lunedì 31 maggio 2010

Assassin's Creed-parte 6-

"Madame Tussaud", Museo delle Cere. - Ecco la sala...- I manichini esposti erano così somiglianti da inquietare persino il più impavido degli uomini; naturalmente, Gabriel a parte. Spostò lo sguardo a destra e a sinistra, facendo ruotare il fascio di luce gialla della sua torcia. Ad un tratto, fermò la luce su un manichino mai visto prima... era in una stranissima posa, con le mani davanti a sè, come se stesse cercando di forzare un vetro o una porta; s'avvicinò di più e la torcia gli cadde dalle mani: quella non era una statua di cera, ma il corpo di Kayla Stevenson! I suoi occhi erano sbarrati per il terrore, la bocca spalancata in un muto urlo raccapricciante... la smorfia dipinta sul volto mostrava chiaramente il fatto che era ancora viva, quando avevano iniziato a ricoprirla di cera bollente. Accanto al cadavere, un cartello recava una didascalia: "scultura umana urlante"; davvero di pessimo gusto. Furioso, Gabriel gettò a terra il cartello. Cercò di calmarsi, ma non riusciva a distogliere lo sguardo da Kayla. "tu sei un Assassino, Gabriel..." Nella mente gli risuonarono le parole di suo nonno. - Sì, io sono un Assassino- si disse- sono l'ultimo della mia stirpe... e come tale, so cosa devo fare!-
=Fine prologo=

Assassin's Creed-parte 5-

- D'accordo, sono tutto orecchi- sbuffò il giovane, spazientito - T'informo che voi Assassini siete braccati. I Templari vi stanno dando la caccia! A quanto mi risulta, l'unico e ultimo Assassino sei tu, no? Gli altri sono sono membri affiliati della Setta, ma non sono come te... tuo nonno era di origini italiane e discendeva dagli Auditore. Sbaglio o lavoravano per Lorenzo il Magnifico? Comunque, sei diventato scomodo a personaggi illustri- - Di chi parli?- Gli occhi di Damon brillarono come tizzoni ardenti. - Lo sai chi sono i nostri committenti?- chiese- I tuoi sono i reali d'Inghilterra, ma per quanto riguarda i Templari... è il Vaticano in persona a dare le autorizzazioni- Gabriel iniziò a comprendere dove voleva arrivare Damon. - Ora avrai capito- continuò Damon- la chiesa di Roma vuole la tua morte, Assassino, il che è logico... ma non potrai nasconderti! Il mio Maestro è un cardinale molto influente, vicino allo stesso Pontefice- - Anche se fosse vero, io combatterò!- - E fai male, così morirai solo più in fretta! Io, però, so come aiutarti- - Parla, allora- - Devi uccidere il capo dei Templari... con il mio aiuto- Dopo un attimo di silenzio, Gabriel lo incalzò: - Perché lo fai? Cosa ci guadagni?- - Oh, non è certo un problema tuo, Assassino! Fingi che io sia un tuo committente- - Non posso farlo- - Lo farai, invece... o sei con me, o sei contro di me! Non posso ucciderti, ma posso fare cose assai peggiori... adesso ascoltami bene, ok? Recati al Madame Tussaud, vai nella "sala dell'orrore"; lì c'è una cosa che ho lasciato per te- - E cosa dovrei farmene?- - Ah, non lo so! Però potrebbe aiutarti a decidere...- Damon scomparve nella nebbia e Gabriel, ancora sospettoso, decise di andare a vedere al Museo delle Cere; dopotutto, entrare sarebbe stato uno scherzo, per lui, quindi valeva la pena dare un'occhiata.

