domenica 27 febbraio 2011
Covasna-parte 18-
En intuì immediatamente che la frase di Yelina nascondeva più di quanto volesse far sembrare l'amica.
- Yelina... non voglio fare l'impicciona, ma la tua frase sembra nascondere un significato più profondo!-
Yelina sorrise e, quando la zia di En portò loro il tè, prese delicatamente la tazza bollente tra le mani.
- Te lo dico per esperienza- rispose- non mia, certo, ma di mia madre... vedi, prima dell'incidente nel bosco che purtroppo causò la loro morte, i miei genitori stavano divorziando. Mia madre non è mai riuscita a dimenticare il suo primo amore...-
- Che cosa romantica!- esclamò En, addentando un biscotto
- Forse... fatto sta che, non potendo più restare con mio padre, se ne andò di casa assieme al suo grande amore-
En attese di sapere chi fosse l'uomo tanto amato dalla madre.
- La persona in questione era il vero padre di Mik-
- Scherzi?! Aspetta, come sarebbe "vero padre"?-
- Tereshenko non è il vero cognome di Mik, ma quello del suo padre adottivo e secondo marito di sua madre... per lui è come il suo vero padre!-
- Dimmi, questo ha a che vedere con l'odio di tuo nonno per Mik?-
- Sì... io e Mik ci conosciamo da tutta la vita, siamo come fratelli! Mio nonno sa che lui è un bravo ragazzo, ma non riesce a dimenticare ciò che è successo... mio nonno ha sofferto molto a causa del comportamento di mia madre e anche quando è morta, visto che era la sua unica figlia e non le ha mai perdonato di aver abbandonato tutto per il padre naturale di Mik. Credeva che lui gliel'avesse portata via... il signor Tereshenko non centra nulla, in verità, è solo una presa di posizione-
En bevve un sorso di tè e cercò di mettersi nei panni del nonno di Yelina.
- Sai, un po' capisco tuo nonno- ammise- poveretto, dev'essere stata dura! E' sempre per questo che non vuole che frequenti Mik?-
- Temeva che potessimo innamorarci... ma non è stato così e mai lo sarà-
La signora Kamishiro tornò in salotto e chiese gentilmente a Yelina se voleva passare la notte da loro, dato che tornare a casa ora era impossibile e pericoloso. Yelina accettò con piacere, soprattutto visto l'affettuosa insistenza di En.
Mentre la zia lavava le stoviglie, En accompagnò Yelina di sopra: aveva deciso che avrebbe dormito in camera con lei, occupando il letto del fratello. Inutilmente la ragazza aveva cercato di dissuaderla, così alla fine dovette arrendersi e lasciare che il povero Ren dormisse sul divano in salotto.
- Scusa il disordine- disse En, entrando in camera- ma sia io che Ren siamo disordinati e dover dividere la stanza è un problema!-
Yelina si guardò attorno.
- In Giappone non la dividevate?- chiese
- No, avevamo una stanza ciascuno! Ma qui è molto più piccolo, purtroppo... allora, mentre io cerco le coperte da lasciare a Ren, tu curiosa pure dove vuoi, non abbiamo segreti!-
Annuendo, la rumena osservò i due letti, alle pareti opposte della stanza, i due identici armadi a muro, i comodini ingombri di fumetti e riviste, le mensole impolverate e sovraffollate, la piccola libreria condivisa e gli scrittoi in legno.
- Immagino sia pericolso aprire le ante degli armadi- scherzò
- Proprio così- confermò En, ridacchiando, mentre frugava nei suoi cassetti- crollerebbe tutto quello che ci abbiamo stipato dentro!-
- ... nonostante tutto, mi sembrate organizzati-
- Certo, alla fine abbiamo trovato una momentanea soluzione. Ah, apri il cassetto del comodino di mio fratello, se non sbaglio c'è la chiave dello scrittoio! Ne avrei bisogno, lì dentro ci sono le federe-
- Le... federe? Le tieni lì?-
Un po' perplessa, Yelina aprì il cassetto e trovò la chiave, ma sotto di essa trovò un piccolo album fotografico, che En gli disse di sbirciare senza problemi: erano le foto con gli amci di Tokyo. Yelina osservò divertita i vari scatti, finchè dalle pagine non scivolò fuori la foto di una graziosissima ragazza in costume da bagno.
- En, chi è la ragazza della foto?- chiese
En si voltò e la osservò.
- Ah, è Itsuki, una nostra vecchia compagna di classe e amica!-
- Era per caso la ragazza di Ren?- incalzò Yelina, leggendo la dedica dietro la fotografia
- Oh, no no! E' sempre stata cotta di mio fratello, ma lui l'ha sempre considerata solo un'amica... quella deve avergliela mandata con la sua ultima lettera-
Yelina ripose album e foto nel cassetto e richiuse.
- Trovato!- sbottò En- Perfetto, ho le coperte e il cuscino per mio fratello! Yelina, torniamo di sotto? Magari aiutiamo mia zia con la cena, se ti va-
Un colpo di fucile squarciò il silenzio, seguito da altri due a breve distanza. Dopo un attimo di smarrimento, le due ragazze si precipitarono in salotto, dove trovarono la zia, preoccupata quanto loro. Cos'era successo?
Covasna-parte 17-
Mentre Yelina rispondeva alla telefonata arrivata al bar, Ren ricevette un messaggio sul cellulare da Ivan. Attese che la ragazza terminasse la comunicazione e si congedò.
