lunedì 5 luglio 2010

Prologo 2

- Non fare lo schizzinoso- lo rimbrottò Gordon- sono io il capo, no? Sta a me decidere. Capisco, però, che voi due siete gli unici dipendenti e se perdo voi... possiamo discuterne insieme, ma non accetterò idee strampalate o rifiuti senza valide ragioni- - "Non sono d'accordo con quello che dici, ma mi farei uccidere pur di farti esprimere quello che pensi"- citò James, filosofico Steave lo fissò. - Confucio?- domandò Gordon, incerto - Voltaire- lo corresse James, sospirando- lei non mi ascolta: non possiamo cambiare quel maledetto cartello sulla porta in un secondo! E poi, mi crede un idiota? Un piano l'ho già elaborato- Prese il giornale, lo piegò in quattro e lo gettò nel cestino ai suoi piedi. Dopo appena trenta secondi, qualcuno bussò alla porta: entrò una donna sui trentacinque, di bell'aspetto, con lunghi capelli rossi e vivaci occhi verdi. - Buongiorno. Mi chiamo Angela Blackwood- si presentò- avrei bisogno del vostro aiuto...- - Scusi, come ha saputo dove trovarci?- le domandò Gordon La donna assunse un'aria sorpresa. - Ah, certo, ho letto il vostro indirizzo sul giornale... in ultima pagina c'era un'inserzione a vostro nome- James lanciò uno sguardo a Gordon e tornò al suo caffè. - Adesso chi lo sopporta più!- pensò Gordon - Bravo, Jimmy- pensò Steave, ammirato Sospirando, Calistus Gordon tornò a rivolgersi alla donna. - Come possiamo aiutarla?- - Io e mio marito siamo entrati in possesso di una eredità, di recente... un modesto castello nella brughiera! Purtroppo, però, non possiamo viverci, perchè è infestato- - Per Dio!- esclamò James Ford, divertito, rischiando di versare il caffè - Jimmy, non bestemmiare- lo rimproverò Steave James si appoggiò una mano sul cuore e alzò l'altra, in un gesto di scusa; fissò la donna e socchiuse gli occhi. - Perchè non si accomoda?- le disse - Oh, no, sto meglio in piedi, grazie... dicevo, è infestato, ma non so da cosa!- - Non aggiunga altro, ho capito- fece il giovane- è l'ex proprietà dei Berrymore, vero?- - Esatto!- rispose Angela, stupita- Come lo sa?- - Vede, io lì ci sono già stato...- rispose James, aprendo lentamente il primo cassetto della sua scrivania- e la sa una cosa? Non ho visto spettri. L'unico ce l'ho davanti- Velocemente estrasse una pistola e sparò un colpo dritto in fronte alla donna, che stramazzò a terra; dopo un'iniziale smarrimento, Steave realizzò la situazione: aprì il secondo cassetto della sua scrivania e ne tirò fuori un sacchetto nero, si avvicinò al corpo e iniziò a gettarvi sopra il suo contenuto. La reazione fu sorprendente: la donna iniziò a fumare come un ceppo nel camino. - Sale?- pensò Gordon, stupefatto James si alzò allora dalla sua sedia e iniziò a recitare una formula latina; nell'udire quelle parole, la donna si destò di colpo, come posseduta, contorcendosi ed emettendo versi e lamenti acuti. Steave simise di cospargerla di sale e James tacque. Il fantasma si stava dissolvendo. Prima di abbandonare il corpo di Angela Blackwood, lo spettro afferrò James per la camicia. - James Ford- disse, con voce non umana- all'inferno sono molto impazienti di avere la tua anima...-

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