Assassin's Creed-parte 4-

"Black Museum", secondo piano di Whitehall. - Sono qui, sensei!- Il vecchio Tadao Nakamura si voltò verso Gabriel appena lo sentì arrivare. - La Setta ha una missione per te- annunciò- il nome della persona che devi eliminare è Michael Miller. E' un giornalista... molto scomodo a Sua Maestà- Passò al giovane un fascicolo e si mise a camminare per la stanza, le mani dietro la schiena. - Ok- fece semplicemente Gabriel, che si sentiva esplodere la testa - Gabriel... hai l'aria stanca- osservò Nakamura - Non ho dormito- ammise il giovane- ma posso farcela!- - Non dubito delle tue capacità- precisò l'anziano- era solo un'osservazione. Devi avere sempre la mente lucida, Gabriel...- - Tranquillo, non fallirò- ripetè Gabriel, mentre le tempie gli pulsavano in modo innaturale- Miller sarà morto entro domani mattina- London Eye, ore 00:35. - Michael Miller, presumo- Il giovane reporter sussultò e la macchina fotografica gli cadde a terra; si voltò e, tra il buio e la nebbia fitta, scorse una figura. Aguzzò la vista e quando gli occhi si furono abituati alle tenebre, lo vide e rabbrividì: davanti a lui, in piedi, c'era una figura maschile, incappucciata, che indossava una mantella scura. Sulle prime gli parve uno spettro. - Tu, chi...- farfugliò Con uno scatto fulmineo degno di un felino, Gabriel s'arrampicò sulla gigantesca ruota panoramica, inaugurata nel 2000. Michael alzò gli occhi al cielo, sperando di seguire i movimenti agili del giovane, ma non ci riuscì. - Merda!- imprecò Si chinò per raccogliere frettolosamente la sua digitale e immortalare quella sorta di Batman londinese, ma Gabriel fu più lesto e balzò giù dalla ruota, alle spalle del giornalista, senza farsi udire; s'avvicinò con passo felpato, un piede davanti all'altro, quasi stesse camminando su una fune sospesa nel vuoto... estrasse la fedele lama, che scintillò sinistramente nella notte, si avventò sull'uomo come un leone sulla preda e gli trapassò la gola, recidendogli la carotide. Miller, stramazzato a terra supino, rantolò pochi istanti, cercando di portarsi le mani alla gola ferita, poi spirò. - ...che incredibile precisione, Assassino!- Repentinamente, Gabriel scattò sull'attenti come un soldato, portando la lama sporca di sangue davanti a sè. - Vieni fuori, oppure ti farò uscire io, a modo mio- intimò Dall'oscurità emerse un giovane, un tipo allampanato e magro, con le mani affondate nelle tasche del cappotto. - Chi sei?- - Un ammiratore- scherzò il giovane - Non mi va di giocare- ribatté Gabriel, seccato- ti ho chiesto chi sei!- - Damon. Tu sei Gabriel Pike, no? A vederti adesso, non sembreresti un sedicenne...- - Damon?- ripetè Gabriel- E un cognome non ce l'hai?- - Ha poca importanza, una volta entrato nelle schiere dei Templari...- I Templari... Gabriel capì subito di avere di fronte un nemico. Da secoli, dall'epoca delle Crociate, gli Assassini e i Templari erano avversari; Gabriel ricordava bene gli insegnamenti ricevuti, così come i racconti di suo nonno, Antonio Auditore. Perchè un Templare doveva voler parlare con lui? - Cosa vuoi da me?- - Teoricamente sarei qui per ucciderti... in pratica voglio aiutarti- Gabriel lo fissò. - Sei un presuntuoso- lo ammonì Damon rise di gusto. - Lo so- ammise- ma non l'ho detto perchè sono certo di batterti, al contrario, Assassino! Tu sei molto più forte di me... ma non sono io, quello da cui ti devi guardare- - Non riesco a capire...- - Il mio Maestro, il capo dei Templari... è da lui che ti devi guardare-

Assassin's Creed-parte3-

Gabriel Pike spalancò gli occhi, balzando a sedere, il corpo imperlato di sudore; si trovava nell'infermeria della scuola. Scattò in piedi e cercò il suo zaino, abbandonato vicino all'entrata: gli era arrivato un messaggio. Frugò disperatamente alla ricerca del suo cellulare e quando l'ebbe trovato lo aprì con fare ansioso; la pelle gli pizzicava, aveva i muscoli indolenziti e si sentiva la febbre. Lesse il messaggio con una certa trepidazione. - "Jack the Ripper"- disse ad alta voce Era il messaggio in codice della Setta, quindi doveva recarsi da loro per una missione. - Chi dovrò uccidere, 'sta volta?- si domandò Corse a prendere il maglione della divisa, accuratamente piegato in fondo al lettino su cui era stato sdraiato, ma le ginocchia gli cedettero, facendolo cadere a terra. Non finì a faccia in giù sul pavimento solo grazie alla sua prontezza di riflessi, che lo fece aggrappare alle sbarre di ferro del letto. Inspirò profondamente e , facendo leva sulle braccia muscolose, si alzò; s'infilò il maglione, prese lo zaino e si calò dalla finestra, mentre il tramonto arrossava il cielo londinese. - Pike...?- Kayla Stevenson entrò nell'infermeria in quell'istante, ma non trovò il ragazzo. Vide la tenda davanti alla finestra ondeggiare e si sporse, per gustarsi il tramonto: fu allora che vide Gabriel scalare la parete dell'edificio e balzare con agilità felina sul marciapiede. - Ma, cosa...- S'interruppe e seguì i suoi movimenti, intuendo che si stava dirigendo in centro. - Dove sta andando, malmesso com'è?- si domandò