- Scusami, odio i discorsi a metà, ma devo andare- le disse
- Andare dove?-
- Sono di ronda, anche se mia sorella non voleva!-
Yelina divenne scura in volto.
- Pattuglierai il bosco?- domandò, sapendo già la risposta
- Sì, assieme a Ivan e Mik- confermò Ren- ah, tra l'altro, posso chiederti un favore? Vorrei che tu facessi una cosa per me, se non ti dispiace-
Quando il campanello di casa Kamishiro trillò, En e la zia si scambiarono un'occhiata prima di andare ad aprire: chi è che si trovava ancora in giro a quell'ora, col coprifuoco già scattato da almeno mezz'ora?
Sperando fosse il fratello che aveva deciso di non pattugliare il bosco, En corse alla porta.
- Yelina?- si stupì
- Ciao... scusami se ti disturbo- le disse Yelina, sorridendo- sono qui per farti compagnia!-
- Che vuoi dire?-
- Me lo ha chiesto Ren-
Sospirando, En fece accomodare l'amica in salotto.
- Ciao, Yelina- la salutò la signora Kamishiro- ti ha mandata Ren? Un pensiero gentile!-
Yelina salutò educatamente e osservò En sedersi pesantemente sul divano e iniziare a prendersela con uno dei cuscini, sbatacchiandolo e stritolandolo. La zia di En si avvicinò a Yelina e rise di gusto.
- Ren è fortunato a non esserci- scherzò, indicando il cuscino- o farebbe quella fine di sicuro!-
Anche Yelina rise.
- Ragazze, preparo del tè- annunciò la signora Kamishiro- ne volete, vero? Ho anche dei biscotti fatti da me!-
- Oh, sì, zia!-
- Grazie, volentieri-
En gettò a terra il cuscino e invitò Yelina a sedersi accanto a lei. La giovane rumena sorrise e si accomodò, osservando l'ora dall'orologio da parete della stanza: le diciotto passate.
- Tuo nonno non si arrabbierà se non vai a casa?- indagò En
- No, sarà di ronda anche lui- rispose Yelina- e poi, l'ho avvertito che venivo qui-
- Speriamo, quando si arrabbia fa paura! Piuttosto, ho assoluto bisogno di chiederti delle cose...-
Yelina sorrise e annuì.
- Riguardano Mik?- chiese
- A dire il vero, non solo- rispose En- è che mi ha incuriosito una frase che ha detto Irina l'altro ieri, mentre eravamo al centro commerciale... se ho capito, Olga e Ivan stavano insieme?-
- Sì, esatto. Olga lo ha lasciato circa sei mesi fa-
- Come mai? Se posso chiedere e se lo sai!-
Yelina riflettè qualche istante.
- Con precisione non lo so- ammise- ma so che, negli ultimi mesi della loro relazione, litigavano sempre... Olga era stanca della situazione. Penso abbia pensato che fosse meglio finirla! Comunque, hanno fatto parecchi tira e molla-
- Da quanto, esattamente, stavano assieme?-
- Dalla prima media, se ben ricordo. Un'eternità, se ci pensi, no? Praticamente sono stati insieme per più di tre anni... adesso Olga frequenta quel ragazzo che lavora al centro commerciale, immagino tu l'abbia visto-
- Si chiama Tom ed è molto figo!-
- Sì, ma non sarà mai come Ivan... voglio dire, ti assicuro che Olga lo ha amato davvero e credo che siano ancora innamorati tutti e due! Nonostante tutto, nessuno potrà mai prendere il posto di Ivan nel cuore di Olga, perchè per lei sarà sempre il suo primo e unico amore... lo ha detto lei stessa-
- Dovrebbero stare insieme, allora- decretò En, convinta
Yelina scosse il capo.
- Spesso l'amore non basta per far funzionare una storia, En-
venerdì 18 febbraio 2011
Covasna-parte 16-
Erano trascorse ormai tre settimane dall'inizio dell'addestramento di Ren, il quale si era impegnato coi compagni senza mai lamentarsi, destreggiandosi tra scuola, compiti e addestramento. Mikahil gli aveva insegnato a sparare, usando come bersagli i barattoli vuoti di latta gentilmente offerti da Boris e Ren si era rivelato sorprendentemente bravo e preciso; non solo, i due ragazzi avevano istaurato un ottimo rapporto, diventando amici praticamente inseparabili! Nessuno se lo sarebbe aspettato, a dire il vero... grazie a questi allenamenti, il giovane giapponese aveva avuto la possibilità di approfondire un'altra interessante amicizia, Ivan Danilov: ormai, i ragazzi avevano formato un trio formidabilie, sia durante le ronde che nella vita di tutti i giorni. Ivan si era rivelato un ragazzo alla mano, estremamente intelligente e ottimo stratega, aveva condiviso la sua profonda conoscenza di Covasna a Ren, permettendogli di conoscere a menadito la città e si era dimostrato anche affidabile e ben disposto verso chiacchiere e battute spiritose.
Dall'altra parte, del resto, En aveva consolidato la sua piccola cerchia di amiche, formata da Olga, Irina e Yelina.
- Ho detto che non voglio-
Quella mattina, erano appena le nove, En aveva deciso di essere insopportabilmente irremovibile nei confronti del fratello, che invano tentava di farla ragionare.
