giovedì 7 ottobre 2010
Ricongiungimento-parte 4-
- Senti, Ki, quanto tempo resteremo?-
- Almeno due o tre giorni, penso. Abbiamo bisogno di riposare e rifocillarci-
- Hai ragione. Inoltre, la Capitale non scappa, giusto?-
- Perdonatemi- intervenn l'uomo dal turbante turchino- vi andrebbe di dividere con noi il pasto? Ne saremmo onorati-
- Grazie per la gentilezza- rispose Ki- accettiamo con piacere!-
- Oh, per carità!- esclamò l'uomo, sorridendo- Noi lo facciamo con piacere, siamo tutti compagni di viaggio! A proposito, se lo desiderate abbiamo la possibilità di scaldare l'acqua per un bagno-
- Sul serio?- mi stupii
- Certo, siamo attrezzati. Andate dalle donne, loro v'indicheranno la tenda-
La sensazione dell'acqua calda sul corpo era qualcosa che credevo di aver dimenticato. La sabbia era diventata una seconda pelle, in quasi due mesi di vagabondaggi e i vestiti avevano bisogno di una rassettata.
- Io direi di non perdere altro tempo- sbottai- che ne dici, andiamo a sentire come funziona?-
- Certamente-
Raggiungemmo le donne, raggruppate tutte vicino ad una tenda, e domandai loro l'ubicazione del "bagno caldo"; un corpulento donnone dai capelli neri indicò con un dito grassoccio una tenda dalla forma quadrata, proprio dietro ad una palma. Mi domandò anche se volevo aiuto, ma rifiutai cortesemente e, afferrato Ki per un braccio, mi diressi alla tenda.
- Che avranno da ridere?- pensai, sentendo un allegro chiacchiericcio alla mie spalle
Arrivata davanti alla tenda, entrai: era spaziosa e praticamente vuota, se non fosse stato per un curioso aggeggio che stava appeso in alto. Era una sorta di enorme cilindro di rame bucherellato che ricordava uno scolapasta. La corda che lo teneva sollevato era legata alla palma dietro la tenda, mentre vicino all'entrata era sistemata una piccola pompa di legno, con un tubo che partiva da una cisterna anch'essa di rame, un po' arrugginita; la toccai e constatai che era bollente. Sotto la cisterna ardeva un fuoco. Un altro grosso tubo partiva dalla cisterna e andava a finire dentro il cilindro con i fori.
- E' una doccia rudimentale!- esclamai- Ma serve qualcuno che pompi l'acqua-
- Scusa la domanda, Leara, ma non era meglio accettare il loro aiuto?- mi chiese Ki
- No, preferisco che sia tu ad aiutarmi- risposi
Tornando a guardare la pentola di rame, notai un filo appesso poco più in basso.
- Ah, lo sapevo che c'era... Ki, mi faresti un favore? Ho bisogno di un telo-
- Va bene, torno subito-
Ki uscì alla ricerca di un telo e tornò pochi minuti dopo con quanto avevo chiesto. Mi aiutò a sistemarlo sul filo, così da creare un vero box doccia.
- Perfetto- commentai- Ancora un favore... resta con me mentre faccio la doccia e svolgi due funzioni vitali: funzione uno, mi fai arrivare acqua calda, funzione due, fai la guardia-
- Non c'è problema. Vorrà dire che, quando toccherà a me, sarai tu a mandarmi l'acqua calda-
Stavo per andare dietro il telo, quando vidi con la coda dell'occhio alcune donne sbirciare, scambiarsi qualche parola e ridere. Mi voltai verso di loro e feci un sorriso di circostanza.
- Mi sa che hanno capito male...-
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Ah, il fascino delle oasi....chissa' se sono realmente cosi'...mi piace pensare che lo siano e sopratutto che ci vivano delle persone che sono veramente fuori dal caos del mondo!Mi sembra di ricordare la scena della doccia....o una cosa simile...ma non riesco a farmelo venire in mente!
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