lunedì 27 giugno 2011

Covasna -parte 24-

Sala conferenze del Municipio di Covasna.
Erano circa le diciotto, il sole era ormai calato e il buio stava avvolgendo sinistramente la città. Tutti gli adulti di Covasna si erano riuniti nella grande sala dalle poltrone in velluto blu del Municpio, per discutere di alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni e che non facevano presagire nulla di buono.
Il padre di Mik, sindaco della città, salì sul palco e accese il microfono.
- Un po', di silenzio, per favore- parlò, zittendo il brusio della folla- so bene che siete preoccupati e che c'è molto di cui discutere, ma dobbiamo mantenere la calma-
I presenti presero posto e un uomo dai folti baffi neri chiese la parola.
- Petr, puoi dirci esattamente il contenuto del telegramma che hai ricevuto due giorni fa?-
Petr Tereshenko annuì.
- Sì, questa faccenda ha la priorità... anche sulle creature- disse, grave- vorrei premettere una cosa: non credo sia il caso di riferire l'esito della riunione ai nostri ragazzi, per il momento... ad ogni modo, la faccenda è molto seria-
- Cosa sta succedendo, papà?- chiese Anna, la sorella maggiore di Mik
Tereshenko fece un  lungo sospiro.
- Quarantotto ore fa è arrivato un telegramma da Bucarest- spiegò con voce ferma e calma- quando l'ho letto, sono rimasto di stucco... nella capitale sanno cosa accade a Covasna. Però... non hanno nessunissima intenzione di aiutarci-
- Come sarebbe che sanno tutto?- esclamò Andri, marito di Anna e cognato di Mik
- Sì, Andri, da anni conoscono la situazione... nel telegramma c'era scritto che avrebbero inviato i Caschi Blu dell'ONU a risolvere la questione, divenuta "priorità internazionale"-
- Militari...- riflettè lo zio di En e Ren- non è una buona notizia! Il Consiglio di Sicurezza ha solo due modi per risolvere le questioni con l'invio dell'esercito... e non sempre le missioni sono di pace-
- E' vero- assentì Boris
- Cosa significa l'arrivo dell'ONU?- intervenne il dottor Danilov
Il sindaco scosse il capo.
- E' questo il punto- disse- è una missione di pace? O un tentativo di mettere tutto a tacere prima che l'intera Comunità Europea lo venga a sapere? Io temo sia un tentativo del governo rumeno di evitare scandali che possano compromettere la posizione della Romania nell'Unione Europea. Se così fosse...potrebbe essere necessario prepararsi ad una guerra civile-
Calò qualche secondo di silenzio, seguito da un vociare concitato.
- Scusatemi- parlò la madre di Irina- a me non interessa che ne sarà di me, ma vorrei almeno sapere mia figlia al sicuro! Sono certa che la pensate tutti come me...-
- Sì, Maria, la pensiamo come te- confermò la signora Tepes, la madre di Olga
- Mandiamo via per un po' i ragazzi- propose la signora Kamishiro- possono andare dai nostri genitori...i nonni di En e Ren sono anziani, ma per qualche tempo non avranno problemi!-
- Mi sembra un'idea sensata- parlò Tereshenko- il problema è come convincerli... i più piccoli non capiranno, ma Mikahil e gli altri sono grandi-
- Li metteremo su un aereo con la forza!- tuonò il nonno di Yelina- A qualsiasi costo!-
- Sì, dobbiamo farlo, anche se ci odieranno- assentì Anna
Il sindaco Tereshenko attese qualche istante, poi riprese la parola.
- E' deciso. Organizzeremo il loro trasferimento in Giappone! Ma non possiamo fare un'unica partenza di massa, desteremmo sospetti... proporrei di far partire domani tutti i più piccoli! Anna e le altre maestre d'asilo accompagneranno i bambini fino alle elementari in mattinata... nel pomeriggio partiranno i ragazzi delle medie! Chi vuole andare, vada con loro, chi invece vuole restare, è il benvenuto. I più grandi andranno via il giorno seguente-
- Io ho dei parenti a Costanza- intervenne in signor Bobulova, il padre di Irina- gestiscono una pensione... i più piccoli possono andare là, non possiamo gravare i signori Kamishiro di tutto!-
- Va bene, allora solo i più grandi andranno dai miei genitori- disse lo zio di Ren ed En
- Bene, è deciso- stabilì Tereshenko- Buona fortuna a tutti, iniziamo il piano d'evacuazione di Covasna...-