domenica 30 maggio 2010

Assassin's Creed-parte2-

Stonehenge, 12 km a nord di Salisbury (Wiltshire) - Lo avete trovato?- - Sì, è proprio qui in Inghilterra, a Londra, per l'esattezza...- - Bene, allora sbarazziamoci di lui e del resto della congrega!- - ...dubito che sia così facile. Credete di poter gabbare l'Assassino?- Una figura sbucò da dietro un piedritto del complesso megalitico. - Damon... tu cosa suggerisci?- parlò un uomo incappucciato, fissando la persona appena arrivata - Lasciate che ci pensi io- sibilò- per uccidere un maestro degli omicidi, devi prima attirarlo in trappola... ma non una qualsiasi, altrimenti non abboccherà! Tutti hanno un punto debole- - E qual'è il suo?- Damon sorrise, facendo scintillare i suoi occhi verdi, simili a quelli di un serpente. - Gabriel Pike odia uccidere- dichiarò- ed è su questo che baserò la mia strategia- Il gruppo di figuri incappucciati confabulò qualche minuto. - Damon- gli si rivolse nuovamente l'uomo di prima- sai che i confratelli non approvano i tuoi metodi... ma voglio darti un'altra possibilità. Elimina Gabriel Pike e avrò ancora fiducia in te- - Non ti deluderò, Maestro- rispose il giovane, inchinandosi

