lunedì 30 agosto 2010

Ecco Tim!

Prima di iniziare altre cose... vi presento Timcampi! (^.^)

domenica 29 agosto 2010

Unilibro.it

Vorrei sprecare qualche parola per il servizio di libreria online chiamato "Unilibro.it", la libreria universitaria. Io l'ho scovato per caso navigando sul web e devo dire che mi trovo benissimo, acquisto parecchi libri da loro! Hanno un eccellente servizio, un'ampia gamma di libri che spazia in vari settori, costi piuttosto buoni e precisione impeccabile. Inoltre, se si supera una certa cifra (35 euro, che per me sono pochi, data la quantità di libri all'anno che compro!) le spese di spedizione con corriere sono gratis! Hanno spesso degli sconti e si può trovare di tutto: Unilibro mi ha salvata tante volte quando non trovavo i testi universitari che mi servivano, soprattutto quelli della mia tesi! Grazie a loro ho anche potuto finalmente avere a casa libri che desideravo da una vita! Ho recensito molti prodotti e ribadisco ciò che già ho detto nelle recensioni... Unilibro è fantastico e io mi trovo a meraviglia! Ormai, le librerie non le guardo più, se voglio un libro lo cerco subito su Unilibro.it. Se capita, il link è unilibro.it!
Hisana-chan

sabato 28 agosto 2010

A volte ritornano...

Konnichiwa! Dobbiamo salutare Light e compagni, così possono continuare a salvare il mondo dagli Akuma... ma per qualcuno che lascia, c'è qualcuno che arriva, anzi, torna!! Dopo le vacanze di agosto, James e Steave ritorneranno con una sorta di prequiel: come si sono incontrati? Quando? Lo scopriremo. Ma di vecchie conoscenze ce ne saranno altre... tornerà Gabriel e finalmente rivedremo anche Alira e Richard nel seguito di Kv55! Si vede che siamo ormai in settembre, eh? Le ferie sono finite e si torna a lavorare... :)
Hisana-chan

Parte 17

- Che giornata!- esclamai, buttandomi sul letto- La missione cìmi ha tolto energie, ma anche la situazione di prima...- Qualcuno bussò alla porta della mia stanza, interrompendo il flusso dei miei pensieri. - Sì?- - Posso entrare, Ligh?- Sentendo la voce di mio padre andai ad aprire. - Come mai sei qui?- gli chiesi- Credevo che voi Generali foste in partenza!- - Partiremo tra poco- rispose- sei molto stanca?- - Abbastanza, ma devo ammettere che inizio ad abituarmi a queste missioni! Anche tu, all'inizio, faticavi?- - Certo, è ovvio. Anzi, più che altro faticavo ad ammettere che gli esorcisti sono dei distruttori, come mi ha sempre detto il padre di Kiriko...- Annuii e mi sedetti sul letto. - Per me è la stessa cosa- dissi- a volte preferirei salvare le persone, invece di distruggere anime...- Mio padre fece qualche passo avanti, fermandosi ad osservare il quadro appeso alla parete sopra il letto: rappresentava una grottesca creatura e metà tra uno scheletro e un folletto, con una mano incatenata, il quale portava sulle spalle una grossa bara e camminava in un mondo immaginario e grigio. C'era in ogni stanza dell'Ordine. - ...non smettere mai di camminare... qualunque cosa accada, vai sempre avanti, fino al giorno della tua morte!- mormorò - Eh?- - Sono le parole che mi ripeteva sempre Mana... tenendole a mente, sono andato avanti, anche quando credevo di non farcela. Io volevo diventare un distruttore che salva le persone e credo, a modo mio, di esserci riuscito- Mi alzai dal letto e mi affiancai a lui, osservando il quadro. - Papà, cosa rappresenta il quadro, secondo te?- - Me lo sono sempre chiesto! Credo... credo che rappresenti il compito di noi esorcirsti- - Il compito di noi esorcisti?- Allungai una mano verso il quadro, sfiorandolo; poi mi voltai verso mio padre e sorrisi. - Anch'io non mi fermerò- dissi- andrò avanti fino al giono della mia morte! E, soprattutto, voglio diventare anch'io un distruttore che salva le persone...- Sorridendo, mio padre mi appoggiò le mani sulle spalle. - Segui la tua strada senza timore, Light e vedrai che riuscirai a realizzare il tuo obiettivo- - Sì! Non smetterò mai di camminare... non mi fermerò fino a quando ci sarà chi vuole distruggere la vita e andrò avanti senza timore, fino al giorno in cui arriverò alla mia meta! Io ce la farò sicuramente... il destino non centra: questa è la strada che ho scelto io, di mia volontà-
=Hisana-Chan=

Parte 16

- Dunque, niente Innocence... non importa, ottimo lavoro, ragazzi!- Il supervisore Rei Lee sorrise e annotò il risultato della nostra missione su alcuni che aveva sparsi sulla scrivania. - Possiamo archiviare il caso Bistrita(=città rumena nel nord della Transilvania, meta della missione)- continuò- l'ultimo test lo avete fatto... Light, potrei avere Timcampi per guardare le registrazioni?- - Naturalmente- Feci cenno a Tim, appollaiato annoiatamente sulla mia testa, di andare dal supervisore e con i miei amici uscii dal suo ufficio. - Anche se la missione è andata bene... vorrei che nessuno vedesse quella roba! Magari non ce ne siamo accorti, ma chissà cos'abbiamo combinato!- spirò Killua, camminando per i corridoi dell'Ordine Oscuro - Oh, no, ti prego, non dirlo...- borbottò Kiriko Sorrisi e diedi una pacca amichevole sulle spalle a tutti e due. - Niente paura! Andrà bene... questo era l'ultimo test, se lo superiamo saremo considerati veri esorcisti- Ci recammo tutti nella sala comune e ci riposammo qualche minuto. - R-ragazzi...- sbottò Aster- m-ma s-se n-non a-abbiamo p-passato i-il t-test?- Tutti e quattro ci scambiammo una lunga occhiata: e se davvero non fossimo stati all'altezza? Erano mesi che ci allenavamo e facevamo pratica... in più, ad esaminarci sarebbero stati i nostri maestri, i Generali, che il caso aveva voluto fossero anche i nostri genitori. Ci alzammo di scatto e ci fiondammo dal supervisore, spalancando la porta con malagrazia. - Aspettate!- gridammo in coro Senza pensarci due volte, afferrai al volo Tim, adagiato in mano a mio padre e lo lanciai verso Killua. - Grazie, Light!- - Ma... cosa stanno facendo?- si chiese Bookman, perplesso Stavamo per filarcela, quando la voce gentile del supervisore ci bloccò. - Tutto inutile, abbiamo già visto la registrazione- Rassegnati, ci sedemmo sui divani della stanza, l'aria tesa. - Perchè volevate scappare?- ci chiese mio padre - Ehm... non lo so- risposi - A-avevamo p-paura d-di n-non a-aver s-superato i-il t-test- Mia madre e Linalee, l'assistente del supervisore Rei, si scambiarono un'occhiata e sorrisero. - Non è necessario- ci rassicurò il supervisore- siete stati bravi e il test ha confermato l'efficienza di questo gruppo! Non possiamo farvi altro che i complimenti per aver superato la prova e dirvi due cose. La prima è questa: Light Walker, Killua Winchester, Kiriko Kanda, Aster Crowley siete ufficialmente esorcisti! E l'altra è... bentornati a casa-

Parte 15

Uscimmo dalla locanda e, finalmente, raggiungemmo il sospirato ponte di pietra. - D-dobbiamo p-prepararci a-alla b-battaglia- disse Aster - Hai ragione, Crowlino- Mentre ci preparavamo alla battaglia, Kiriko si avvicinò a Killua. - ...e così, bella mossa davvero- - Non so di cosa parli- - Ah, non lo sai? Volevi farti bello agli occhi di Light!- - Non è vero!- - Sì sì... come vuoi. Comunque, ha funzionato- Killua sorrise, ma non disse nulla, limitandosi a sistemarsi l'arma anti-akuma alla cintura. - Non rispondi?- - No- - Assurdo! Ma sei contento, no?- - Potrei dire di sì... ma questo non cambia le cose- - Parli della sua mano?- - Parlo della sua mano- - Sì, è una questione delicata e penosa... ma deve superarla o avrà sempre difficoltà a rapportarsi alle persone- - Sai, al suo posto credo che mi sentirei così...- Kiriko annuì, lasciando cadere il discorso. - Siete tutti pronti?- ci domandò Annuimmo tutti assieme e avanzammo verso la figura scura e inquietante del vecchio castello, pronti a lottare. Avevamo appena oltrepassato il fitto bosco che lo circondava e stavamo giusto intravedendo le torri dai tetti acuminati, quando uno stormo di Akuma ci venne incontro. - Oh, guardate! Il comitato di benvenuto- scherzò Killua, brandendo la sua mazza chiodata - D-davvero g-gentili- commentò Aster, togliendosi i guanti - Piantatela, dementi!- sibilò Kiriko, dopo aver sfoderato Benihime e Kirihime - Akuma di secondo livello... iniziano già con l'artiglieria pesante- dissi, sbendandomi la mano destra- ragazzi, diamo la pace a queste anime!-