- Insomma, En... non è nulla di che! E poi, prima o poi dovrò anch'io partecipare alle pattuglie nel bosco, non solo in quelle in città!-
- Non ci andrai, è troppo pericoloso-
- Deve decidere lui, non pensi?- intervenne la zia- Ormai è un uomo...-
- Zia, ma da che parte stai?- sbuffò En
- Tesoro, con Ren ci sarà tuo zio e anche i suoi amici!-
- No-
Per evitare di litigare ulteriormente con la sorella, un esasperato En prese la porta e andò a farsi un giro in città.
- Accidenti a mia sorella- pensò, camminando
Immerso nei suoi pensieri, si accorse di aver camminato senza guardare, ma di essere arrivato proprio al Crown. Sperando di trovarci Yelina, decise di entrare, ritrovando un po' di buonumore.
- Vedere il suo bel visetto mi farà sentire meglio- si disse
Spinse la porta d'entrata, facendo tintinnare il campanellino in cima alla porta e si accorse che il bar era deserto, non un cliente sedeva ai tavolini. La televisione non era accesa e la radio taceva, non trasmetteva neppure il solito radiogiornale.
- Orario morto o è un giorno particolare?- si chiese, avanzando verso il bancone
Yelina, chinata a sistemare qualcosa, disse una parola che, in rumeno, doveva suonare come "arrivo".
Ren sbirciò oltre il bancone, osservandola sistemare delle stoviglie.
- ...io vengo qui per te, non per il caffè!-
- Ren!- esclamò la ragazza, alzando lo sguardo
- Ti vedo indaffarata...-
- Già, oggi è giorno di rifornimenti. Il corriera è arrivato poco fa e stavo iniziando a mettere a posto qualcosa-
- Ah, ecco perchè ho visto delle casse vicino alla porta-
Annuendo, Yelina si alzò e uscì da dietro il bancone per andare ad aprire una delle casse ed estrarne una pesante confezione di bibite in lattina.
- Aspetta, le prendo io- si offrì Ren, soccorrendola- sono pesanti-
- Grazie... mettile sul bancone, per favore- rispose Yelina, sorridendo
Il giovane obbedì e Yelina lo osservò per un po', quasi imbambolata... i suoi movimenti le facevano battere forte il cuore, ma non lo avrebbe ammesso nemmeno sotto tortura e la ragione la conosceva lei e lei soltanto.
- ...devo smetterla di pensare a cose simili- si disse, distogliendo lo sguardo bruscamente
- Ehm, Yelina?- la chiamò Ren
- Oh, scusami, parlavi con me? Mi ero distratta...- si affrettò a scusarsi la ragazza
- Non fa nulla, volevo solo sapere se potevo aiutarti ancora!-
- Ah, sì, mi porteresti le altre casse nel magazzino sul retro?-
Obbedendo senza fiatare, Ren iniziò a trasportare le casse, mentre Yelina si teneva impegnata sistemando le lattine sul bancone. Doveva solo stare calma, no? Si era già trovata sola con lui altre volte, non aveva ragione di essere agitata.
- Ho finito- annunciò Ren, sgusciando dal magazzino
- Grazie... ma che maleducata, non ti ho chiesto se gradivi qualcosa! Hai sete?-
- No no, tranquilla, sto bene così. In verità ero venuto qui solo perchè avevo voglia di vederti...-
A Yelina scivolò dalle mani una lattina, che cadde rumorosamente sul paviemento di legno.
- Scusami- le disse Ren, raccogliendola- forse ti metto a disagio...-
Yelina non rispose. Ren posò l'oggetto sul bancone e si avviò alla porta.
- R-Ren...- lo chiamò lei- scusami tu, è solo che non sono abituata alle persone dirette come te! Non è che mi metti a disagio, solo... non posso-
- Cosa, non puoi?-
Il telefono trillò, facendo sussultare entrambi.
Covasna-parte 15-
- Ragazzi... cosa succede?- chiese Ren
Mik scoccò un'occhiata a Yelina.
- Non hai detto nulla a loro?- le domandò, in rumeno- Non volevi aiutarli?-
- Qualcosa sanno...- replicò lei, sempre in rumeno- pensavo fosse ancora troppo presto per dirgli tutto! E poi, En era spaventata e...-
- Adesso devono venire a conoscenza della situazione- la interruppe l'amico, duro
- Scusate- intervenne Ren- non capisco quello che dite, ma le vostre facce sono eloquenti... vorrei sapere che cosa sta succedendo-
- Hai ragione- ammise Yelina, in inglese
Mik girò attorno a Ren, studiandolo, poi si sedette sul bancone.
- Cosa sapete di Covasna?-
- Conosciamo la storia della fondazione che ci ha raccontato Yelina appena arrivati e la leggenda sulle creature del bosco-
- Non è una leggenda-
- Ma che dici!- esclamò En- Vuoi dire che le creature... esistono?-
- Esattamente. Noi le abbiamo viste molte volte...-
Ren trasalì.
