venerdì 2 luglio 2010
Le avventure del giovane Ford -prologo-
Londra, sede dell'agenzia sul paranormale "Gordon", aprile 1920.
Era una tranquilla mattina di aprile, Londra era avvolta dalla solita nebbia e una fastidiosa pioggerellina bagnava le strade.
Come ogni mattina, James Ford leggeva il "Times", seduto alla sua scrivania, i piedi in alto, mentre Steave Butler preparava il caffè, ricordandosi di utilizzare la profumata e intensa miscela turca per il collega di lavoro, al quale piaceva iniziare la giornata con una tazza fumante di caffè forte e amaro, rigorosamente senza zucchero o altri dolcificanti; mentre Steave versava nelle tazze la bevanda bollente, Calistus Gordon entrò, spalancando la porta dell'ufficio.
- Siamo in perdita!- esclamò, mettendosi le mani nei capelli con un gesto teatrale
Steave non lo degnò di uno sguardo, procedendo nel suo lavoro e James voltò annoiatamente la pagina del quotidiano.
- Che novità- borbottò- lo dice praticamente ogni mattina!-
- No, no, Ford, non è la solita cantilena- insistette Gordon- non ho detto che siamo al verde, ho detto "in perdita", capisci?-
- Qual'è la differenza?- chiese Steave, appoggiando la tazza di caffè sulla scrivania del compagno
- Significa che rischiamo di chiudere...-
Steave lo guardò, perplesso: era da tempo che non vedevano uno stipendio decente, ma da lì a dichiarare banca rotta...!
- Niente clienti, niente casi da risolvere e quindi niente soldi- disse amaramente l'uomo
Nonostante l'aria pensante che era calata sui tre, James finì di leggere tranquillamente il suo giornale.
- Le solite notizie- commentò, sorseggiando il caffè- eccellente come al solito, Steave!-
- Ford, ma hai sentito quello che ho detto?- gli si rivolse Gordon- Siamo in guai seri e tu leggi il Times!-
Per tutta risposta, il giovane si limitò a bere rumorosamente la bevanda calda e ad assumere un'espressione annoiata.
- A volte mi domando cosa m'impedisce di ucciderti, moccioso presuntuoso...- sospirò Gordon
- Oh, lo so io!- esclamò James, con un sorriso beffardo sul volto- Sono l'unico che fa soldi, qui dentro...-
- Non più. Forse dovremmo iniziare ad allargare gli orizzonti, come...-
- No-
James Ford posò la tazza e tolse i piedi dalla scrivania, sedendosi composto.
- Non risolverò i casi minori di Scotland Yard- dichiarò- gli scarti della polizia londinese non li voglio... sono un cacciatore dell'occulto, non un detective privato da quattro soldi!-
- Jimmy, ma che alternative abbiamo?- domandò Steave, avvilito- Sono d'accordo con te, ma la situazione non è delle migliori!-
- Mi verrà in mente qualcosa- rispose semplicemente- sono sempre stato fortunato, io!-
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bene bene bene...ho appena finito di leggre il prologo del nuovo racconto e ti devo dare ragione: di primo acchito non risulta proprio simpatico James...ma diamo il tempo al tempo, no?!?
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