Parte 14

- Sei pronto a suonare, Crowlino?- - S-sì, K-Killua!- - Allora... vai- Aster suonò la melodia insegnataci dal vecchio avventore e noi, col telescopio, spiammo i movimenti del guardiano del ponte. Dopo aver udito il suono dello zufolo, l'uomo venne verso la locanda, apportandosi proprio sotto di noi. - Forse si davano appuntamento qui- bisbigliò Kiriko- adesso che si fa?- - Potremmo stordirlo- suggerii - ...forse ho un'idea- Killua si avvicinò lentamente e senza far rumore ad una vecchia carrucola, alla quale era legata una corda da cui penzolava una sorta di pesante portacandele in ferro; estrasse un piccolo pugnale dal suo stivale destro e iniziò a tagliare la corda. - Forse ho capito...- pensò Kiriko, osservandolo Quando la corda cedette, il pesante oggetto piombò sulla testa dell'uomo, che perse i sensi prima di potersi accorgere di quello che stava succedendo. - B-bel c-colpo!- si complimentò Aster - Hai avuto davvero un'ottima idea- sorrisi- io non ci avevo pensato...- - Be', tu avevi detto di stordirlo- ribattè - Magistrale, avete ragione, ma non fategli troppi complimenti o si monterà la testa!- disse Kiriko - Antipatica... non mi vanterò, giuro- Guardai Killua scherzare e ridere e il mio cuore ebbe un sussulto... rimasi imbambolata fino a quando Kiriko non mi tirò una ciocca di capelli. - Ahi!- protestai - Guarda che l'ho fatto per te- spiegò- eri con lo sguardo perso! E tutta rossa...- - V-veramente?- - Sei senza speranze, Light! Sei cotta... e sai benissimo che è anche il contrario- - Vorrei tanto trovare il coraggio per fare qualcosa...- - Sempre meglio di "no, non è vero, non mi piace"... dai, andiamo-

Parte 13

C'incontrammo tutte e quattro davanti alla locanda, arrivando praticamente nello stesso momento e ci scambiammo le informazioni raccolte. - Ora sappiamo con certezza che gli Akuma sono qui, ma il ponte rimane offlimits! Se tentiamo di passare con la forza, ci localizzeranno e li avremo alle costole prima di giungere al castello- Kiriko aveva ragione, dovevamo trovare un modo meno vistoso per attraversare il ponte. Mentre riflettevamo sul da farsi, mi tornò in mente lo zufolo trovato dai miei amici e nella mia mente iniziò a farsi strada un'idea. - Ragazzi- dissi, interrompendo le loro discussioni- e se lo zufolo che avete trovato non servisse solo a richiamare gli Akuma? Usando una frequenza sonora differente, magari può essere ascoltato anche dai noi esseri umani! Ho pensato a questo: come potevano comunicare tra loro i due guardiani, stando così lontani? Avrebbero potuto usare comunque lo zufolo, ma suonando una melodia diversa, no? Gli Akuma, come i pipistrelli, percepiscono gli ultrasuoni, ma noi umani no... per comunicare dovevano utilizzare una frequenza udibile agli uomini e se qualcuno ha sentito quella melodia, magari può ricordarne le note- - O-ottima i-intuizione, L-Light!- esclamò Aster - Giusto, brava- gli fece eco Killua- qualcuno dei clienti della locanda può aver sentito la melodia e ricordarla! E potrebbe insegnarcela... se riuscissimo ad impararla, potremmo attirare lontano il guardiano e passare senza fare troppo rumore- - Vediamo se è rimasto qualche cliente?- chiese Kiriko Annuimmo e ritornammo dentro l'edificio: l'unico avventore rimasto era un anziano uomo dagli occhi grigi, che indossava un berretto di lana giallo. Se ne stava seduto al primo tavolo sulla destra, col bicchiere in mano e lo sguardo assente. - Ma sarà ancora vivo?- mi bisbigliò Kiriko- Non si muove!- - P-per m-me è u-un p-pò a-andato- commentò Aster - Devi dire che m'inquieta- ammisi - Che fifoni che siete!- sbuffò Killua- E' solo un vecchio mezzo ubriaco!- Dopo quelle parole, decidemmo che sarebbe stato Killua a parlarci e lo spingemmo verso di lui. - Perchè devo sempre farle io, 'ste cose?- protestò- E non spingete, ci vado!- - Bene, allora piantala e parlaci- tagliò corto Kirko Dopo aver guardato male la ragazza, il giovane s'avvicinò cautamente verso di lui. - S-scusatemi... ehm, signore, mi sentite?- L'uomo non accennò al minimo movimento e Killua si voltò verso di noi. Ci scambiammo una rapida occhiata, poi gli facemmo segno di ritentare. - Sentite signore... mi dispiace disturbarvi, però dovrei farvi una domanda. Avete mai sentito la melodia di questo zufolo?- gli domandò, mostrandogli l'oggetto L'uomo, come risvegliatosi dal sonno, alzò improvvisamente la testa, facendo sobbalzare Killua. - La melodia del diavolo!- esclamò gravemente - Cosa? Non so cosa sia, ma io ho bisogno d'impararla- - Per quale ragione, ragazzo?- - Io e i miei compagni ne abbiamo bisogno per attraversare il ponte e arrivare al castello- L'anziano posò il bicchiere e prese lo zufolo dalle mani del ragazzo, iniziando a suonare una melodia piuttosto particolare. - Ecco, queste sono le note. Ho udito spesso il suono di questo zufolo, di notte... sono i servi del diavolo che comunicano tra loro!- Killua fece un sorriso e riprese lo zufolo. - Grazie mille, signore. Ragazzi, siamo a cavallo! Però, chi di noi suonerà?- - P-posso f-farlo i-io... s-so g-già s-suonare i-il f-flauto- - Non perdiamo tempo allora- disse Kiriko- l'alba si avvicina e dobbiamo finire il lavoro entro questa notte, come stabilito o il nostro esame non lo passeremo mai!-

giovedì 26 agosto 2010

Parte 12

Mentre il mio compagno tornava alla baracca, ne approfittai per osservare meglio la sepoltura: al posto di una comune lapide stava una lastra di pietra dipinta con una scena che rappresentava il sanguinario conte Vlad in guerra, intento ad uccidere i nemici calpestandoli in sella al suo destriero bianco. La lastra era incastonata in una doppia cornice in muratura e proteta da un'inferriata, al di là della quale stavano alcuni ceri spenti. - Eccomi! Hai notato qualcosa di strano?- - Più o meno... guarda quest'affresco! Secondo te, è possibile che si tratti proprio della tomba del conte Vlad?- - Può darsi. Però... insomma, era davvero un vampiro?- - Ho letto che era famoso per essere molto feroce, un vero macellaio! Uccideva i nemici impalandoli sul campo di battaglia e non solo... e spesso mozzava loro la testa e impalava solo quella! Veniva soprannominato "l'impalatore" e Drakulia non significa vampiro, tantomeno diavolo o demonio, bensì drago, l'ordine a cui apparteneva la sua famiglia. Il padre di Vlad lavorava per la chiesa, non erano vampiri, tuttavia la sua macabra usanza non l'ha reso certo simpatico- - E... che fine fece?- incalzò Killua, interessato alla storia - Alcuni dicono che scomparve, altri che venne sconfitto dai turchi... stiamo comunque parlando si almeno 400 anni fa, è difficile capire- - Altro che vampiro! Era solo un massacratore... devo dire che ci hanno ricamato sopra parecchie leggende e anche molto fantasiose- - Se ci pensi, non sono poi così assurde. In fondo, solo un mostro potrebbe godere nell'uccidere in modo così brutale... gli piaceva veder scorrere il sangue e alcune fonti dicono che aveva l'abitudine di fingere di bere quello dei nemici, raccolto in una pisside d'oro zecchino! Non pare anche a te una cosa da vampiri, oltre che piuttosto blasfema?- - Forse hai ragione, sai? Scommetto che la gente rimase sconvolta e che, alla sua morte, pensò che un tale demonio potesse addirittura risorgere per bere il sangue di qualche povero malcapitato!- - Penso sia proprio così che è nata la leggenda- Arrotolandosi le maniche del cappotto, Killua impugnò il piccone e iniziò a smuovere il terreno. Non appena l'attrezzo toccò terra, il fuoco fatuo svanì e mi parve di veder qualcosa. - Fermo!- - Hai visto qualcosa?- - Sì... sembra che il terreno sia già stato smosso in precedenza- Iniziammo a scavare con le mani e dopo poco individuammo le inconfondibili stelline nere. - Akuma...- mormorò Killua - Non c'è dubbio, è opera loro- conclusi- però, questo è un piano troppo elaborato...- - Pensi ai Noah? O al Conte?- - Aha. Sfruttare la leggenda di Dracula è qualcosa di complicato, per una semplice anima senza volontà... divertimento macabro, non trovi? Forse è opera del Conte del Millennio in persona- - E' adatto al suo umorismo! Dobbiamo subito avvertire Aster e Kiriko- - Hai ragione. Torniamo indietro e organizziamo un piano per stanare gli Akuma e liberare questa gente dalla loro presenza!-