Assassin's Creed -Gabriel Chronicles

"Il mio nome è Gabriel Pike, ho 16 anni e vivo a Londra. Sono un Assassino..." PROLOGO Quella mattina, quando entrò nella sua classe al prestigioso "Trinity Church College" di Londra, Gabriel Pike parve ai compagni ancora più spettrale del solito. Si sentiva terribilmente stanco, spossato, non aveva dormito e i suoi occhi azzurri erano cerchiati di rosso, il che contrastava in modo quasi grottesco col pallore del volto. Si mosse lentamente, andando a sedersi al suo banco. - Ti senti bene?- gli domandò Kayla Stevenson, la sua attuale compagna di banco - Diciamo che non morirò- rispose lui La giovane inarcò un sopracciglio, assumendo un'espressione a metà tra l'incredulo e il contrariato. - Non è l'impressione che dai- ribattè, estraendo i libri dallo zaino- ma non sono affari miei!- Ogni due mesi, il coordinatore di classe faceva cambiare a tutti gli studenti il compagno di banco, per socializzare, aveva più volte ribadito; Gabriel lo trovava stupido, tuttavia non gl'importava, dato che non aveva fatto amicizia con nessuno. Di tutti i compagni che gli erano capitati, Kayla era la migliore: riservata, di poche parole, seria e tranquilla, ma soprattutto capace di farsi i fatti propri. Non era di certo particolarmente bella o simpatica, ma molto intelligente, tanto da capire, a differenza degli altri, quando era il momento di parlare e quando di tacere. - Mi viene da vomitare- pensò Gabriel, mentre nel suo stomaco infuriava una cruenta battaglia che coinvolgeva tutte le sue budella In silenzio, Kayla gli passò un blister di pastiglie per la nausea: oltre ad essere l'unica della classe a non dimenticare mai a casa il materiale per le lezioni, era anche una fornitissima farmacia ambulante. Fu con sollievo che il giovane prese una pillola e la mandò giù senza tanti complimenti. - Grazie- le disse - Non basterà- mormorò lei- devi riposarti e mangiare leggero... la nausea non passa subito- - Riposarmi?- pensò Gabriel, quasi divertito- Come se potessi!- Mentre il professore entrava in aula e cominciava l'appello, Gabriel ripensò alla notte precedente... aveva dovuto inseguire quel maledetto per tutte le strade di Londra! Quando lo aveva raggiunto, ormai era l'alba; troppo tardi per andare a dormire. Inoltre, come avrebbe potuto riposare, quando ancora sulle mani scorreva il sangue caldo, sprizzato dalla gola di quell'uomo? Un brivido lo scosse e fu tanto forte da far tremare anche la sedia. Non si abituava mai ad uccidere qualcuno, tuttavia lo faceva da più di un anno, ormai. - Il sangue caldo...- pensò, fissandosi le mani S'accorse di essersi distaccato dalla realtà solo quando udì chiamare il suo nome. - Presente- rispose, con voce rauca Guardandosi attorno, ossevando i compagni in divisa scolastica, i banchi in fila, il distinto insegnante di storia e le bianche pareti intonacate, sorrise; un sorriso un po' maligno, che nascondeva disprezzo e al contempo compassione. Si ricordò di quando era stato in Italia ed ebbe la sgradita sensazione di trovarsi imprigionato in una di quelle false e melense pubblicità dei prodotti "Mulino Bianco". No, non era così, ma molto peggio: quella era la sua realtà. - Ragazzi, oggi continueremo a parlare del Rinascimento- Cos'era stato quel suono? Ah, certo, era la voce del professore. Gabriel sussultò, rischiando di cadere dalla sedia. Si sistemò meglio e alzò gli occhi sulla lavagna, che gli sembrava una macchia nera, indistinta, come inchiostro diluito in acqua... sbattè ripetutamente le palpebre, come per scacciare la liquidià che li velava. - Pike... Pike, stai male?- Si voltò meccanicamente verso il volto sottile e lentigginoso di Kayla; sentiva che stava sudando, dei fastidiosi rivoletti gli scivolavano lungo il collo, dentro la camicia. - No, sto bene- borbottò Kayla si avvicinò, quasi non avesse sentito. - Ho detto che sto bene- ripetè - No, tu stai male!- protestò lei, severa Era davvero Kayla, quella che parlava? Gabriel non lo sapeva, tutta la stanza vorticava attorno a lui; voci, colori, odori... rosso, sangue, macchie... di colpo, davanti a lui comparve l'uomo che aveva ucciso solo qualche ora prima, che lui aveva spietatamente ucciso, recidendogli con precisione chirurgica la giugulare. Era soffocato nel suo stesso sangue... rivide se stesso, chino sul cadavere, intento a ritrarre dala gola il piccolo e affilatissimo strumento di morte, una micidiale lama retrattile al posto dell'anulare. - ...Pike! Pike!- Il buio, il silenzio, solo un dolore lancinante alla testa; doveva essere svenuto, cadendo a terra come un peso morto.

Il fenomeno "Assassin's Creed"

Eccomi qui! La stora che sto per proporre non è adatta ad un pubblico impressionabile... diciamo vietata ai minori di 12 anni! [:)] Il fenomeno "Assassin's Creed" ha contagiato tutti (me compresa) e ho anche letto il libro... sono letteralmente impazzita, per questo, l'anno scorso, ho scritto questo racconto ispirato agli Assassini. Il protagonista della mia storia cresce man mano che il "plot" si sviluppa e da adolescente che odia uccidere si trasforma in un Assassino perfetto! La vendetta è il tema centrale della storia... Il credo dell'assassino contagerà davvero tutti? Hisana-Chan