Covasna -parte 23-

-Ehilà!-
Yelina, intenta ad armeggiare con la macchina del caffè, si voltò non appena udì la voce squillante di En Kamishiro.
- Ciao ragazzi- disse, sorridendo ai gemelli- En, sei più allegra del solito...-
En sghignazzò e fece una piccola giravolta.
- E' eccitata perchè vuole chiedere a Mik di uscire- spiegò Ren
Yelina rise e appoggiò lo straccio sporco di fondi di caffè che aveva in mano vicino al lavandino; apporifittando della distrazione della sorella, intenta ad osservare i nuovo bicchieri comperati da Boris, Ren andò dietro il bancone, prese Yelina tra le braccia e la baciò.
- Volevo farlo appena entrato, ma mia sorella mi ha rubato la scena- le disse, sorridendo
- N-non fa niente...- rispose la giovane, arrossendo- del resto, lo sai che En è un po' egocentrica!-
- Solo un po'?- scherzò il giovane- Piuttosto, so che non sei molto espansiva, quindi spero non ti sia dispiaciuto...-
Yelina scosse il capo.
- Affatto... non ci sono abituata, ma questo non vuol dire che mi dispiaccia-
En osservò i due ragazzi amoreggiare e sospirò, appoggiando i gomiti sul bancone.
- Che invidia- sbuffò- a me non capita mai!-
- ...cosa non ti capita mai?-
La ragazza sussultò e vide Mik avvicinarsi al bancone.
- Ciao, Mik- lo salutò Ren- ma quand'è che sei arrivato?-
- Adesso- rispose lui
Yelina ed En si scambiarono un'occhiata d'intesa: era il momento di lasciare da soli la giapponese e Mik.
- Ah, è vero, devo fare delle cose in magazzino!- sbottò Yelina- Ren, mi aiuti tu?-
Prima che Ren potesse dire di sì, Yelina lo afferrò per un braccio e lo trascinò sul retro, spiegandogli a bassa voce il perchè del suo comportamento improvviso.
Nel frattempo, Mik scavalcò il bancone e si preparò da solo un caffè, come era solito fare quando si recava al bar e l'amica era da sola, senza quel brontolone di Boris.
- Vuoi qualcosa?- chiese a En
- Ah, no, grazie... ehm, come va la gamba? Ho visto che riesci persino a scavalcare il bancone come prima!-
- Meglio- rispose lui, sintetico come sempre
- E usi ancora le stampelle?-
Mik indicò con un cenno del capo le stampelle abbandonate all'entrata, vicino al portaombrelli.
- Ah, non le avevo viste...
Tra i due calò un silenzio imbarazzante.
- ...ok, adesso basta!- esclamò En- Sono stanca di giocare con te... sarò diretta: cosa pensi di me?-
Mik bevve l'ultimo sorso di caffè.
- Sei carina- rispose
Un istinto omicida prese possesso di En. Perchè non poteva essere meno vago? Lo faceva apposta, per irritarla? Cercò di non agitarsi, per non alzare la voce o peggio le mani.
Mik osservò la sua aria irritata e, divertito, fece un sorriso.
- Esattamente cosa vuoi da me, En?- le domandò
- Usciamo isieme! Ma solo se ti va... e dammi una risposta come si deve, grazie-
- Si può fare...-