venerdì 20 agosto 2010

Parte 11

La strada per il cimitero si rivelò più breve della precedente, sempre circondata da uno steccato su entrambi i lati. Ad un tratto del sentiero innevato comparve il lugubre cimitero, protetto da alte mura di mattoni grigi. - Non sono sicura che lasciare il cimitero per ultimo sia stata una buona idea...- - Hai ragione, era meglio non darmi retta!- - Pazienza. Entriamo? Il cancello è già semi aperto- Killua spostò un'anta del cancello d'entrata, arrugginito e cigolante, entrando. Il vento ululava in modo inquietante tra le lapidi, rendendo l'atmosfera ancora più spettrale. - Chi dice che i cimiteri sono luoghi eccitanti è un necrofilo!- rabbrividii - Solo i ragazzini stupidi possono pensarlo- ribatté Killua, cercando di liberare un lembo del suo cappotto, impigliatosi nel cancello- e sono poi quelli che finiscono tra le grinfie del Conte! Accidenti, non riesco a liberare il cappotto...- - Aspetta, faccio io- Aiutai Killua e proseguimmo. Potevamo scegliere se andare a destra o a sinistra e decidemmo per la sinistra, salendo un paio di gradini e passando accanto ad una sepoltura inquietante: dal terreno spuntava una mano che brandiva una croce. Sulla nostra destra potevamo vedere la fiancata del mausoleo, il quale divideva in due il sentiero. - Quella mano è vera o finta?- - Light, non so tu, ma io non ci tengo a saperlo!- Girammo attorno al mausoleo e oltrepassammo un'altra lapide. In fondo trovammo solo ciò che restava di una fatiscente baracca per gli attrezzi. - Qui non c'è nulla- constatò Killua, osservando un vecchio piccone- torniamo indietro?- Feci un cenno con il capo e tornammo verso il cancello, prendendo il sentiero a destra. - Light, lo senti questo rumore?- - Sì, ma non è il vento...- Voltandoci verso sinistra, notammo l'entrata del mausoleo, chiusa da un cancello nero e, alla nostra destra, una stranissima tomba, davanti alla quale galleggiava un fuoco fatuo. Proprio davanti a noi, invece, stava, solitaria e imponente, una sepoltura con dedica in latino sormontata da un'enorme statua piuttosto raccapricciante. - Che tomba macabra!- esclamò Killua - Killua, lascia stare quella e vieni qui...- Non appena ci avvicinammo alla tomba col fuoco fatuo, questo iniziò a danzare con più energia. - Ma che roba...- - Questo è un fuoco fatuo?- - Sì, ma non è quella cosa misteriosa che tutti credono! Sono solo gli effluvi che emanano i corpi in decomposizione- - Però, questo sembra volerci indicare qualcosa!- - Può darsi che qui sotto ci sia qualcosa...- - Non vorrai mica scavare?!- - Resta qui, io vado a prendere quel piccone che abbiamo visto poco fa-

Parte 10

- K-Kiriko... a-aspetta!- - Shht! Zitto o ci scopre- Aster sospirò e camminò silenziosamente a fianco della compagna. - Ora ascoltami, imbranato- sussurrò Kiriko- tu torna al capanno sull'albero e lancia un sasso verso il lago! Quando il tizio si sarà distratto, io gli scivolerò alle spalle e lo tramortirò. Intesi?- - I-intesi- Il ragazzo tornò di corsa alla catapecchia sull'albero e fece come gli aveva detto Kiriko. Il guardiano, attirato dal rumore, si precipitò verso il lago. - Tocca a me!- Kiriko scivolò alle spalle dell'uomo e lo tramortì con un potente colpo alla base del collo; udendo il tonfo dell'uomo, Aster scese dall'albero, raggiungendo la ragazza. - T-tutto b-bene?- - Sì. Questo qui è solo un essere umano!- - S-strano...- - Concordo. Muoviti, perlustriamo questo capanno- - C-cosa s-speri d-di t-trovare?- - Qualunque collegamento con gli Akuma- Insieme, i due esorcisti assestarono un calcio alla vecchia porta di legno del capanno, facendola crollare a terra pesantemente. Oltre al boato sollevarono molta polvere. - Cought! Cought! Quanta polvere...- - E-entro i-io, t-tu g-guarda q-qui f-fuori, o-ok?- - Come vuoi- Sbadigliando, la giovane fece il giro della costruzione; mentre si guardava attorno, notò un barile vicino al corpo del guardiano svenuto. - Prima non lo avevo visto- pensò Mise una mano all'interno del barile e trovò qualcosa. - Uno zufolo? Ma a che servirà poi... un attimo! E se richiamasse gli Akuma? Ma chi lo avrà dato a questo tipo?- I suoi pensieri vennero interrotti da alcuni rumori provenienti dall'interno del polveroso capanno. - Ehi, Aster!- lo chiamò- Ma che combini?- - S-scusa, s-sono s-solo -scivolato...- - Santa pazienza! Hai almeno trovato qualcosa?- - N-no, s-solo a-alcune s-stelle n-nere s-su u-una p-parete. T-tu?- Kiriko mostrò al giovane il piccolo strumento musicale. - E' probabile che venisse usato per richiamare gli Akuma- spiegò- secondo te, chi l'ha consegnato al guardiano?- - I-io p-penso c-che s-sia s-stato i-il C-Conte d-del M-Millennio! M-magari h-ha a-affidato i-il c-compito a-ai N-Noah- - Giusto! Ammetto che, finché non lo hai detto tu, stupidamente non ci avevo pensato... a volte sai essere utile. Il quadro è completo, è tutta opera degli Akuma, che si sono trincerati al castello- - I-informiamo L-Light e K-Killua?- - Sì, certo. Dobbiamo tornare al Golden Crown in fretta e comunicargli cos'abbiamo scoperto! Bisogna stanarli al più presto, può darsi che abbiano fiutato l'odore dell'Innocence...-

giovedì 19 agosto 2010

Parte 9

Mentre Kiriko e Aster tentavano di accedere al capanno sul lago, Killua ed io percorrevamo un sentiero che fiancheggiava la staccionata della locanda; dopo pochi minuti di cammino, arrivammo ad una strada costellata di massi, vicino alla quale c'erano due cartelli: quello a destra indicava la strada per il cimitero, quello a sinistra la strada per il calvario. - Bel dilemma- riflettè Killua- andiamo prima al calvario o prima la cimitero?- - Per me è uguale... tanto dobbiamo perlustrarli tutti e due, no?- - Hai ragione. Dalla tua espressione suppongo che l'idea di dicvidersi non ti aggradi! Va bene, facciamo prima tappa al calvario? Il cimitero ce lo teniamo per dopo- - Il peggio per ultimo, eh? Va bene- Imboccammo il sentiero per il calvario, percorrendo una strada diritta e lunga, circondata su entrambi i lati da una staccionata cadente. Arrivati in fondo, il sentiero s'aprì su un complesso roccioso in rovina, al quale si accedeva tramite una gradinata. In cima troneggiava una croce di legno, posta su un massiccio basamento di pietra e tutto il complesso era circondato da un basso parapetto, spesso non più di un metro. - Mette i brividi- ammisi, stringendomi nel cappotto- Killua, guarda qui, ai piedi della croce...- Killua si chinò assieme a me e vide che la fredda pietra grigia era cosparsa di piccole stelle nere. - Qui sono passati gli Akuma- constatò- non ci sono dubbi!- - L'Ordine Oscuro faceva bene a supporre che questo posto fosse infestato dagli Akuma- parlai, alzandomi- è molto probabile che troveremo qualcosa anche al cimitero- - Penso di sì. Light, secondo te da qualche parte c'è anche l'Innocence?- - Credo di no... di solito, gli eventi strani sono provocati dalla presenza di un frammento di Innocence, ma qui secondo me centrano solo gli Akuma!- - Allora, la pensiamo così in due. Coraggio, andiamo al cimitero- Mentre ci allontanavamo dal complesso, udimmo il latrato di un lupo e sussultammo. - Che spavento!- esclamò Killua, portandosi una mano al petto- Devono essere i lupi del bosco qui attorno... ehm, Light?- Aprii gli occhi e mi ritrovai aggrappata al suo braccio destro. - Ah, scusa!- esclamai, allontanandomi- Mi sono spaventata per una stupidaggine...- - Be', mi sono preso un colpo anch'io... dev'essere il luogo- - M-mi dispiace, non volevo appiccicarmi come una sanguisuga!- Dopo un paio di secondi di silenzio, Killua scoppiò a ridere. - Se tutte le sanguisughe fossero come te, sarei ben felice di averle attaccate!- Arrossii e mi voltai verso il sentiero da cui eravamo arrivati. - Non prendermi in giro... dai, andiamo- - Guarda che io dicevo sul serio, sai? No, scherzavo... scusa, hai ragione, non è il caso di dire stupidaggini- Feci per replicare, ma poi decisi di lasciar cadere il discorso. - Light, senti...- - Sì?- Killua mi guardò dritta negli occhi e mi prese la mano destra tra le sue. - Hai ancora paura di mostrare alle persone la tua mano?- mi chiese - Non mi è mai passata- risposi, abbassando lo sguardo- se la gente vedesse la mia mano, si terrorizzerebbe e scapperebbe, non pensi?- - Probabilmente è così- Ritrassi la mano (ovviamente fasciata da un guanto) e sorrisi. - Non ti devi preoccupare, lo sai! Io sto bene, davvero- - Certo...- Mi avviai per il sentiero e dissi a Killua di sbrigarsi, o lo avrei lasciato indietro. - Già, non devo preoccuparmi...-