KV55 e re Tut: il mistero (forse) svelato II

Pare che proprio la KV63, la tomba della Valle dei Re scoperta più di recente, fosse per Kiya e il suo legame col re fanciullo è rafforzato dal ritrovamento, all'interno del sepolcro, di un sarcofago con il volto somigliante a quello di Tutankhamon. Del corpo di Kiya non vi sono tracce, ma Hawass ha fatto analizzare un grande vaso canopo in alabastro ritrovato nella KV55, che si suppone appartenesse a Kiya: il nome "Kiya" parrebbe inciso con certezza, tuttavia il contenuto è indecifrabile. Dopo questo ennesimo enigma irrisolto, la squadra di Hawass si è rivolta alle due mummie femminili rinvenute all'intrno della KV35; in seguito all'ennesima e meticolosa analisi genetica, si è scoperto che entrambe sono imparentate con Tutankhamon (esame del DNA mitocondriale), ma confrontando i DNA con quelli di Tuya e Yuya (i nonni di Akhenaton) è arrivata un'altra sorpresa: la donna più anziana non è la madre di Tutankhamon, bensì la nonna. Ma l'identità della donna più giovane? Inizialmente, Hawass ha pensato potesse trattarsi di Muthajmet, la sorella di Nefertiti (pochi sono a conoscenza del fatto che la regina avesse una sorella), la quale avrebbe dovuto essere sepolta nella necropoli di Saqqara; nel pozzo funerario della sua presunta tomba, a 30 metri di profondità, Hawass ha esplorato un vero dedalo di camere, ma non ha trovato traccia di Muthajmet. Era forse imparentata con Tutankhamon? E in che modo? Non potendo stabilirlo, si è analizzata comunque la giovane sconosciuta della KV35 e il risultato è stato a dir poco insperato: era davvero la madre di Tutankhamon. Chi fosse questa donna rimane tuttavia un mistero, ma Hawass si è dimostrato soddisfatto, poiché dopo anni ha potuto far luce (anche se solo in parte) sull'affascinante mistero della famiglia del re fanciullo e ha anche potuto finalmente rivelare al mondo l'identità della mummia di Akhenaton. Un mistero irrisolvibile ha iniziato a vedere la luce. Il destino percorre davvero imperscrutabili sentieri. Hisana-chan

KV55 e Re Tut: il mistero (forse) svelato

Dopo anni di ricerche e supposizioni, finalmente viene svelato uno dei misteri che circondano la KV55: il segretario del Consiglio Supremo per le Antichità Egiziane Zahi Hawass ha svelato con gioia uno degli enigmi più intriganti della storia egiziana. Dopo attente analisi da parte di esperti di tutto il mondo, che con tenacia hanno elaborato il DNA estratto dalla mummia ritrovata nella tomba, si è finalmente certi che si tratta di Akhenaton, "il faraone eretico". I risultati sono arrivati anche grazie alla comparazione del DNA con quello di Tutankhamon, il quale è stato confermato come figlio di Akhenaton. L'intento di Hawass era quello di ricostruire l'albero genealogico della famiglia del re fanciullo e uno dei primi passi era stabilire chi fosse il padre; a pochi chilometri da Amarna, in un magazzino, sono stati ritrovati due blocchi di pietra combacianti, scoperti nel 1938 da una equipe tedesca e poi abbandonati durante la guerra e mai più studiati. Questi blocchi, databili con certezza all'epoca di Akhenaton, recano la frase "il figlio del re, del suo corpo... il suo amato Tutankhaten". Se trovare il padre è stata un'impresa ardua ma soddisfacente, lo stesso non può essere detto per la madre. Tra le varie ipotesi, una delle più accreditate vedeva Kiya come madre del giovane re: sposa secondaria ma di grande rilievo, poichè definita "l'amatissima" (forse straniera), sembra sia morta proprio nel 12° anno di regno di Akhenaton, quando nacque Tutankhamon. Alla sua scomparsa, la "madre" del giovane principe divenne Maya, la sua balia, alla quale Tutankhamon concesse (probabilmente per affetto verso di lei) una tomba opulenta.

A volte ritornano...

'Sera! Troppo tempo che non metto il naso nel blog, domando perdono... poco tempo e poca voglia, dati gli impegni uiversitari! Ma ora ho finito tutti gli esami e sto preparando la tesi, quindi sono più libera e più rilassata. Dal momento che mi è stato detto da Fulvia61 che "Zero" è troppo contorto e non è il suo genere, per il momento lo sospendo... lei è la mia lettrice n.1, quindi l'accontento! Ma se per caso qualcuno capita nel blog e invece vuole il continuo, magari glielo mando per mail, ok? Basta scrivermi l'indirizzo, anche solo nei commenti di un post!! Torniamo a come riempire il blog... prima di tutto, una cosa che piacerà di certo a Fulvia61 e poi tentiamo con un genere diverso ancora! A presto, Hisana-Chan