domenica 25 luglio 2010

Il tesoro dei Rosa+Croce-parte 2-

- Cosa ci facciamo in un caffè?- domandò Monicelli - Colazione- rispose James, candido- non abbiamo più bisogno di andare all'ARMOC- - E perchè?- incalzò - Ho telefonato ben tre volte- spiegò- e, ovviamente, due volte su tre mi hanno sbattuto il telefono in faccia... ma la terza volta sono riuscito a parlare con una adepta, una certa Mathilde, che mi ha rivelato che il tesoro non si trova più in mano ai rosicruciani- Monicelli fece una smorfia di disappunto. - Immagino tu abbia dovuto corromperla- disse poi, pensieroso - No, gli è bastato fare la voce suadente al telefono- rettificò Steave, più infastidito che divertito, nonostante il tono ironico Annuendo, Monicelli guardò James. - E' al Louvre- gli rivelò il giovane - Dici sul serio?- - Così mi ha detto. Secondo il loro Gran Maestro, il tesoro era custodito in Pennsylvania, negli Stati Uniti, ma venne spostato per motivi ignoti in Italia, a Firenze; qui venne trafugato dalle truoppe napoleoniche nell'Ottocento, durante le campagne di requisizione delle opere d'arte volute da Napoleone- - Incredibile!- esclamò l'anziano professore- Ed è davvero un metallo?- James si strinse nelle spalle. - Non importa cos'è- intervenne Steave- l'importante è che esista, no?- - Hai ragione. E io ho vinto la scommessa! Sapevo di aver puntato sul cavallo giusto...- Guardò James e gli strizzò l'occhio. - Dopo colazione partirò alla volta di Parigi- decise- dopodichè tornerò a Venezia con le prove! Ragazzo mio, prima o poi verrai a trovarmi, vero? L'invito riguarda anche Steave, ovvio- - Verremo, anche se non so dirle quando... è una promessa-

Nessun commento:

Posta un commento