Parte 8

Imboccando il sentiero di sinistra, i due esorcisti avanzarono fino ad intravedere un vecchio capanno cadente a due o trecento metri di distanza. - D-dici c-che c-c'è q-qualcuno?- bisbigliò Aster - Secondo me, sì- rispose Kiriko, guardandosi attorno con circospezione- sento puzza di Akuma!- Volgendo lo sguardo alla sua destra, la giovane intravide qualcosa che le fece venire in mente un'idea per spiare il capanno da più vicino e senza essere visti. - Ehi, Aster... lo vedi quell'albero alla nostra destra? Quello con la scaletta- - L-lo v-vedo. A-allora?- - E allora, saliamoci sopra e osserviamo la situazione, no?- I ragazzi sgattaiolarono silenziosamente verso il grosso albero, sul quale era stata costruita una casetta di legno per la caccia agli uccelli. Salirono grazie ad una scala appoggiata al tronco e osservarono il capanno dall'alto. - Guarda, c'è qualcuno!- - A-Akuma, s-secondo t-te?- - Forse. In ogni caso, il fatto che il capanno sia sorvegliato può significare che all'interno c'è qualcosa...- - P-pensi c-che n-nasconda q-qualcosa T-tipo c-cosa?- - E' solo un'ipotesi, per ora. Sai, credo che potremmo farcela, ad entrare! E' uno solo, quindi sarà facilissimo batterlo. Dai, muoviti, voglio sapere cosa nasconde questo luogo-

Parte 7

- Volete sapere se ci sono altre strade per arrivare al castello? Sinceramente non ne ho idea... tuttavia, se cercati luoghi infestati, posso indicarvi alcuni sentieri! Vicino al ponte di pietra, per esempio, c'è una strada che porta al cimitero- - Potrebbe essere un problema- rifletté Killua- non dovremmo farci notare troppo...- La donna ci osservò con aria incredula. - Non avete paura dei vampiri, girovagate di notte... chi siete veramente?- Tutti e quattro le mostrammo la croce d'argento dell'Ordine Oscuro che brillava sui nostri soprabiti scuri. - L'Ordine Oscuro!- esclamò- Siete esorcisti, vero? Adesso tutto mi è chiaro... siete arrivati, finalmente! Temevamo che il Vaticano ci avesse abbandonati, ma non è così, per fortuna. Va bene, v'indicherò i luoghi legati la castello- - Grazie per la collaborazione- le dissi, sorridendo - Di nulla. Allora... uscendo dalla locanda, troverete altre due strada, indicate dai cartelli: il sentiero di destra vi porterà verso il lago, quello di sinistra verso il cimitero- - Bene, ragazzi, basta parlare!- esclamò Kiriko, carica- Direi che è ora di andare a caccia, cosa ne dite?- Aster, Killua ed io annuimmo e ringraziammo la locandiera per l'aiuto, raccomandandole di non allontanarsi dalla locanda per nessuna ragione. Uscimmo e ci fermammo sotto il portico in legno all'entrata. - Ci dividiamo ancora?- propose Kiriko- Faremo prima a perlustrare! Se per voi va bene, Aster e io andiamo al lago- - In questo caso, Light e io ci dirigeremo al cimitero. Ci ritroviamo qui tra... facciamo due ore?- - S-sì, v-va b-bene- - Timcampi, dove sei? Vieni qui!- Chiamai il golem, nascosto da qualche parte nel mio cappotto e lo fece posare nei palmi delle mie mani. - Ascoltami: resta alla locanda per assicurarti che non accada nulla e registra tutto ciò che ti sembra strano, intesi? Controlla soprattutto il ponte e contatta uno dei nostri golem trasmettitori se ci sono problemi. Tim volò sopra le nostre teste e noi c'incamminammo per i nostri sentieri. - C-cosa c-credi c-ci s-sia a-al l-lago?- - Forse niente, forse qualcosa... magari ci sono degli Akuma! Ricordati che, se dovessero esserci, non dobbiamo farci vedere, chiaro?- - C-chiaro- Ad un certo punto del loro cammino, Aster e Kiriko si trovarono ad un bivio. - Dunque... se interpreto correttamente i disegni, a destra c'è una miniera in disuso, sigillata, mentre a sinistra si prosegue per il lago. Ho detto bene?- - B-benissimo. P-proseguiamo p-per i-il l-lago?- - Ok, vada per il lago-

Parte 6

Salendo sulla pesante cassettiera, riuscimmo ad arrampicarci e ad usare il pomello per aprire la porta. Killua andò per primo, dopodiché mi aiutò a raggiungerlo. - Wow!- esclamò- Siamo in un vecchio fienile all'aperto...- - Può darsi che la locanda sia stata ricavata da un fienile- azzardai - Light, guarda!- Ci sporgemmo per osservare il panorama e notammo, in lontananza, il ponte di cui ci aveva parlato la locandiera. - Killua, sbaglioo c'è qualcuno?- - Non lo so... anche aguzzando la vista, da qui è toppo lontano- - ... ah, eccovi!- Ci voltammo sentendo una voce familiare e vedemmo salire Kiriko e Aster, il quale reggeva tra le braccia un oggetto pesante. - Per osservare il ponte, servirà questo!- disse Kiriko, indicando l'oggetto tenuto da Aster- E' un vecchio telescopio... dai, vediamo se funziona- Montammo il telescopio e affidammo a Killua il compito di spiare il ponte. - C'è un uomo che lo sorveglia- c'informò- potrebbe essere un Akuma! Però, mi chiedo... perchè sorvegliare il ponte? Dubito che qualcuno degli abitanti si avvicinerebbe al castello!- - Magari, gli Akuma sanno già che noi esorcisti siamo qui- - H-hai r-ragione, K-Kiriko!- - D'accordo, ma se è così siamo fregati, no?- Dopo qualche minuto di silenzio presi la parola. - Sentite, ho un'idea! Perchè non diamo un'occhiata qui attorno? Magari ci sono altre strade per giungere al castello... la locandiera ha parlato di "strada più breve", non l'unica. Inoltre, è meglio essere prudenti e raccogliere più informazioni possibili- - Ho capito- disse Killua- vuoi cercare la presenza degli Akuma qui attorno! Ottima idea. Se non si tratta di Akuma, il problema non è nostro...- - O-ok, g-giusto- - Sono d'accordo con te, Light. Dite che quella locandiera ci aiuterà ancora?- - T-tentiamo... n-non s-si s-sa m-mai-

martedì 17 agosto 2010

Parte 5

- Questa scala scricchiola quasi più del pavimento- borbottai - Sì, è vero... speriamo di non finire di sotto, allora! Light, ecco il corridoio- Dopo aver salito la pericolante scala di legno, Killua ed io ci accingemmo a percorrere il lungo corridoio che attraversava tutto il piano, fiocamente illuminato dalla pallida luce di alcune lampade a olio. Arrivati in fondo, trovammo quattro gradini che conducevano ad una porta. - C'è solo questa stanza? Molto strano- commentai - E' anomalo, in effetti- ammise il mio compagno- vediamo che c'è dall'altra parte?- - Certo- Killua aprì l'uscio ed entrammo: la stanza era piuttosto spaziosa e illuminata da un paio di lampade a olio. il letto, molto spartano, era addossato alla parete di destra, sulla quale era appeso un massiccio crocefisso, mentre bianche collane d'aglio adornavano la tastiera del letto. In fondo alla parete c'era un'altra porta, affiancata da una sedia. Di fronte a noi, invece, stava un'ampia finestra sotto la quale si trovavano un'altra sedia in legno e un cestino per l'immondizia. In fondo alla parete di sinistra era addossata una cassettiera settecentesca, che pareva essere l'unico vero mobilio della camera. - Quante collane d'aglio!- esclamai- Ci credono proprio ai vmpiri, eh?- - Direi di sì! In un posto lugubre come questo, però, ammetto che ci crederei anch'io...- Mentre io ispezionavo il letto, Killua tentò d'aprire l'altra porta, invano. - Niente da fare- sospirò Si voltò e vide Timcampi svolazzare vicino al soffitto. - Hai trovato qualcosa, Tim?- gli chiese Il golem dorato afferrò un oggetto, trovato tra le travi, e lo porse al ragazzo. - Che ha trovato Tim?- - Un pomello- - Un... pomello? E di quale porta?- - Ah, non ne ho idea!- Alzammo entrambi lo sguardo e notammo una porticina che dava al sottotetto o alla soffitta. - Eccola!- esclamammo, in coro Tim ci saettò attorno, come per confermare che era eattamente quello che voleva che vedessimo. - Però... come ci arriviamo lassù?- domandò Killua - ... usando la cassettiera!- risposi- Forza, spostiamola qui sotto-

