giovedì 7 ottobre 2010

Ricongiungimento-parte 3-

Quando la vidi, per poco non balzai giù dal cammello: l'Oasi Perduta, un posto semplicemente fantastico, ricco di alberi da frutta, animali e, soprattutto, di acqua. Ancora eravamo distanti, ma già vedevo brillare la superficie dell'acqua sotto i caldi raggi del sole. Un diamante non avrebbe potuto risplendere di più! Man mano che ci avvicinavamo all'oasi, lo specchio d'acqua riluceva dei colori dell'arcobaleno, creando effetti incredibili. Mi voltai indietro verso Ki, lo sguardo raggiante, e indicati l'oasi con un cenno del capo; lui annuì e spronò delicatamente il cammello, facendogli aumentare l'andatura. Forse non sembra, ma i cammelli sono animali piuttosto veloci e, nel deserto, possono correre più spediti dei migliori cavalli da corsa. L'animale procedette con aria annoiata, seguendo la carovana, masticando imperterrito la sua saliva. Rapiti sallo spettacolo dei giochi di luce offerto dalle acque cristalline dell'oasi, Ki e io ci dimenticammo per un momento di stare in groppa ad un cammello e la cosa parve irritare l'animale... improvvisamente diede un potente strattone e partì a razzo verso la cima del piccolo convoglio. A nulla valsero i tentativi di Ki di rallentarlo. Quando fummo a pochi metri dall'acqua, l'animale rallentò da solo, per poi inchiodare proprio sulla riva, chinare il lungo collo ricurvo e bere avidamente. - Doveva avere molta sete...- dissi, togliendomi i capelli dalla faccia Il beduino con il turbante azzurro si avvicinò a noi per sincerarsi che non ci fossimo fatti nulla. - E' tutto a posto- lo rassicurò Ki- è stato solo un piccolo spavento- Annuendo, l'uomo si allontanò, raggiungendo il resto del gruppo: l'intera oasi, per tutta la sua estensione, era costellata di piccole tende, distribuite a gruppi; probabilmente erano divise per famiglie. Ki smontò dal cammello, si stiracchiò qualche secondo e poi mi aiutò a scendere. Ero davvero felice di rimettere i piedi a terra! Mi stirai anch'io, flettendo le ginocchia, che sentivo formicolare in modo fastidioso: avevo le membra doloranti, per non parlare del fondoschiena. Una donna vestita di arancione, seguita da un'altra più anziana, venne verso di noi, porgendoci una metà di noce di cocco riempita d'acqua fresca. Per gli uomini del deserto, non c'è bene più prezioso dell'acqua. Non danno valore al denaro o all'oro, poichè nel deserto è l'acqua la risorsa più rara e preziosa. Anche per il mio villaggio l'acqua aveva sempre rappresentato un bene d'inestimabile valore: ogni giorno, gli uomini si recavano presso l'unico pozzo situato a qualche chilometro dal villaggio, rifornito mensilmente dal governo. Naturalmente, il costo dell'acqua è sempre stato elevato... sfruttando il fatto che vicino a noi non scorrevano corsi d'acqua, il governo aveva sempre fatto pagare a caro prezzo questa risorsa importantissima. Razionare l'acqua, nei periodi più duri, è sempre stato necessario, per noi del villaggio.

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