- Sì, hai capito- gli disse Mik- scendono in città...-
- Questo succede da un po'- precisò Yelina- le prime pagine dei giornali locali sono piene di fatti di cronaca nera legati a sparizioni misteriose, omicidi... prima non accadevano simili cose durante in giorno! Bastava non uscire di notte e non girare vicino al bosco-
- E come vi difendete?- domandò En, la voce tremante
- Turni di guardia ad ogni accesso alla città, ronde notturne con ampi falò e pattuglie di uomini ben armati- rispose Mik- è una grande caccia... tutti i giovani e gli uomini vi prendono parte, mentre donne e bambini si segregano in casa e sbarrano tutto!-
Ren ripensò al suono udito quel giorno, aspettando l'autobus, lo aveva sentito più volte anche da casa; era sicuramente un richiamo per il coprifuoco. Pensò anche all'insistenza della zia sul fatto di non uscire di sera e delle improvvise sparizioni e apparizioni della zio in piena notte... adesso era tutto molto più chiaro.
- ...cosa vogliono?-
Mikahil guardò Ren dritto negli occhi.
- Covasna appartiene a loro... e gli stranieri non sono i benvenuti. Siamo tutti in trappola nelle nostre stesse case-
- Ora capisco perchè i miei zii sono sempre guardinghi e apprensivi- mormorò il giovane
- Cinque anni fa, quando arrivarono qui, ancora le creature restavano nel bosco- lo informò Yelina
- ...lo sapevo che questo posto era maledetto!- sbottò En, fuori di se- Voglio tornare a casa, non voglio morire qui!-
- En, calmati- le disse il fratello- ti prometto che farò di tutto per proteggerti!-
En era visibilmente sconvolta ed era comprensibile, pensò Yelina, dispiaciuta per la ragazza. Ma piangere non sarebbe servito a nulla, bisognava combattere.
- Mik, hai detto che formate delle pattuglie?- chiese Ren
- Esatto-
- Voglio partecipare anch'io! Una mano in più fa comodo, no? Non ho paura, penso di potercela fare-
- Sai usare un fucile?-
- No, ma immagino tu sia bravo... insegnami!-
Mik sorrise.
- Come vuoi tu, eroe-
Ren sorrise a sua volta e tese la mano al ragazzo, che rimane un momento a fissarla inebetito.
- Aspetta a ringraziarmi, però- lo avvertì, stringendola- sono molto severo...-
Covasna-parte 14-
Le successive due settimane furono tranquille e piacevoli, in particolar modo per En, la quale aveva iniziato a frequentare le nuove amiche: facevano shopping assieme, studiavano assieme e qualche volta si erano trovate a casa di Irina a fare i biscotti. In quel tempo, le ragazze erano riuscite a coinvolgere qualche volta anche la solitaria Yelina ed En aveva scoperto che lei, Olga e Irina si conoscevano meglio di quanto pensasse.
Contemporaneamente, Ren si era dato da fare per imparare un po' di rumeno con l'aiuto di Yelina, recandosi quasi tutti i pomeriggi al suo bar e aveva fatto amicizia praticamente con tutti i ragazzi della classe (Mik a parte).
- Sai che ieri, mentre raggiungevo Olga, ho incontrato Ivan?- disse En al fratello, infilando i libri nello zaino
- Davvero?-
- Aha. Mi ha persino salutata con un sorriso!-
- Io ci ho parlato un paio di volte, è molto simpatico e anche gentile! Le apparenze ingannano, spesso-
Le lezioni erano appena terminate e i ragazzi si stavano preparando in fretta per uscire dall'aula e tornare a casa, mentre un pallido sole spariva all'orizzonte di una grigia giornata.
- En, noi andiamo- le dissero Olga e Irina, già sulla porta- Irina deve tornare a casa presto... ci sentiamo più tardi, ok? Ti mando un messaggio!-
- Va bene, a più tardi!- le salutò En
- Ah, sorellina, hai per caso visto Yelina? E' scomparsa- parlò Ren, mentre uscivano nel cortile
En si voltò indietro e fece un segno al fratello: Yelina li stava raggiungendo, accompagnata da Mik.
- E' un vero cane da guardia...- borbottò Ren, seccato
En ridacchiò e si fece incontro ai due giovani; sperava di far colpo sul ragazzo sfoderando il suo miglior sorriso, in passato aveva sempre funzionato.
- Yelina, andiamo a casa tutti assieme?- propose la giovane, sorridendo
- Va bene- acconsentì Yelina
Annuendo, En spostò lo sguardo su Mikahil, sempre silenzioso.
- Ciao- cinguettò
- Sì, ciao...- le fece eco Ren, poco convinto- andiamo, ora?-
Mikahil guardò rapidamente prima Ren e poi la sorella, ma voltò la testa di lato.
- Ciao...- bofonchiò
I quattro ragazzi si avviarono tranquillamente alla piazza di Covasna, mentre ormai il cielo era arrossato del tutto, quando ebbero la sgradita sensazione di essere seguiti e osservati.
Sulle prime, i gemelli Kamishiro non vi fecero particolarmente caso, ma i due amici rumeni parevano invece piuttosto allarmati.
- Non ci posso credere, anche di giorno...- disse Yelina in rumeno, allarmata, rivolgendosi a Mik
- E' peggio di quanto pensassimo- ammise Mik- sbrighiamoci!-
Ren non riuscì a capire del tutto il discorso, ma aveva carpito qualche parole che non gli piaceva per niente... la passeggiata del gruppetto si trasformò ben presto in una corsa, che terminò all'arrivo del bar in cui lavorava Yelina.
- Chiudi tutto!- ordinò Mikahil all'amica
La giovane non se lo fece ripetere e chiuse a chiave la porta d'entrata, quella sul retro e anche quella del magazzino in cui Boris teneva le scorte. Ansimando, tornò dai ragazzi e scambiò un'occhiata preoccupata con Mik.