Parte 4

Kiriko si alzò dal tavolo e fece cenno ad Aster di seguirla; poi, approfittando di un momento di distrazione della locandiera, scivolarono silenziosamente nella cantina. Entrando dalla porta di legno, i due si ritrovarono in un buio atrio dalle finestre sbarrate, sul cui lato destro si apriva una lunga scala. - N-non a-abbiamo u-una c-candela?- sussurrò Aster - No e non ci serve- tagliò corto Kiriko- dai, fifone!- - M-mica h-ho p-paura! S-solo n-non v-vorrei c-cadere p-per l-la s-scala...- La giovane lo ignorò e iniziò a scendere i gradini della rampa. - C-ci v-vuole p-pazienza...- Non appena giunsero nell'angusta cantina, da un lato trovarono un grosso armadio a muro e una scansia piuttosto disordinata. A terra erano sparsi diversi tinelli di legno e un bidone di latta arrugginito. Dall'altra parte s'intravedeva una grossa botte di legno, forse per il vino o per la birra, con accanto delle casse vuote. - Non c'è assolutamente niente- constatò Kiriko- è una normalissima cantina!- Aster, intento ad osservare la botte, indietreggiò troppo, andando ad inciampare su uno dei tinelli... perse l'equilibrio e cadde addosso all'armadio, dando una bella capocciata. - A-ahi...- gemette, rialzandosi - Che imbranato che sei!- esclamò Kiriko, sospirando- Sei riuscito a fare più casino di quello che già c'era, lo sai? E si è pure aperto l'armadio... richiudilo e metti a posto, scemo- - S-sì...- Il ragazzo obbedì, ma quando fece per richiudere l'anta del vecchio armadio a muro, notò qualcosa al suo interno. - K-Kiriko- la chiamò- g-guarda c-che h-ho t-trovato!- La giovane s'avvicinò e vide un grosso telescopio, un po' impolverato. - Un telescopio?- si stupì- Ma a che serve?- - F-forse n-non è v-vero c-che n-non a-abbiamo t-trovato n-niente...-

Parte 3

- Che sciocchezze!- esclamò Kiriko- Sentite, questa strada esiste o no? Non c'interessano le storie di vampiri... se non ce lo direte voi, la troveremo da soli- - Vedo che non posso fermarvi... ebbene, sì, esiste. Entrando, avrete visto lo steccato sulla destra, no? Andando da quella parte e proseguendo fiancheggiando il bosco, arriverete ad un pozzo di pietra chiuso da una grata di ferro; oltrepassandolo, giungerete ad un vecchio ponte di legno che vi condurrà al castello- - E' l'unica strada?- domandò Killua - Se non altro, è la più breve...- rispose la donna, tornando in cucina Ci scambiammo tutti e tre una lunga occhiata, ma non c'era bisogno di parlare, perchè ci facevamo la stessa domanda: cosa c'era realmente di così terrificante al castello? - Secondo voi, quella donna... insomma, non credo ai vampiri, però è possibile che queste persone abbiano scambiato gli Akuma per i seguaci di Dracula!- - Probabilmente è proprio così, Light. Però... come diavolo facciamo a scoprirlo, se quell'imbecille senza speranze non si muove ad arrivare?- Ignorai Kiriko e i voltai verso Killua, sorprendendolo intento ad osservare la buia scalinata sulla destra. - Pensi che in questa locanda si nascondano degli Akuma?- - Sinceramente non ne ho idea... ma tutto è possibile- La porta d'entrata cigolò e si richiuse subito dopo con un tonfo sordo: la figura appena entrata, esile, incappucciata e coperta di neve, si trascinò verso di noi. - S-scusate i-il r-ritardo...- Aster si tolse il cappuccio e si scrollò dalla neve. - Era ora!- sbuffò Kiriko - M-mi d-dispiace, K-Kiriko, m-ma l-la s-strada e-era b-bloccata d-dalla n-neve e l-la c-carrozza h-ha a-avuto u-un r-ritardo- spiegò il nostro compagno, sedendosi al tavolo con noi - Crowlino!- esclamò Killua, sorridendo- Bene arrivato. Tutto a posto? La missione com'è andata?- - B-bene, g-grazie...- - Hai fame?- gli chiesi- Vuoi della zuppa?- - N-no, L-Light, g-grazie- rispose- h-ho g-già m-mangiato- Kiriko si voltò un paio di volte verso i tavoli all'entrata e poi iniziò a tamburellare le dita sul tavolo con fare nervoso. - Sentite... se quei tipi seduti ai tavoli all'entrata non la smettono di fissarci, giuro che li faccio tutti a fettine sottili!- Killua e Aster bloccarono la ragazza prima che desse in escandescenze e potesse mettere mano ad una delle sue due fedeli katane, cercando di calmarla. - Sarebbe meglio non dare nell'occhio- suggerì Killua, lanciando un'occhiata a Kiriko- inoltre, è il caso di dare una controllatina a questo posto. Che ne dite di dividerci? Due al piano di sopra e due in quella specie di cantina! Se c'è anche solo la minima traccia di Akuma, è meglio prepararsi- - A me sta bene- dissi- buona idea!- - Sì, ok... allora, tu e Light andate di sopra. Alla cantina ci pensiamo Aster ed io-

Parte 2

La donna ci fece accomodare nel tavolo rotondo alla nostra sinistra e si dileguò in cucina. Mentre mi toglievo il cappotto, notai un grande armadio a cassettoni in fondo alla sala, la cucina sulla destra e, sulla sinistra, una scalinata che conduceva ad una porta lignea. - Questa locanda è strana- commentò Kiriko, sedendosi- e la locandiera è veramente brutta da far spavento! Almeno è gentile, però- - Sì, è vero- confermò Killua- cambiando discorso, quando pensate che ci raggiungerà Aster?- - Credo entro un paio d'ore al massimo- risposi- era in missione non molto lontano da qui- - A proposito di missione- interloquì Kiriko- non sarebbe il caso di ripassare il nostro piano? Non sappiamo nemmeno quale sia la strada per il castello e non abbiamo molto tempo! Anzi, se quello stupido di Aster non arriva, agiremo da soli- - Potremmo chiedere come arrivare al castello alla locandiera- propose Killua- di sicuro lei lo saprà, dato che vive qui!- Mentre noi discutevamo, comparve la proprietaria della locanda, che ci servì le nostre zuppe fumanti. - Scusatemi, posso farvi una domanda?- le chiesi- Qual'è la strada per il castello?- La locandiera trasalì e indietreggiò. - Cosa andate a fare al castello? Non è certo posto per dei ragazzi!- - Lo so, ma dobbiamo arrivarci entro 'sta notte- - M-ma... ormai è tardi, non è meglio se restate qui? Vi preparo la camera al piano di sopra- - Temo che domani sia troppo tardi...- - Non è sicuro viaggiare di notte! Soprattutto questa...- - E perchè?- le chiese Kiriko, che già cominciava a perdere la pazienza - Questa è la notte di San Giorgio... è la notte in cui tutte le forze del male escono e s'impadroniscono del mondo! Anche lui ritorna- - Lui?- - Di che parlate?- - Chi è lui?- - ... Dracula! Vi prego, restate qui-

lunedì 16 agosto 2010

Parte 1

Killua aprì il pesante portone e il calore proveniente dall'interno c'investì. Kiriko e io ci sentimmo soffocare e bruciare gli occhi, così li chiudemmo, mentre il nostro amico avanzava di qualche passo, guardandosi attorno: l'interno era tutto in legno. Il soffitto, retto da spesse travi rettangolari, era molto basso e il pavimento era così vecchio e logorato da scricchiolare paurosamente ad ogni passo. - Mi bruciano gli occhi- mormorai Barcollai in avanti e andai a sbattere contro Killua. - Oh, scusami!- - Tranquilla, è tutto a posto. Piuttosto, vi siete riprese? Il calore che ci ha investito dev'essere colpa di una stufa- - Adesso va meglio. E tu, Kiriko?- - Ora non ho più la vista annebbiata- Chiudemmo il portone alle nostre spalle e le poche persone sedute ai tavoli si voltarono verso di noi. - Belle facce- commentò a bassa voce Killua, mentre Timcampi si nascondeva nuovamente nella manica del mio cappotto Davanti a noi stava una piccola gradinata e, ai lati, due grossi tavoli in ebano scuro con due panche ciascuno; vicino ad ognuno c'era una piccola claustra. Salimmo i pochi scalini e accedemmo ad una sorta di palco leggermente sopraelevato: alla nostra sinistra c'era un tavolo di forma rotonda con alcune sedie, posizionato tra due massicce colonne. A destra, tra altre due colonne, stava una scala di legno che conduceva al piano superiore. - Benvenuti, stranieri- venne ad accoglierci una mostruosa locandiera, rivolgendosi a noi in un discreto inglese- sarete stanchi e affamati... prego, venite a sedervi vicino alla stufa!- - Grazie- le disse Killua - Siete davvero gentile- aggiunsi - Desiderate mangiare? Cosa posso portarvi?- - Vediamo... ragazze, che ne dite di qualcosa di caldo?- - Sì- - Assolutamente sì, sono ancora congelata, io!- - Perfetto. Vi porterò una bella zuppa calda, allora-