domenica 26 giugno 2011

Covasna -parte 22-

Yelina scese le scale, sentendo le voci della signora Kamishiro e di En, intente a piegare i lenzuoli in salotto.
- Vai già via?- le chiese En
- Sì, in realtà sono in un ritardo pazzesco...dovevo essere da Boris più di mezz'ora fa- rispose Yelina
- Tiene aperto il bar?- si stupì la zia di En
Yelina si strinse nelle spalle.
- Be', forse fa bene- sorrise la donna- in fondo, non dobbiamo smettere la nostra vita o faremo il loro gioco!-
En osservò Yelina, perchè sapeva cosa doveva dirle il fratello e sperava di cogliere qualche segno nell'espressione dell'amica, ma la giovane pareva fredda e calma come al solito.
- Yelina...hai trovato bene mio fratello?- chiese, sorridendo
- Insomma... diciamo che può migliorare!- rispose Yelina- Mi sembra ancora a pezzi...-
En annuì.
- Sì, ma lui è uno forte, si riprenderà! Questo è l'ennesimo lato bello del suo carattere... nella nostra scuola in Giappone, lui era l'idolo delle ragazze, sai? Non perchè fosse il più bello o il più figo... ma ha sempre attirato le persone per il suo bel carattere!-
La giovane rumena annuì.
- Perchè me lo stai dicendo?- le domandò
- Ricordi Itsuki, la ragazza della foto? Proprio carina... lei era una delle tante innamorate di mio fratello!-
- Be', molto carina di sicuro...-
La zia di En salì le scale ridacchiando: la nipote la faceva sbellicare, quando si comportava in quel modo per scoprire qualcosa! En era un segugio, nessuno sfuggiva al suo intuito, per questioni di cuore.
- Non te lo dico per fare conversazione- proseguì En- ma perchè voglio che tu sappia quanto sei fortunata!-
Yelina sorrise dolcemente, arrossendo lievemente.
- Lo so- disse, abbassando lo sguardo- ringrazio Dio ogni giorno per avervi fatti arrivare qui, En...-
Sorridendo, En l'abbracciò.
- Ah, ma anche io ti voglio bene, eh!- esclamò- Se lo vorrai, saremo amiche per sempre! Anche se spesso sei distaccata e fredda, io lo so che sei una bella persona e mi hai aiutato tanto, di recente!-
- Grazie, En... so di non essere brava a esprimere i miei sentimenti, ma tu per me sei davvero una preziosissima amica!-

sabato 25 giugno 2011

Covasna parte 21

Yelina rimase immobile, senza voltarsi.
- So già che cosa mi dirai-continuò Ren- "non posso", la frase che ripeti sempre, ma che non riesco bene a capire... non ti chiedo di ricambiarmi, ma di spiegarmi-
Dopo qualche secondo di silenzio, Yelina si voltò, gli occhi azzurri pieni di paura e tristezza.
- Sì, va bene- accettò- in fondo, hai ragione tu, hai il diritto di sapere perchè... ma è molto semplice, in realtà, è la ragione per cui nessuno di noi si è mai lasciato coinvolgere... perchè moriremo tutti-
Ren la guardò sorpreso, ma in fondo capiva la sua paura.
- Tu davvero pensi che ce la faremo?- continuò Yelina- Be', io no... non sopravviveremo, che senso ha sperare?-
- Potremmo anche sopravvivere, invece! Io sono ottimista-
- ...moriremo tutti, ti dico, nessuno può sfuggire alle creature!- esclamò Yelina, scoppiando a piangere- Ho paura...paura di vedere le persone che amo morire, paura io stessa di morire! Che senso ha innamorarsi di qualcuno, uscire assieme, quando tanto non c'è futuro?-
- Yelina, lo so che sei spaventata e lo sono anche io, ma... anche se dovessi morire domani, farei di tutto per vivere al meglio oggi! Almeno, io la vedo così...-
La giovane lo osservò senza parlare.
- In ogni caso, adesso ho capito quello che intendevi dire- sorrise Ren- grazie di essere stata sincera! Be', la mia prima dichiarazione d'amore non è andata poi così male, no? Pensavo peggio! Almeno so che ti preoccupi per me!-
- Stupido...- mormorò Yelina
Prima che Ren potesse replicare, Yelina andò a passo sveltò verso di lui e lo abbracciò con delicatezza, per non fargli male.
- Stupido- ripetè- sei davvero uno stupido, lo sai? Io mi sono innamorata di te dal primo giorno in cui sei arrivato a Covasna...-
Ren rimase un momento confuso, non capiva se per colpa delle medicine o delle parole di Yelina... fece un sorriso e le accarezzò i capelli, abbracciandola a sua volta.
- A dire il vero, non so se davvero ce la faremo, però... il tempo che abbiamo, vorrei passarlo insieme a te, Yelina-