giovedì 28 ottobre 2010
Borgo Castrum-parte 2-
Quando giunsero nei pressi del campo di reclusione, i ragazzi furono costretti a nascondersi, poichè la zona era disseminata di camionette militari zeppe di soldati in uniforme imperiale. Scivolarono come ombre, rasenti i muri dei fatiscenti edifici abbandonati, sperando di trovare una posizione ideale per osservare la situazione senza essere scoperti. Si fermarono dietro un rudere, ad un centinaio di metri dall'entrata, ma erano troppo distanti per udire distintamemente i discorsi dei soldati o per capire esattamente cosa stessero trafficando.
- Siamo troppo lontani- bisbigliò Vee
Ki annuì e alzò la testa, osservando nuvole in cielo che iniziavano ad arrossarsi.
- Siamo sottovento- pensò- possiamo avvicinarci ancora un po'-
Fece segno a Vee di seguirlo e avanzò ancora, strisciando a terra, giungendo ad un edificio non molto più avanti; avevano comunque guadagnato una cinquantina di metri o poco più.
- Non è pericoloso?- domandò Vee- Siamo troppo vicini, adesso!-
- Siamo sottovento- spiegò Ki- questo ci avvantaggia, poichè il rumore che provoca il vento copre le nostre voci e la sabbia che solleva cancella le nostre tracce e il nostro odore...-
Vee lo osservò con in'espressione meravigliata e poi assentì col capo.
- Non ci avevo pensato- confessò- meno male che è venuto in mente a te!-
- Sono abituato a scappare- ribettè Ki, tenendo lo sguardo fisso sui militari come un lupo sulla preda- quindi ho dovuto imparare a sfruttare a mio vantaggio ogni minimo dettaglio-
Anche Vee, come me, si faceva delle domande sul conto di Ki e iniziava a credere che fosse perseguitato da qualcuno, anche se quel qualcuno non aveva un volto e un nome.
Rimasero nascosti per parecchio tempo, attendendo pazientemente che calasse la sera. Quando il tramonto iniziò a tingere di rosso il cielo e i tetti degli edifici, sfumando la sabbia dorata di un tenue e caldo arancione, i militari risalirono sui loro mezzi e si allontanarono, lasciando di guardia all'entrata solo qualche sentinella ben armata; due cupe torri di vedetta svettavano oltre il robusto recinto che racchiudeva l'intero campo, troneggiando su tutta la zona, mentre la notte cominciava ad annunciare il suo arrivo, facendo calare il suo sipario stellato che avvolse tutto come un nero sudario. Un silenzio assordante e surreale circondava la zona, come se anche la natura fosse in attesa... i grilli avevano iniziato il loro concerto segreto, uniti all'indistinto rumore che proveniva dall'interno del campo.
Quando tutto fu calmo, Ki e Vee iniziarono a muoversi; c'era poco tempo per agire, poichè le ore di buio non sarebbero durate in eterno. Sorpresero le sentinelle e le tramortirono senza lasciar loro neppure il tempo di realizzare l'accaduto, poi Ki propose di scavalcare il cancello, invece di aprirlo con le chiavi appena sottratte.
- Faremo meno rumore e daremo meno nell'occhio- spiegò- potremmo sempre aprire il portone quando faremo uscire i prigionieri-
Vee non replicò ma si limitò a seguire il compagno, che intanto aveva iniziato ad arrampicarsi agilmente sul portone, come un abile felino. Non appena furono dall'altra parte, si guardarono attorno con circospezione: un lunghissimo vialetto sterrato attraversava la struttura, fiancheggiato su entrambi i lati da bicocche dai legni marci e dalle dimensioni microscopiche... troppo per contenere così tante persone. Sicuramente i prigionieri erano stipati in quelle baracche maleodoranti, costretti a restare pigiati uno contro l'altro, con poco ossigeno, nessuno spazio per muoversi e tantomeno la possibilità di lavarsi e mangiare. Al pensiero della situazione all'interno delle catapecchie, Vee si sentì rivoltare lo stomaco e provò un tale senso di rabbia da riuscire a stento a trattenersi dal distruggere tutto con furia; Ki, dal canto suo, pareva non essere preoccupato di questo, bensì osservava il posto per memorizzarlo e per non rischiare di trasformare una fuga ben pianificata in un tentativo maldestro che poteva condannare a morte tutti quanti.
Accertatosi che non vi fossero altri militari, quelli sulle torri a parte, scivolò nell'ombra di una baracca, seguito a ruota da Vee. Si piazzò sotto una minuscola finestrella e sbirciò all'interno, ma si voltò subito dopo, come disgustato
- La situazione è peggio di quel che pensavo- mormorò, con sdegno- neppure gli animali vengono trattati così!-
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