giovedì 7 ottobre 2010
Ricongiungimento-parte 5-
- Uhm... potrei affermare con una certa sicurezza che siamo arrivati! Ehi, svegliati, Ran-
Vee fermò la sua jeep a pochi metri dall'Oasi Perduta, certo che fossero proprio nel posto giusto; Ran dormiva tranquillamente, accoccolato sul sedile del passeggero e pareva non essersi accorto che era arrivato il momento di scendere. Vee lo riscosse delicatamente, sperando che si svegliasse.
- ...siamo arrivati?- mormorò il ragazzo, con voce ancora impastata dal sonno
- Sì- rispose Vee, scendendo dall'auto- dai, alzati, dormiglione! Potrai pure lavarti la faccia come si deve, 'sta mattina!-
L'idea di poter sentire sul viso l'acqua fresca, dopo settimane di deserto, parve essere la sveglia giusta per Ran, che si stiracchiò e scese dalla jeep di volata.
Uno come lui, abituato alle comodità di casa, faceva più fatica di chiunque altro ad abituarsi ad un genere di vita che costringeva a campare alla giornata, senza sapere cosa sarebbe successo l'indomani... all'inizio può anche essere eccitante, come tutte le novità, ma alla lunga può risultare una vita decisamente insopportabile, per un abitante di città. Niente acqua potabile, niente acqua calda per un bel bagno, niente pasti sicuri o banchetti luculliani, niente toilette, niente letti comodi e lenzuola pulite, nessuna possibilità di cambiarsi i vestiti tutti i giorni, insetti fastidiosi, sabbia ovunque, polvere, sporco, caldo asfissiante, sete... niente agi, insomma.
La fortuna del giovane Ran era quella di avere un carattere sempre ottimista e allegro, ma soprattutto, adattabile: riusciva a star bene in qualunque situazione. Da piccolo, ad esempio, odiava il campeggio, ma i suoi genitori ce lo portavano ogni anno; per cercare qualche nota positiva, Ran si fingeva un esploratore o un entomologo a caccia di insetti rari e letali, oppure faceva amicizia con tutti i bambini delle tende vicine. Non amava le scomodità della tenda, l'umidità, i bagni in comune e i rumori notturni, però riusciva a divertirsi, trasformando una vacanza infernale in una divertente avventura.
Da quando era partito da Curtain Fall, aveva applicato lo stesso principio: il deserto era un luogo inospitale, ma gli bastava pensare a quali fantastiche avventure lo attendevano, alle persone che avrebbe incontrato, oppure al fatto di essere insieme a Vee, per dimenticare tutti i risvolti negativi e affrontare le giornate con un sorriso.
Senza neppure aspettare il compagno, Ran si diresse velocemente alla riva dell'oasi, immergendo le mani nell'acqua cristallina. Una sensazione piacevole lo pervase e lo fece sorridere. Raccolse un po' d'acqua e se la portò al viso, sciacquandosi a lungo.
- Adesso va molto meglio!- pensò, scrollando la testa e osservando le goccioline d'acqua scendere dal suo viso e posarsi nello specchio azzurro, creando piccole increspature
Quando alzò la testa notò un gruppo di donne vestite con colori vivaci e, in mezzo a loro, due persone che non parevano assolutamente dei beduini.
- Saranno sicuramente viaggiatore come noi- borbottò
Mentre camminavo in mezzo a quell'esplosione di voci e colori, notai un ragazzo più o meno della mia età chino sulla riva, intento a rinfrescarsi. Pensai anch'io che dovesse essere un viaggiatore come me e Ki e sorrisi nel constatare che non ero stata la sola a buttarsi l'acqua sul viso appena arrivata. Stavo per voltarmi dall'altra parte, quando udii una voce a me molto familiare e riconobbi immediatamente la persona che aveva raggiunto quel ragazzo... era Vee.
- Vee!- gridai, mettendomi a correre verso di lui senza preavviso
Quando sentì la mia voce, il mio amico si guardò attorno incredulo e si meravigliò nel vedermi correre verso di lui.
- ...non posso crederci, Leara?!- esclamò
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