giovedì 5 agosto 2010

D.Gray-Man Chronicles

La carrozza si fermò nel bel mezzo del nulla e ci fece scendere. Non appena ci guardammo attorno, capimmo il perchè di tutte le storie dell'orrore che si raccontano sulla Transilvania... il cocchiere non ci salutò, né ci augurò buona fortuna, semplicemente ripartì di gran carriera, lasciando profondi solchi nella soffice neve. - Il cartello indica che c'è un punto di ristoro, qui vicino- disse Killua, avvicinandosi ad un cartello di legno piuttosto consumato- basta proseguire dritti per il sentiero davanti a noi!- - Non mi sembra che ci siano altre strade, oltre a questa- osservò Kiriko- e io sto congelando! Se restiamo fermi qui, non riuscirò più a sfoderare le mie povere katane...- - Allora, andiamo dove dice l'indicazione?- domandai- Se per voi va bene, mando avanti Timcampi, per essere sicuri che questa locanda ci sia davvero- Chiamai il mio piccolo golem dorato, nascosto nella manica del mio cappotto, e gli ordinai di mettersi in cima al gruppo per guidarci; fatto questo, c'incamminammo. - Spero che questo posto non sia troppo lontano- borbottò Kiriko, spazzando via un po' di neve dal suo abito Giungemmo alla vecchia locanda grazie ad una strada buia, sterrata e coperta di neve, fiancheggiata a sinistra da una vecchia staccionata e a destra da spogli alberi e grossi massi scuri. - Me l'aspettavo peggio... comunque, è piuttosto terrificante!- esclamò Killua Dinnanzi a noi torreggiava l'entrata della locanda, sormontata da un portico in legno tripartito, sul cui arco centrale era rubricato il nome del posto, in rumeno e in inglese. - Golden Crown... nome fin troppo incoraggiante- pensai- ma siamo sicuri che in rumeno sia lo stesso? Ci vorrebbe Aster- - Light, muoviti!- mi chiamò Kiriko, dato che ero rimasta indietro Muovemmo qualche passo e, dritto davanti a noi, si stagliò la figura scura e imponente della locanda, attorniata dai sparuti alberi dai rami secchi e nodosi, i quali, fiocamente illuminati dalle lanterne appese all'entrata, gettavano inquietanti ombre sulla neve bianca. Il portone d'entrata, sempre in legno, basso e dalla cornice in muratura, aveva in alto a destra una piccola lanterna. Alla sinistra del portone correva un ballatoio in legno dall'aria instabile, che girava attorno a tutta la costruzione. Sulla destra, invece, s'intravedeva uno steccato malconcio, le cui vecchie assi delimitavano un enorme spazio vuoto con alcuni grossi alberi. - Chi entra per primo?- chiese Kiriko, esitando - Io, mi sembra ovvio- rispose tranquillamente Killua, mettendo mano al battente di ferro- sono l'unico uomo, no?- - Ma non si dice, per cavalleria, prima le donne?- - Preferisci andare avanti tu, Kiriko?- - No, no! Vai pure tu-

Il mondo di D.Gray-Man

Allora, vediamo di dare un quadro abbastanza chiaro di quello che è l'universo di D.Gray-Man! Siamo alla fine dell'Ottocento: l'Europa di fine secolo è sconvolta da casi misteriosi avvolti nella nebbia... gli akuma, le anime dannate comandate dal Conte del Millennio, prendono possesso dei corpi dei loro cari, i quali hanno desiderato troppo di rivederli in vita. Per evitare che il malvagio Conte conquisti il mondo, assieme ad un gruppo di umani corrotti chiamati Noah (i discendenti di Noè), esiste un'associazione sovvenzionata e creata apposta dal Vaticano: l'Ordine Oscuro. In questo luogo si riuniscono gli esorcisti di tutto il mondo! Gli esorcirsti sono "i prescelti da Dio", ovvero coloro i quali posso usare il misterioso potere denominato Innocence; all'alba dei tempi, Dio aveva creato un cubo (detto appunto Innocence) che, frantumandosi, ha dato poteri ad alcune persone, che per questo vengono definite elette. Esistono due tipi di esorcisti: i "compatibili", ovvero quelli che utilizzano un oggetto (o veicolo) per sfruttare il potere dell'Innocence e i "parassita", esorcisti che usano direttamente i frammenti del cubo, conficcati nel loro corpo. I nostri giovani protagonisti sono 4 ragazzi, tutti esorcisti: tra questi, Light Walker è una parassita e non vive bene il rapporto con il suo braccio destro, deformato mostruosamente a causa del frammento dell'Innocence che contiene... Lo scopo dell'Ordine Oscuro è sconfiggere il Conte e recuperare tutti i frammenti del cubo per poter salvare l'umanità dalla distruzione!
Hisana-Chan
p.s. nella storia troverete riferimenti ai "golem trasmettitori"... sono esserini simili a pipistrelli elettronici, con cui gli esorcisti comunicano! Quello di Ligh è speciale: si chiama Timcampi, ed è dorato. Può anche registrare e diventare enorme, sputando fuoco dalla bocca

mercoledì 4 agosto 2010

Ferie d'agosto anche per James

Kombawa! Purtroppo, al momento non ho altre avventure di James e Steave a portata di mano... OOPS!, di penna, quindi li manderò in vacanza per un po'. Torneranno non appena l'ispirazione sarà di nuovo mia, ma dato che le loro avventure non sono collegate, penso che grossi problemi non ce ne saranno! Magari la prossima volta li manderò in missione all'estero... In compenso, sempre per restare in tema di avventure al limite dell'umano, i prossimi protagonisti saranno esorcisti che sconfiggono delle creature chiamate "akuma", ovvero anime costrette ad azioni malvagie per ordine di un misterioso personaggio (forse realmente esistito) chiamato "Conte del Millennio"... dal momento che questa storia avrà bisogno di un piccolo "glossario", prima scriverò quello e poi c'immergeremo nel mondo di D.Grey-Man!!
Hisana-Chan

Il manoscritto Voynich-parte 7-

In quell'istante si udì un gemito e Voynich comparve sulla porta, diafano e con gli occhi spalancati in un muto grido d'angoscia. - Oh, Dio...- mormorò James sospirò. - Non ho finito- disse- entri! Ora le spiego cosa deve fare- Voynich annuì. - Questo talismano è azteco- spiegò James, mostrando all'uomo un oggetto simile ad un acchiappasogni di forma romboidale- veniva usato per scacciare gli spiriti maligni. Deve metterlo sulla porta di casa- - E sarà sufficiente?- - Naturalmente, no. Questo la proteggerà dall'esterno, ma il vero problema rimane il libro... per prima cosa, non dovrà aprirlo mai più!- Voynich blaterò qualche assenso incomprensibile. Il giovane frugò in tutti e quattro i cassetti della sua scrivania e il suo sguardo s'illuminò quando aprì l'ultimo, estraendone una corda intrecciata con un materiale bizzarro e odoroso, che le donava un colore giallo-verdastro. - Fune di assenzio- annunciò, sorridendo- è bruttina, lo so... sono un pessimo intrecciatore! L'assenzio è, per natura e tradizione, collegato ai morti. Nella cultura cristiana dell'epoca post costantiniana, veniva fatto crescere sulle tombe per impedire ai defunti di risorgere come anime dannate. Interessante, vero? Come saprà anche lei, l'assenzio è anche un veleno... faccia attenzione. Leghi il volume con questa, impedirà alla maledizione di fare il suo corso- - Grazie- rispose l'uomo, in tono sincero- chiuderò il libro nella mia biblioteca personale, fuori dalla portata di tutti- - Sì, ma si ricordi anche di fare attenzione a ciò a cui tiene- si raccomandò James- quello è pericoloso!- - Non mancherò di prestare attenzione ai suoi preziosi consigli...- Due settimane dopo. - E' arrivata una lettera di Voynich- James prese la busta dalle mani di Steave e l'aprì. - Buone notizie?- domandò - Ah-ah- fece James - E' andato tutto bene?- - Ah-ah- Steave fece una smorfia. - ...Gordon ha detto che ti taglia lo stipendio- James alzò gli occhi sul collega. - Cosa?- - Niente. Volevo solo vedere se mi ascoltavi!- - Sì, ti ascolto... Voynich dice che va tutto a meraviglia- - Beato lui- borbottò Steave, andando alla sua scrivania - Hai ancora il riscaldamento guasto?- - Sì...- - Cambia alloggio!- - E chi me li fa avere i soldi? Non posso permettermelo, al momento, non da solo- James sorrise, quasi divertito. - Vuoi continuare a passare l'inverno da me?- - Svernare davanti alla tua bella stufa invece di congelare a casa mia è un'idea stimolante- Ridendo, James fece per riporre la lettera in un cassetto, quando lo colpì un piccolo post scriptum. Diceva: "spero che in cuor suo vorrà conservare la mia amicizia, come io conserverò la sua. Ho imparato a distinguere e proteggere le cose importanti grazie a lei". - Steave- disse improvvisamente, andando alla finestra - Uh?- - Che ne diresti di trasferirti definitivamente da me?-

