mercoledì 21 luglio 2010

Il mastino di Londra-parte 3-

Steave guardò il collega con aria allarmata. - Cosa facciamo?- domandò - Lascialo entrare... tenterà di certo di attaccarmi e, quando lo farà, tu gli taglierai la testa! Ce l'hai ancora quell'ascia vichinga che ti hanno regalato in Germania, vero?- Il giovane irlandese annuì e corse a prenderla; il ringhio si faceva sempre più minaccioso, accompagnato da un fastidioso grattare contro la porta... James si piazzò davanti all'entrata e fece cenno a Steave di aprire la porta, il quale si era posizionato lateralmente, in modo da poter facilmente far scendere l'arma sul collo della creatura. Non appena la maniglia venne abbassata, il cane infernale piombò nella stanza abbaiando come un forsennato, dirigendosi verso James. Lo atterrò con le possenti zampe e parve sul punto di sbranarlo, ma si calmò di colpo prima che Steave intervenisse. Fissò intensamente il giovane, a terra, e parlò in una lingua apparentemente sconosciuta. Scomparve subito dopo in una nube grigiastra che odorava di zolfo. - Jimmy, stai bene?- gli chiese l'amico, aiutandolo ad alzarsi - Sì, credo di sì- rispose, un po' confuso- lo hai sentito?- - Aha. Non ho capito in che lingua ha parlato, però- - Era un'antico dialetto mexica... sai che ti dico? Temo di aver smosso degli ingranaggi molto pericolosi! Le creature infernali vogliono la mia anima- - Ti ha detto questo?- - Non esattamente, comunque non era una minaccia, bensì un avvertimento- Si spazzò gli abiti e si ravviò con la mano i capelli castani. - Mi sono sbagliato- continuò- il cane nero è sì un presagio di sventura, ma non un'entità malevola! Appariva agli stregoni in trance per avvertirli del pericolo, esattamente come quel mastino ha fatto con me: mi ha messo in guardia- - In guardia da cosa?- domandò Steave - Dall'inferno- rispose James, serio- ha detto "guardati dall'inferno"...-

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