- Non mi piace per niente quello che sta succedendo...- pensò Ren, sentendosi a disagio senza sapere bene il perchè- cosa succede in questo posto?-
venerdì 11 febbraio 2011
Covasna-parte 13-
- Accidenti alle macchinette! Mi hanno fregato le monete...-
En era uscita dall'aula per andare a cercare i distributori, perché le era venuta molta sete, ma aveva finito per litigare con la macchina, dato che le aveva ingoiato i soldi senza darle la bevanda selezionata.
Mentre era carponi, con una mano infilata nella bocchetta nel tentativo di estrarre la bottiglia d'acqua che aveva comunque pagato, qualcuno si avvicinò e diede un piccolo calcio al distributore, facendo scendere l'oggetto che En cercava di prendere. La giovane alzò gli occhi e vide la ragazza coi codini della sua classe, che le sorrideva gentilmente.
- Imparerai presto che bisogna essere violenti- le disse, in un discreto inglese e in tono molto cordiale
- Ah, grazie!- sorrise En, alzandosi in piedi- Siamo nella stessa classe, vero? Io sono En! Perdona il mio pessimo inglese...-
La ragazza rise e le tese una mano, che En strinse con piacere.
- Irina Sherepova- si presentò- ti serviva altro?-
- No, volevo solo l'acqua!-
Si udì nel silenzio un rumore di tacchi e le due ragazze si voltarono verso le scale, notando una ragazza molto bella che le scendeva.
- Olga!- esclamò Irina- Vuoi fare anche tu conoscenza con En?-
En riconobbe la rossa che aveva visto assieme ad Irina: pareva altezzosa e la sua bellezza la metteva un po' in soggezione.
- Benvenuta a Covasna, En... io sono Olga Tepes-
La ragazza giapponese si sentì sollevata, perchè il tono di Olga era molto più caldo e amichevole di quanto avesse immaginato.
- Ciao e grazie! E' un piacere conoscerti- rispose En
- Come ti trovi da noi? Sei qui solo da una settimana- continuò Olga
- Insomma... fatico un po' ad ambientarmi!-
- Ah, ma ci pensiamo noi!- sbottò Irina- Adesso sei diventata nostra amica... ti aiuteremo noi, vero, Olga?-
- Certo, volentieri. Scusa se non ti abbiamo parlato prima, ma anche noi non sapevamo bene come agire! A proposito, oggi, dopo la scuola, pensavamo di andare al centro commerciale-
- Esiste una cosa simile?- si meravigliò En
Olga e Irina scoppiarono a ridere.
- Sì- rispose allegramente Irina- non è molto grande, però... dobbiamo raggiungerlo con l'autobus-
- Ti va di venire con noi?- le domandò Olga, sorridendo
Felicissima di aver trovato delle nuove amiche, tra l'altro gentili e simpatiche, En accettò con entusiasmo. La vita a Covasna poteva diventare più sopportabili, adesso.
Covasna-parte 12-
Pochi minuti dopo, il corridoio si era già svuotato e dell'accaduto non vi era più traccia. Tutti gli studenti erano rientrati nelle aule.
- Yelina, cos'è successo?- domandò Ren alla rumena
- Capita spesso... è che, a volte, Ivan non riesce ad evitare di farsi coinvolgere!-
- Ivan è il nostro compagno, vero?-
- Sì, Ivan Danilov. So che sembra un teppista, ma non è cattivo!-
- Gli piace fare il duro, eh?-
- Già, se c'è da menare le mani non si tira indietro...-
Ren rise di gusto.
- Ero come lui, alla mia vecchia scuola- disse- non che io fossi un attaccabrighe, solo reagivo se venivo provocato! Soprattutto quando se la prendevano con mia sorella...-
- Ho capito- fece Yelina, osservandolo- infatti non mi sembravi uno come Ivan! Hai parecchio autocontrollo, direi-
Ren annuì e Yelina tornò al suo banco.
- Se tu e tua sorella passate al bar, dopo la scuola, vi faccio avere gli appunti in inglese- parlò, sistemandosi lo zaino sotto il banco
- Grazie mille! E scusa per il disturbo... piuttosto, tu lavori tutti i pomeriggi?-
- Dipende se Boris ha bisogno di me-
Prima che Ren potesse chiederle di uscire il primo pomeriggio libero che aveva, arrivò Mikahil, che gli lanciò un'occhiataccia.
- Sei al mio banco- gli fece notare, parlando in inglese
- Ah, scusa... ehi, anche tu parli inglese come Yelina!- si stupì Ren
- Poco e non mi piace-
Guardandolo di traverso anche lui, Ren si alzò dalla sedia; non capiva come Yelina riuscisse a sopportarlo, era sgarbato, scorbutico e arrogante.
- Ren- lo chiamò Yelina, voltandosi- passate non prima delle cinque-
- Va bene-
Ren osservò accigliato il suo banco, decisamente mancava qualcosa.
- Dov'è mia sorella?-
giovedì 10 febbraio 2011
Covasna- parte 11-
Finalmente trillò la campanella della ricreazione e Ren si stiracchiò, felice di un attimo di pausa dopo tutte quelle incomprensibili lezioni in rumeno; e poi aveva una certa fame.
- Muoio di fame- disse
- Io non sono abituata a mangiare alle dieci- ribattè En- è davvero tutto diverso...-
Ren abbandonò la sorella e si avvicinò al banco di Yelina.
