disorganizzata di delinquenti senza un vero scopo, che si era formata solo per creare scompiglio, senza avere nemmeno la vaga idea del termine "giustizia"; per la gente comune, oppressa dal dispotismo di Kairone, i ribelli avevano sempre rappresentato una piccola speranza per uscire dalla situazione disastrosa in cui versavano. Era altresì vero, però, che questo esercito rivoluzionario e anarchico era nato da poco, o meglio, solo da pochi anni aveva iniziato a fare sul serio, iniziando a reclutare sempre più volontari e lanciando forti segnali al governo, con piccoli attentati nei punti nevralgici di controllo statale.
Tra i tanti giovani che si erano arruolati, desiderosi di cambiare il mondo, vi era anche un mio carissimo amico d'infanzia, del quale non avevo notizie da ben quattro anni.
- Quanto manca a Chulak?- domandò Ran, impaziente- Non ce la faccio più a stare seduto in macchina!-
- Penso non molto- rispose Ki- iniziano già ad intravedersi dei ruderi all'orizzonte-
Ran si alzò in piedi e osservò oltre il parabrezza crivellato e crepato della jeep, cercando di non rimanere abbacinato dal sole.
- Scemo, siediti!- gli disse Vee, tirandolo giù con una mano- Se prendiamo una buca o mi vedo costretto a frenare di colpo, finisci catapultato fuori!-
- Lo so, ma volevo scollare il fondoschiena dal sedile per due secondi...- ribattè
- Di che ti lamenti, scusa? Prima stavi sempre dietro, poi Ki ti ha ceduto il posto davanti, quindi hai cambiato postazione-
- Sì, ma resta il fatto che sono sempre seduto-
Vee rise e Ran cercò di trovare una posizione che non gli facesse dolere i muscoli. Dopo tanti giorni di viaggio inziavamo tutti ad anelare una sosta.
- Leara, qualcosa non va?- mi chiese Ki, notando il mio silenzio
- Eh? Oh, no, no...- risposi, sorridendo- è solo che mi è tornata in mente una cosa!-
- Sei diventata pensierosa da quando abbiamo incontrato i mercanti, un'ora fa- continuò
- Lo so, ma sentir parlare dei ribelli mi ha fatto pensare a una persona...-
Vee mi sbirciò dallo specchietto retrovisore.
- Stai pensando a Zes, non è così?- mi disse- Ci stavo giusto pensando anch'io!-
- Chi è Zes?- intervenne Ran
- Un nostro amico d'infanzia- rispose Vee- ha esattamente la tua età, Ran... circa quattro anni fa si è unito ai ribelli e da allora non abbiamo più avuto sue notizie-
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