giovedì 28 ottobre 2010

Borgo Castrum-parte 3-

Per la prima volta, Vee scorse una vena di rabbia nel tono della sua voce, solitamente piatto e misurato, mai alterato dalle emozioni. - Una perfetta imitazione dell'olocausto- constatò freddamente Vee- disgraziatamente hanno letto i libri di storia...- - Già... dobbiamo portarli via da qui al più presto o moriranno in questo modo disumano- Anche Vee diede un'occhiata all'interno della baracca e, tra il carnaio di persone stipate in quell'esiguo spazio, intravide un volto familiare. - No...- sussurrò, sconvolto - Che hai visto?- gli chiese Ki, affiancandosi a lui Prima di rispondere, Vee tornò a osservare l'interno della baracca. No, non si era assolutamente sbagliato. - Myto- chiamò a bassa voce I pochi che ne furono in grado si voltarono verso la finestra aperta e tra loro vi era anche mia nonna Myto. - Vee... oh, Vee, sei davvero tu, tesoro?- La voce della nonna era rotta dall'emozione e il suo viso, stanco e tirato, rifletteva le fatiche e i maltrattamenti subiti. - Cosa fai qui?- continuò, riprendendo un po' della sua solita vitalità- Sei in pericolo!- - Non preoccuparti per me, siamo qui per farvi uscire- la tranquillizzò lui- ma dovete restare tutti in assoluto silenzio!- Ki si avvicinò silenziosamente alla porta della capanna e la aprì, facendo uscire le persone rinchiuse, raccomandandosi di restare in religioso silenzio e di posizionarsi subito verso il muro, in modo che le sentinelle non notassero movimenti sospetti. Una volta fuori, la nonna corse subito ad abbracciare Vee. - Grazie mille- disse dolcemente- sapevo che saresti venuto, me lo sentivo!- - Non è stato tutto merito mio... se sono qui, lo devo a lui- Vee indicò Ki alla nonna e glielo presentò. - Lui è Ki- disse- ringrazia lui, non me! Anche perchè si è preso cura di Leara in tutto questo tempo- Sulle prime, la nonna rimase immobile a fissare il viso di Ki, come incantata... ne studiò con attenzione i lineamenti, scrutò nei suoi occhi fieri e scintillanti e indugiò sulla sua espressione profonda. Era certa di aver già visto, in passato, quel volto che gli ricordava tantissimo qualcuno. - Sono molto felice di conoscerti- disse, infine- e ti ringrazio per esserti occupato della mia Leara- - No, sono io che devo ringraziare Leara- ribattè Ki- mi sono successe molte cose positive, da quando l'ho conosciuta...-

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