- Qui a scuola avete dei distributori?- chiese
- Sì, ma quelli delle merendine sono guasti...-rispose Yelina- non vi siete portati nulla?-
- Ehm... no. Non ci ho pensato-
La giovane frugò nello zaino e tirò fuori un pacco di biscotti.
- E' tutto quello che ho... ma prendili pure-
- Grazie, sei gentile a dividerli con noi! En, vuoi un biscotto?-
- No, mangiali tu...-
Yelina passò i biscotti a Ren e continuò a mangiare il suo piccolo toast salato. Mik, che si era alzato dal banco da qualche minuto, sparì fuori dall'aula.
- Che tipo strano- pensò Ren
Ad un tratto si udì un gran vociare nel corridoio e Yelina scattò in piedi. Si scusò con Ren e lo oltrepassò, raggiungendo Mikahil sulla porta.
En si affiancò al fratello e lo guardò con aria interrogativa; Ren scosse il capo e decise di andare a vedere, seguito a ruota dalla sorella, incuriosita pure lei.
- Cosa vedi?- chiese En, saltellando alle spalle del gemello
Due ragazzi stavano discutendo animatamente e lo scontro verbale era degenerato in un paio di pugni. Uno dei due contendenti, il bel ragazzo biondo individuato da En, pareva aver avuto la meglio e ora parlava con Mikahil, mentre Yelina faceva sloggiare gli spettatori delle altre classi che sia erano radunati nel corridoio.
- En, quello non è in classe con noi?-
- Sì, è negli ultimi banchi ed è davvero carino! Però mi pare una testa calda...-
Guardandosi attorno, la ragazza notò due compagne di classe: una graziosa biondina coi codini, dal viso infantile e una bella rossa dal trucco pesante, vestita alla moda. La giovane coi codini vide En e la salutò con un gesto della mano.
- Forse non sono tutti strani- pensò En, ricambiando il saluto
Covasna-parte 10-
En brontolò sottovoce parole incomprensibili: lei non era come il fratello, non riusciva ad adattarsi ad ogni situazione e non vedeva nessun lato positivo nella faccenda. Evitò di dirlo, però, perchè sapeva che Ren l'avrebbe rimproverata ancora, dicendole che era il momento di cambiare e crescere un po'.
Mentre ancora era intenta a lamentarsi, En vide entrare in classe il ragazzo che lei e il gemello avevano visto a casa di Yelina, Mikahil Tereshenko. Il giovane non guardò in faccia nessuno, scambiando appena un saluto accennato da un movimento del capo con qualcuno che En non riuscì a vedere e si sedette nel banco accanto a quello di Yelina.
- Non è quello di ieri?- bisbigliò Ren
- Direi di sì...- confermò En- lui e Yelina sembrano intimi amici! Pensi ci sia del tenero, tra loro?-
Ren scrollò le spalle e tirò fuori dalla zaino un quaderno e l'astuccio.
- Che iella, povero Ren!- pensò En- Dovrà lasciar perdere Yelina... e io potrò evitare di provarci con quel tipo-
Voltandosi indietro, la giovane individuò un altro ragazzo molto carino, seduto in ultima fila: era un biondino dagli occhi azzurri davvero niente male.
- Meno male, i bei ragazzi non mancano!-
Un professore di mezza età entrò in aula, interrompendo i pensieri della ragazza, iniziando a chiamare l'appello, poi chiuse il registro e iniziò a spiegare.
- Non ci capisco un tubo- protestò En- che materia è?-
- Geografia- rispose Yelina, voltandosi indietro
En sospirò e scrisse almeno il nome della materia nella prima pagina del suo quanderno, mentre Ren, intendo a scarabocchiare, alzò lo sguardo su Yelina.
- Temo che mia sorella sia nel panico- disse, sorridendo
- Già, per voi sarà dura... ma posso aiutarvi, se volete. Domani parlerò con i professori e vedrò di farvi avere i compiti in inglese-
- Grazie! Ci aiuterai anche a studiare?-
- Se vuoi, sì. Per i primi tempi, prenderò io appunti per voi, va bene? Quando avrete imparato un po' il rumeno, potrete arrangiarvi da soli-
Ren annuì e Yelina tornò a voltarsi per seguire la lezione. Mik la fissò.
- Non devi dare loro confidenza... porteranno solo guai!- l'ammonì
- Non hanno colpa, lo sai! E poi, sono simpatici...-
- ...tanto moriranno-
Yelina lo fissò dritto negli occhi.
- No, se li aiuteremo- mormorò
- Yelina, sei forse impazzita? Non rischio per degli sconosciuti!-
- Mik, io voglio aiutarli... che colpa hanno?-
- E noi? Ah, sei veramente la solita, tu! Cocciuta...-
domenica 6 febbraio 2011
Covasna- parte 9-
- Ah, così è questa la scuola!-
En fissava un edificio del XIX secolo, ristrutturato e dalle finestre enormi e luminose, forse esageratamente grandi rispetto le dimensioni dello stabilimento. Essendo praticamente dietro la stazione ferroviaria, risentiva del passaggio dei treni, tanto che i muri erano leggermente crepati.
