martedì 8 dicembre 2009
Zero-parte 15-
Gli occhi di Sato si accesero e sul suo volto inespressivo si dipinse un sorriso.
- Non preoccuparti, Zero-kun- mi disse- so come fare... prima di tutto, dobbiamo cercare di ricordare, perché può darsi che ci torni in mente come abbiamo fatto ad arrivare qui! Se scopriamo esattamente dove ci troviamo, possiamo tentare di fuggire-
- Ok, mi sembra sensato- commentai- pensi che questo stanzino sia sicuro, per le nostre riunioni?-
- Direi di sì... praticamente non lo usano neppure i bidelli!-
- Va bene. Che altro?-
- Dobbiamo fare il giro esterno dell'edificio e vedere se ci sono possibili vie di fuga! Ah, occhio alle telecamere esterne...-
- Sembra di essere in una prigione di stato!- commentai
- Più o meno... hai altre perplessità o altro da chiedere?-
- C'è la possibilità di portare altre persone con noi?-
Sato fece un'espressione contrariata.
- Chi vuoi portare?- mi chiese
- Sogo, Nobu e Suzuhara- risposi- non li lascio qui-
- Ci penseremo, non è il caso di organizzare già la fuga, dal momento che non sappiamo neppure se ci sarà possibile scappare...-
- Giusto, queste considerazioni le faremo dopo. Quindi, da questa notte inzieremo a mettere in atto il nostro piano! Sei d'accordo?-
- D'accordissimo-
Zero-parte 14-
Lesson 5: Cospirazione
- Non ho scelta... Sato è la mia unica speranza!-
Quella notte stessa, era da poco passata l'ora di spegnere le luci, decisi di comunicare a Sato che ero disposto a seguirlo, a patto che il fine della nostra cospirazione diventasse andarcene e non scoprire la verità sul Banda; sgattaiolai fuori dalla mia stanza e scivolai rasente i muri del terzo piano, dove noi studentim avevamo il dormitorio, diretto alla mensa. Evitai le solite telecamere agli angoli di ogni corridoio ed entrai nell'enorme refettorio, dirigendomi subito all'ormai familiare bocchettone per entrare nel condotto dell'aerazione.
- Odio strisciare qui dentro!- pensai, gattonando nel condotto
Arrivai piuttosto velocemente nella stanza dei cancellini, dove trovai ad aspettarmi Sato, che mi aveva preceduto.
- Alla fine ti sei deciso- mi disse
- Sì. Avevi perfettamente ragione, ora ne ho le prove! Suzuhara non ricorda più chi era Onjo-
- Lo immaginavo. Te l'ho detto, le nostre menti vengono manipolate!-
- Sì, ma tu ed io...-
- Tu ed io, dici? Ricordiamo tutto, è vero... può darsi che sia per il fatto che spesso siamo fuori a ricordare-
Annuii e ci sedemmo entrambi al centro dello stanzino, uno di fronte all'altro.
- Senti, Sato... cosa pensi di fare?-
- Tu cosa vorresti fare?-
- Andarmene. Voglio andarmene da qui!-
Zero-parte 13-
Erano ormai trascorse diverse settimane dalla morte di Rika Onjo e, in tutto quel tempo, mi ero adoperato con Sato, ogni notte, a cercare di ricordare il passato e a tentare di scoprire il mistero dell'istituto Banda.
- Non ho ancora capito se posso fidarmi di lui o no...- pensavo continuamente
- ...insomma, Hinatsu, mi stai ascoltando?!-
Era una calda mattina di luglio e Suzuhara ed io ci trovavamo in biblioteca; essendo in vacanza, ma non potendo lasciare la scuola, l'unica cosa che noi studenti potevamo fare era restare in camera o studiare in biblioteca.
- Evidentemente no, Suzuhara. Cosa mi stavi dicendo?-
- Non lo ripeto più, basta!-
- Come ti pare-
All'improvviso mi venne in mente che, da quella volta in cui l'avevo vista piangere, la capoclasse non aveva più parlato di Onjo.
- Senti, Suzuhara... stai meglio?- le chiesi, cercando di usare un po' di tatto
- Perché, stavo male?- ribattè lei, sorpresa
- Ma no, io intendevo per via del suicidio di Onjo!-
- Chi?-
- Come sarebbe?! La tua amica, la nostra compagna!!-
- Non l'ho mai sentita... scusa, chi sarebbe?-
Fu in quel preciso istante che realizzai a pieno la veridicità delle parole di Sato... la memoria di Suzuhara era stata cancellata! Era anche possibile che fosse accaduta la stessa cosa anche agli altri studenti.
- Senti, sei certa di non ricordarti di lei?- insistetti
- Sì, certissima. Penso che nessuno l'abbia mai sentita nominare...-
Mi alzai di colpo dalla sedia e afferrai la ragazza per le spalle, scuotendola.
- Invece tu sai bene chi è!- esclamai, fuori di me- Era la tua migliore amica... la chiamavi sempre Rika-chan!!-
- Hinatsu, lasciami... che ti prende?- protestò lei- Ti dico che non la conosco!-
- Sforzati, dai! Non ricordi il suo viso o la sua voce?-
- N-no...-
- Ma eravamo tutti nella stessa classe, accidenti!!-
Suzuhara si guardò attorno, spaventata dal mio comportamento, ma nella sala numero 2 della biblioteca c'eravamo soltanto io e lei.
- Senti, se non mi lasci, giuro che mi metto ad urlare!- mi avvertì
- Perché hai dimenticato ogni cosa e io no?- continuai, fingendo di non averla udita- Hai pianto sulla mia spalla, per lei, non lo ricordi?!-
- Mi stai facendo male!-
Lasciai la presa e Suzuhara si divincolò, allontanandosi bruscamente da me.
- Stai lontano da me... e fatti curare- sibilò, uscendo
Mi lasciai cadere sulla sedia, incurante persino delle parole di spregio che la giovane mi aveva rivolto prima di andarsene.
- Non è possibile... anch'io, un giorno, potrei dimenticare tutto, persino Sogo! Devo andarmene da qui al più presto-
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