Il manoscritto Voynich-parte 6-

James Ford osservava assorto la biblioteca nell'ufficio di Gordon, nel tentativo d'individuare il volume in cui era certo aver letto i nomi di Kelly e Dee. - Eccolo- annunciò, prendendo un sottile volume rilegato- ero quasi certo di non sbagliarmi!- - E' il mio libro sull'enochiano, il linguaggio degli angeli- borbottò Gordon- non l'ho mai letto- - Adesso ricordo- proseguì James, sfogliandolo- John Dee è l'inventore del linguaggio degli angeli... e in questo volume c'è un trafiletto in appendice che parla di lui e di Edward Kelly- - Puoi essere più preciso?- lo invitò Steave - Edward Kelly ebbe la fama di medium e di truffatore di professione, al punto tale che andava vantandosi di aver scoperto la pietra filosofale e di essere in comunicazione diretta con gli angeli. Nel 1582 conobbe il matematico John Dee, uno spirito libero che aveva sempre coltivato le arti magiche, tanto da essere considerato "il Mago Merlino dell'Inghilterra elisabettiana". Dee è l'inventore dell'enochiano, come dicevo prima, il linguaggio degli angeli, e si era convinto che proprio Kelly, con i suoi poteri, gli avrebbe consentito un contatto sovrannaturale! Per diversi anni, i due viaggiarono per i paesi d'Europa centrale e tennero conferenze sulla realtà del paranormale. Nel 1588, interrotti i rapporti con Kelly, Dee fece ritorno in patria, abbandonando l'amico ormai completamente dedito all'alchimia- Fece una pausa, alzando gli occhi dal libro per riflettere, poi proseguì. - Nel 1590, ingraziatosi l'imperatore boemo e con i favori di un conte, Kelly venne nominato barone del Regno. Rodolfo II iniziò a sospettare che gli nascondesse le scoperte e, nel 1591, lo fece rinchiudere in prigione. Kelly promise di collaborare e di rivelare i segreti alchemici per la trasformazione delle pietre in oro, ma, naturalmente, i suoi esperimenti fallirono e così venne nuovamente rinchiuso in carcere. Secondo una tradizione sarebbe poi morto in uno sfortunato tentativo di evasione, secondo altri riuscì miracolosamente a far perdere le sue tracce- Gordon e Steave attesero che James traesse le sue conclusioni. - Caso risolto- dichiarò il giovane- è abbastanza palese che siano stati quei due a maledire il manoscritto! Penso ad una vendetta di Kelly... un sedicente mago e alchimista che architetta un simile giochetto è plausibile, no? Inoltre, mi è appena tornato in mente che a Praga esiste un vicolo detto "degli alchimisti", famoso per essere abitualmente frequentato da personaggi bizzarri, falsari e stregoni- - Ok, ma come si toglie la maledizione?- incalzò Gordon - Non ne ho la minima idea...-

lunedì 2 agosto 2010

Il manoscritto Voynich-parte 5-

Steave aggrottò le sopracciglia. - Chi lo avrebbe fatto, scusa? E Perchè?- domandò, polemico - E che ne so!- rispose James, stringendosi nelle spalle- Ma il libro è antico, chissà in quante mani è passato!- Lisciando la copertina per togliere la polvere, James toccò con i polpastrelli degli strani solchi, come se qualcuno si fosse appoggiato al manoscritto per scrivere. - C'è qualcosa, sulla copertina...- Corse a prendere un foglio e un carboncino nero, posò la carta sulla copertina e iniziò a passare velocemente l'oggetto, usandolo di piatto. - Ah-fece Incuriosito, Steave andò a vedere. - Che hai trovato?- - Non si capisce praticamente niente, ma ho scovato due firme: E. Kelly e J. Dee- - E chi sono?- - Li ho già sentiti, ma al momento non ne ho la minima idea- Steave notò qualcosa sotto il letto e allungò una mano per prenderlo, afferrando qualcosa che doveva essere uscito da una tasca nascosta della copertina. - Jimmy, guarda!- esclamò, porgendogli l'oggetto - E' una lettera- constatò James- si direbbe del Seicento... la data è mezza cancellata, ma 1 e 6 si vedono bene- - In che lingua è scritta? Non ci capisco niente!- - Direi che è cecoslovacco- - Bene, cecoslovacco... e chi è che lo conosce?!- James lo guardò e fece un sorriso. - Io- disse- lo conosco un po... ah, so a cosa pensi! Non ho fatto un patto col diavolo, me l'ha insegnato Monicelli quando siamo stati a Praga- - Io non ne sono convinto...- Ridacchiando, James tentò di decifrare la lettera che a Steave pareva solo un ammasso di scarabocchi sgrammaticati: la missiva diceva che il manoscritto era stato acquistato nel 1586, per la considerevole somma di 600 ducati d'oro, da Rodolfo II di Boemia, imperatore del Sacro Romano Impero. - Interessante, ma qual'è la connessione con i due nomi che abbiamo trovato?- - Mi piacerebbe davvero saperlo! Magari erano due figure di spicco del Seicento... dovrei cercare qualcosa in una biblioteca- - Pensi che Gordon possa avere qualcosa, nella sua?- - Mi hai letto nel pensiero. Forza, vestiamoci e facciamo colazione! Voglio andare in ufficio a controllare-

Il manoscritto Voynich-parte 4-

Steave aprì gli occhi con la sgradevole sensazione di una presenza inquietante nella stanza. Pareva che il gelo la stesse avvolgendo. Scrutò l'oscurità e si accorse che il libro di Voynich fluttuava sopra la sua testa. - Oh, cavolo...- mormorò Senza staccare gli occhi dall'oggetto, spostò una mano con la precisa intenzione di svegliare James, quando il polso gli venne afferrato con forza. - Jimmy, cosa diavolo fai?- protestò Il giovane non rispose; pareva ipnotizzato. - Mi sta stritolando- pensò- non è in lui, dev'essere il manoscritto! Avrà di sicuro letto qualche formula come Voynich...- Tentò di divincolarsi, ma la stretta aumentò. - Jimmy, svegliati!- lo implorò- Mi senti? Cerca di tornare in te!- Non sapendo come altro uscire da quella situazione, Steave usò il braccio libero per sferrare un pugno a James, nel tentativo di scrollarlo. Il giovane inglese scrollò il capo e si portò una mano al volto, non per il dolore del colpo ricevuto, bensì in un tentativo di scacciare qualcosa insinuatosi dentro la sua testa... il libro piombò sul pavimento con uno schianto sordo. - Steave, per quale motivo mi hai dato un pugno?- - Oh, meno male! Temo che il manoscritto avesse preso possesso di te...- - Ero posseduto?- - Aha. Mi hai quasi rotto il polso destro!- Frastornato, James osservò il libro a terra. - Mi dispiace- si scusò- ho effettivamente tentato di leggerlo, ma non pensavo fosse realmente maledetto, lo ammetto- Scese dal letto e andò a raccogliere da terra il volume. - O è stato realmente scritto da Satana, oppure...- borbottò, massaggiandosi la mascella dolorante - Oppure?- lo incalzò Steave - Oppure qualcuno vi ha apposto una maledizione-

domenica 1 agosto 2010

Il manoscritto Voynich-parte 3-

- L'algebrista italiano Girolamo Cardano? Ricordo vagamente il suo nome- - Complimenti, Steave! La griglia è uno strumento del XVI secolo. Non è altro che un foglio di cartone sul quale vengono praticati a caso dei buchi rettangolari e il messaggio viene poi scritto da questi buchi sulla pagina sottostante, che viene in un secondo momento completata con parole o frasi fuorvianti ma di senso compiuto. Il messaggio finale può essere letto solo da chi possiede una griglia identica a quella di chi ha concepito il testo! Un buon codificatore potrebbe farcela- - Uhm... mi convince poco! Perchè darsi tanto da fare per una cosa simile?- James si strinse nelle spalle. - Non lo so, non sono un truffatore- disse- comunque, io dico che l'idea che contenga formule magiche non è da scartare, se diamo retta alle parole di Voynich- - Sì, ma se nemmeno tu riesci a capire cosa dice, mi spieghi come puoi aiutarlo?- obiettò Steave - Ci sto pensando- sospirò James- suggerimenti?- - Non saprei, sei tu il genio tra noi due- rispose Steave- forse sarebbe il caso di rilassarsi, che ne dici?- Fece per alzarsi dal divano, ma James lo trattenne, trascinandolo sul tappeto siriano davanti alla stufa accesa. - Ah, no, per rilassarmi so io cosa mi ci vuole...- - Sei il solito!- James lo guardò e sorrise. - Era un no? Perchè se lo era devi essere più convincente!- - Ti pare che io riesca a dirti di no? Sai bene che non ne sono capace... ma continui a chiedermelo- Divertito, James ridacchiò. - Mea culpa- ammise, sornione- ma adoro la tua espressione, quando te lo chiedo, mi diverte da morire!- - Sei assurdo... passi dal formulare ipotesi complesse a voler fare sesso in pochi secondi!- - Ci sono due cose a cui assolutamente non so resistere: i misteri intricati e te- - Proprio due cose che hanno molto in comune...- - Scherza pure, ma io sono serio! Mentre stacco il cervello mi allaccio a te... oh, mi è venuta bene, non trovi?- - Figurati!- Con la solita luce maliziosa nello sguardo, James lo baciò. Steave non riusciva a ribattere, tantomeno aveva la minima voglia di resistere... ogni volta che facevano l'amore, Steave si domandava cosa pensasse Dio. Non era particolarmente credente, ma era cresciuto in una famiglia rispettosa e durante gli anni di catechismo gli erano state inculcate regole che loro infrangevano, che James infrangeva; e senza alcuna vergogna. Lo aveva sempre invidiato per questo, perchè lui viveva libero e senza preconcetti, seguendo sempre l'istinto e agendo seguendo le proprie passioni. - Se davvero esistono inferno e paradiso- pensò, lasciandosi andare- allora vorrà dire che scenderemo assieme, invece di salire...-