- Ti aspettavi qualcosa di diverso?- le chiese Yelina
- Be', pensavo peggio!- confessò En
- La scuola sembra piccola- osservò Ren- avete le sezioni?-
- No, c'è una sola classe per ogni anno- gli comunicò Yelina- non siamo così tanti...-
La giovane rumena li condusse all'interno della scuola, oltrepassando un alto portone di legno che conduceva in un lungo corridoio; sui lati erano disposte le aule. Yelina salì una rampa alla sua destra e condusse i ragazzi al secondo piano, dove stavano altre aule, facendoli entrare in una dalle pareti imbiancate e dai banchi di legno, nella quale stavano una decina di ragazzi. Nessuno si rivolse ai nuovi arrivati, ma li osservarono a lungo, parlottando tra loro.
- Non aspettatevi che qualcuno parli giapponese- li avvertì Yelina- e l'inglese non è molto parlato, qui a scuola...-
- Ma noi non sappiamo il rumeno!- protestò En
- Tentate comunque con l'inglese- suggerì freddamente Yelina, sedendosi al suo banco in seconda fila- se volete, ci sono due posti vuoti dietro di me-
Osservando la disposizione dei banchi, i due giapponesi si resero conto che non erano posizionati singolarmente, con piccoli corridoi tra le file ordinate come in Giappone, bensì erano accoppiati e disposti un po' a casaccio.
- Voglio tornare a casa!- piagnucolò En- Non mi piace...-
- Piantala, En- tagliò corto il fratello- è inutile che ti lamenti, ormai siamo qui! E' meglio cercare d'abituarsi...-
venerdì 4 febbraio 2011
Covasna- parte 8-
- Scusatelo...-
- Non importa!- la rassicurò En, sorridendo- Gli intrusi siamo noi...-
- Pareva piuttosto arrabbiato- osservò Ren- ma non credo con noi, se ho intuito qualcosa!-
- Mio nonno è burbero, ma non è cattivo-
- ...a quanto pare è il tuo amico che non gli piace- incalzò En, sperando di strappare informazioni sul ragazzo di prima
- Mikhail? In verità, mio nonno odia tutti i Tereshenko- spiegò Yelina- ma è una storia lunga...-
L'abbaiare di Dracula davanti alla porta lì avvertì dell'arrivo di qualcuno: lo zio di En e Ren. La giovane giapponese corse fuori, seguita a ruota dal cane.
- Grazie di tutto, Yelina- disse Ren alla giovane rumena- ci rivediamo domani a scuola, allora?-
- Certamente. Ah, riuscirete a trovarla senza perdervi?-
- Bella domanda...-
- Come temevo. Fatevi trovare domani mattina alle otto davanti al mio bar, vi faccio vedere la strada più semplice mentre andiamo tutti assieme... comunque non è dificile trovarla, ci siamo passati davanti con l'autobus, è vicina alla stazione-
- Thank you!-
Yelina osservò En che correva ad abbracciare lo zio, poi spostò lo sguardo su Ren, accanto a lei.
- Senti...-
- Cosa?-
- Niente, solo... attento a quel che fai! L'ho capito che sei uno che non ha paura di niente, ma credimi se ti dico che qui c'è da aver paura-
- Grazie dell'avvertimento... allora, sempre senza paura, confermo che sei davvero troppo carina!-
- ...insisti, vedo-
- Mia sorella non ti ha avvertito del fatto che sono molto testardo?-
La ragazza fece un sorriso.
- Wow, allora sai sorridere anche tu!- scherzò Ren
- Vai- gli disse Yelina, questa volta con un tono più gentile
Ren fece per raggiungere zio e sorella, ma Dracula gli saettò in mezzo alle gambe senza preavviso, facendolo cadere a terra.
- Ahi, che male!- protestò, mentre il cane gli leccava premurosamente il viso
En e lo zio scoppiarono a ridere e anche Yelina non riuscì a trattenersi a lungo, nonostante avesse cercato di soffocare la risata mettendosi una mano davanti alla bocca.
- Sei veramente buffo!- gli disse, aiutandolo ad alzarsi
- Sono un disastro- ammise lui, sorridendo- ma è per questo che gli amici mi vogliono bene, sai?-
Yelina iniziava a trovare simpatici i nuovi arrivati, così come aveva pensato, fin dal primo giorno in cui erano arrivati, che i coniugi Kamishiro fossero brave persone.
Mentre ragionava se fare amicizia o meno, si udì tuonare suo nonno dalla legnaia.
- ...è meglio che andiate. A domani-
Osservò i ragazzi allontanarsi con lo zio, finchè non li vide scomparire oltre il sentiero.
- Yelina...-
La giovane si voltò, i capelli davanti al volto a causa del vento.
- Lo so, Mik- disse, guardando dritto negli occhi Mikhail Tereshenko- lo so bene...-
giovedì 3 febbraio 2011
Covasna-parte 7-
I due fratelli si scambiarono un'occhiata perplessa.
- Secondo la leggenda locale, Covasna venne fondata all'epoca del Conte Vlad, detto l'impalatore e pare che fu proprio lui a volerne la costruzione. A causa della malvagità e della sete di sangue del conte, la città venne maledetta... pare che Covasna fosse frequentemente presa di mira da creature demoniache di ogni sorta! Dopo quasi cinquant'anni dalla fondazione, alcuni uomini coraggiosi del villaggio decisero di mettere fine a tutto, affrontando le creature che infestavano i boschi di confine; non potende scinfiggerle, le confiniarono proprio in quei boschi. Molti credono che quelle creature si trovino ancora lì e che per questo la gente che si avvicina muore-
- Che paura!- gemette En- Io odio i racconti dell'orrore!-
- Che fifona!- la prese in giro il fratello- Yelina, ma tu credi a questa leggenda?-
- Be', delle persone sono morte, ma potrebbero essere anche solo lupi...-
- Ah, lupi!- esclamò Ren, divertito- Dai, non sono mica stupido... questo posto sembra il set del film "the village"!-
- Peccato che sia reale, non un set- ribattè amaramente Yelina
- Perchè non andate via, allora- sbottò En- Questo posto è un mortorio!-
- Per andare dove? La città più vicina è Costanza, ma... siamo gente semplice, per fare armi e bagagli e andare via ci vogliono molti soldi-
- Pensi che su di voi gravi ancora quella maledizione?- intervenne Ren
- Può darsi- rispose Yelina- però, vedi, ciò che fa pensare che sia così, è un fatto accaduto dieci anni fa... un incidente in cui morirono molte persone-
Ren attese il proseguo della storia, mentre En si tappò le orecchie per non sentire, o quella notte avrebbe avuto incubi orrendi.
- Dai, basta!- gridò, spazientita- Non potete parlare di altro?-
- Falla finita tu, En- la rimbeccò il gemello- incidente, dicevi?-
- Non proprio, in realtà...-
La frase di Yelina venne interrotta bruscamente dal rumore della porta d'ingresso che si spalancava: un uomo anziano, grande e grosso, piombò in salotto con un fucile a canne mozze in mano.
- Tranquilli, è mio nonno- parlò Yelina- nonno, loro sono i nipoti dei Kamishiro...-
L'uomo li squadrò con occhi sottili, poi posò a terra l'arma.
- Perchè diavolo sono qui?- tuonò, in rumeno
- Si sono persi e...-
- Stupidi!-
- Nonno, non essere maleducato!- lo rimproverò la nipote- Anche se non capiscono quello che dici, il tono è chiarissimo...-
- Piuttosto, che accidenti faceva di nuovo qui il giovane Tereshenko?-
- Il suo fucile era rotto, gli ho dato uno dei nostri-
L'uomo brontolò qualcosa d'incomprensibile e uscì di nuovo, sbattendo l'uscio.
Covasna-parte 6-
Dracula iniziò ad arrampicarsi sui jeans di Yelina e la ragazza si chinò e posò a terra la sua ciotola col cibo. Il cane si avventò sui suoi bocconcini senza tanti complimenti, sporcandosi il muso.
- En, lo zio dice di aspettarlo che viene a prenderci!- annunciò Ren, chiudendo la comunicazione
En annuì, poi tornò ad osservare divertita Dracula che mangiava avidamente.
- Ah, Yelina... dov'è il bagno?-
- Salita la scala, è la porta in fondo a destra-
Ren salì le scale di legno in fondo al salotto, lasciando sole le due ragazze.
- I bagni sono sempre in fondo a destra- osservò En- chissà perchè!-
Yelina scrollò le spalle e portò al cane anche la ciotola dell'acqua. Dopo pochi minuti, Ren fu di nuovo in salotto e si sedette sul divano, accanto alla sorella. Un rumore sordo fece sobbalzare tutti quanti: qualcuno bussava alla porta.
- Scusate- disse Yelina, andando ad aprire
Appena la porta venne aperta, all'interno della casa entrò una folata di vento gelido, che portò con sè anche una persona che i ragazzi giapponesi non videro, però udirono Yelina parlare in un fluente rumeno.
- Chi sarà?- si chiese En, incuriosita
- Secondo te chi è?- domandò Ren, dando voce ai pensieri della sorella
- E io come faccio a saperlo?-
Nella salà tornò velocemente Yelina, seguita da un bel ragazzo dell'aria corrucciata, con una fascia bianca tra i capelli castani. Tra i due ci fu un rapido scambio di parole, in seguito alle quali Yelina sparì nella legnaia, per tornare poco dopo con un ficile in mano, che porse al giovane misterioso.
Ren e la sorella seguirono la scena senza dire una parole e senza capire granché, ma quando il ragazzo se ne fu andato chiesero spiegazioni all'amica.
- Scusa la domanda, ma che ci fa quello con un fucile?- indagò Ren
- Lui è il figlio dei Tereshenko, i guardaboschi- spiegò Yelina- a cosa gli serve il fucile, a questo punto, è abbastanza ovvio...-
- Anche lui viene a scuola con noi?- s'informò En
- Sì-
Da quello che aveva potuto vedere, quel ragazzo era parecchio carino e la giovane En sperava di poterlo ammirare meglio a scuola.
Yelina rimase in silenzio qualche istante, poi si avvicinò al camino e attizzò il fuoco, aggiungendo altra legna.
- Senti... perchè non ci racconti la storia della tua città? Sono curioso!-
Yelina si voltò verso Ren.
- Perchè pensi che Covasna abbia una storia che valga la pena di essere raccontata?-
- Non lo so, è un mio pensiero! E poi, si dice che il Vecchio Continente abbia tante storie da raccontare, alcune molto antiche-
La ragazza si alzò in piedi e andò a sedersi sul divano di fronte a quello su cui erano accomodati i gemelli Kamishiro, osservando distrattamente il fuoco crepitare nell'imponente camino di pietra.
- Hai ragione... la storia di Covasna è molto antica- confessò- ma anche terrificante...-
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