Il manoscritto Voynich-parte 2-

Appartamento di James in Baker Street. - Da dove iniziamo?- chiese Steave, con un blocco da disegno tra le mani - Partiamo facendo delle ipotesi su cosa possano contenere le pagine di questo libro- rispose James- pronto a prendere appunti? Dunque... la prima parte pare incentrata sulla botanica, in quanto contiene 113 disegni di piante che, per quanto riconoscibili come tali, non sono identificabili in nessuna specie conosciuta- Steave annuì, prendendo nota di ogni particolare. - Poi c'è la seconda parte, che parla di astronomia- proseguì il giovane- comprende 25 diagrammi che possono essere riconducibili a temi astrali: si distinguono il sole, la luna e alcune costellazioni della nostra galassia- - Che miscuglio- commentò Steave - Poi c'è la terza parte, che potrei definire biologica. Ci sono ben 227 figure di donne nude, molte delle quali incinte e, mistero nel mistero, sono immerse in vasche collegate a curiosi tubi- James mostrò le immagini a Steave, che storse il naso. - Quella dopo, la quarta parte, pare farmacologica, dato che presenta illustrazioni di centinaia di radici, piante e contenitori di spezie. L'ultima parte è un indice, costituito da solo testo- Steave finì di scrivere e alzò gli occhi verdi su James. - Cosa ne pensi? A me ricorda i codici alchemici!- - Sì, anche a me... però, non sappiamo chi sia l'autore. Dallo stile, l'unica ipotesi è che il libro sia stato redatto alla fine del XIV secolo- - Se continuiamo a seguire la linea alchemico-scientifica, abbiamo qualche possibilità di arrivare da qualche parte?- - Forse, sì. Voynich mi ha detto che il professor Newbold, quattro anni fa, gli disse che il libro andava aggiunto all'opera di Ruggero Bacone, il misterioso filosofo-stregone del XIII secolo. Ogni carattere del codice conterrebbe brevi tratti corrispondenti a un antico tipo di stenografia e il libro racconterebbe di incredibili scoperte nel campo dell'astronomia e della biologia... io non sono d'accordo! Se si guarda bene, i trattini di penna non sono che semplici macchioline d'inchiostro- - Però, potrebbe comunque essere un libro alchemico?- insistette Steave - Potrebbe, sì- ammise James, pensieroso- pensandoci bene, io vedo anche un'altra possibile strada, se ripenso alla faccenda della maledizione- - Cioè?- chiese Steave, elettrizzato - Hai mai sentito parlare della "clavicola di Salomone"? Dovrebbe essere un testo mitico, che contiene formule magiche utili a dominare gli spiriti, nonchè istruzioni per la costruzione di potenti amuleti- - Pensi che Voynich abbia letto accidentalmente le formule?- - Non lo so... potrebbe anche essere un falso, una burla!- Steave aggrottò le sopracciglia. - E' la terza strada?- domandò - Precisamente- rispose James- c'è un metodo applicabile al manoscritto che potrebbe farlo risultare falso: la griglia di Cardano-

Il manoscritto Voynich-parte 1-

Si avvicinò alla scrivania e gli mostrò il libro polveroso che teneva tra le braccia, avvolto da un telo scuro. - Cos'è?- chiese James, facendo scorrere le dita sulla copertina - Il libro più misterioso del mondo- rispose Voynich, in tono solenne- lo rinvenni un mattino di più di dieci anni fa... era il 1912, mi trovavo a Roma, più precisamente a Villa Frascati. La biblioteca della villa, nei sotterranei, è un antico convento dei padri gesuiti- James lo aprì con delicatezza e rimase sconcertato. - Anch'io ho avuto la stessa reazione- proseguì l'antiquario, studiando la sua espressione- lo sfogli! Come vede, è un piccolo volume di 22x16 cm, formato da 102 fogli scritti e illustrati su entrambe le facce. L'ho esaminato attentamente e ho notato che sono state strappate 24 pagine- James annuì. - Però, il vero mistero è un altro... le pagine sono scritte in una lingua sconosciuta! 250.000 caratteri che formano oltre 4.000 parole incomprensibili, così come sconosciute e misteriose sono le illustrazioni- - Non riesco a leggere il contenuto, infatti- ammise James- a dire il vero non mi sento neppure in grado di datarlo!- - Non sono un linguista, ma ho fatto molta paleografia- intervenne Gordon, sbirciando il volume da sopra le spalle del ragazzo- e non mi sembra di riconoscere nessuna lingua antica, nessuna scrittura studiata- - Ho consultato molti esperti- rivelò Voynich- ma nessuno è stato in grado di darmi una risposta- - Parlava anche di una maledizione, no?- disse Steave- Cosa intendeva di preciso?- L'uomo divenne pallido come un cadavere. - Ecco...- balbettò, torcendosi le dita- da quando l'ho trovato, mi sono capitate cose stranissime! Visioni e apparizioni spettrali, incidenti inspiegabili, rumori spaventosi nel cuore della notte e molto altro- - Suggestione- pensò James- i libri non portano sfortuna, a meno che non sia stato maledetto! Ma la sua reazione mi sembra esagerata- - Cosa ne pensa? Io non so più cosa pensare!- - Dobbiamo prima di tutto cercare di capire il contenuto del manoscritto, ma... esattamente, cosa vuole che faccia?- - Mi liberi da questa maledizione e mi dica cosa contiene il libro-

Cap.5: Il manoscritto Voynich

- Bentornati- Gordon era insolitamente di ottimo umore, quella mattina, forse perchè i ragazzi erano appena tornati da una missione ed era il momento di dividere il compenso. - Ah, sì, eccolo- disse James, in tono incolore Passò al datore di lavoro una busta gialla ben sigillata, pensante e rigonfia: le banconote che costituivano la parcella per il lavoro portato a termine. - Bene, a fine mese faremo i conti- borbottò l'uomo, mettendo la preziosa busta al sicuro nella tasca interna della sua giacca- cambiando discorso, Ford... conosci un certo Wilfrid Voynich?- - Mai sentito- confessò il giovane, stringendosi nelle spalle - Mi ha telefonato ieri sera, prima del vostro ritorno, dicendo che oggi sarebbe passato... mi è parso molto agitato! Ha blaterato di un libro maledetto o una cosa del genere- - Questo lavoro è assurdo- intervenne Steave, scuotendo il capo- passiamo mesi a trastullarci e poi il lavoro ci piove addosso in poche settimane!- James fece spallucce e toccò col gomito il collega, in piedi accanto a lui; Steave si chinò su di lui e James gli bisbigliò all'orecchio. - Ho tenuto da parte qualcosa... Gordon è troppo tirchio!- - Spero non se ne accorga...- - Basta farlo sparire in fretta, no?- - Come?- - Non volevi andare a trovare la tua famiglia in Irlanda? Il viaggio in treno è costoso, ma con questi soldi puoi farcela senza pesare su di loro!- Steave s'illuminò. - Ti bacerei ma non posso- mormorò, sorridendo Gordon si voltò verso di loro. - Cosa state complottando?- chiese, guardingo I ragazzi sfoderarono i loro migliori e falsi sorrisi innocenti. Prima che Gordon potesse brontolare sulla loro irriverenza giovanile, un uomo piuttosto curioso comparve sulla soglia dell'ufficio: aveva un aspetto dignitoso, che constrastava con i capelli in disordine e gli occhi cerchiati; aveva l'aria di una persona facoltosa. Reggeva tra le mani tremolanti un libro. - Buongiorno- disse, con cortesia- sono Wilfrid Voynich, sono americano... faccio l'antiquario. Ho telefonato ieri- - Calistus Gordon, ci siamo parlati al telefono- si presentò l'inglese- loro sono James Ford e Steave Butler- Gli occhi stralunati di Voynich si posarono su James, seduto alla sua scrivania. - La sua fama la precede, signor Ford- disse- nei corridoi di Harvard si parla ancora di lei e del suo famoso acume- - Davvero?- fece il giovane, fintamente sorpreso per sembrare modesto- Lei è di Harvard?- - No, ma ho molti amici tra i docenti- rispose- posso chiamarla James? Odio le formalità! Mi ascolti, ho disperatamente bisogno del suo aiuto-