=FINE PROLOGO=
sabato 10 luglio 2010
Prologo 3
Con un gesto teatrale e drammatico, lo spettro abbandonò il corpo della donna, che ricadde nuovamente sul pavimento.
Preoccupato, Gordon fece per avvicinarsi, ma James lo bloccò con un gesto della mano.
- E' viva- lo rassicurò- guardi la fronte!-
L'uomo s'accorse che il proiettile era stato caricato a sale e che sulla fronte della donna non c'era alcun foro.
Pian piano, Angela riprese i sensi.
- Cos'è successo?- domandò, confusa, portandosi una mano alla testa
- Era posseduta- le rivelò James, chinandosi accanto a lei- come si sente?-
- Bene, solo un po' frastornata. Lei sa dirmi cosa mi è successo?-
- Sì. Lo spettro ha iniziato possedendola saltuariamente, poi si è insediato dentro di lei stabilmente... ricorda qualcosa degli ultimi giorni?-
- A dire il vero, no, è tutto molto confuso... signor Ford, lei mi ha salvato la vita!-
- E' per questo che è venuta qui, no?-
- M-ma come... come ha fatto a capire che lo spirito era dentro di me?-
- L'ho intuito appena è entrata. I suoi occhi cercavano sempre la finestra e non ha voluto sedersi perchè lo spettro sospettava del sale nelle scrivanie-
Angela sorrise, radiosa.
- Grazie!- esclamò- Lei è un vero fenomeno, proprio come si dice in giro!-
- E' il mio lavoro- ribattè James, con una inusuale nota di sincera modestia nella voce
Cortesemente, Steave aiutò la donna ad alzarsi, tendendole una mano.
- Allora, quant'è la sua parcella?- chiese Angela, mettendo mano alla borsa
I tre uomini si scambiarono un'occhiata perplessa.
- Oh, non importa se non ha una tariffa fissa!-
Rovistò nella borsa alla ricerca del libretto degli assegni e una penna, si appoggiò alla scrivania di Steave e compilò un assegno; poi lo staccò e lo consegnò nelle mani di Gordon.
- Spero possa bastare- fece, sorridendo- mi raccomando, tratti bene il suo ragazzo! Signori, addio, vi sarò debitrice per sempre-
Angela Blackwood si avviò alla porta e uscì. Mentre ancora si udivano i suoi passi per le scale, Gordon abbassò gli occhi sull'assegno e gli sfuggì un'imprecazione.
- Che succede?- domandò Steave- E' stata tirchia?-
Assieme a James si avvicinò per vedere, sbirciando la cifra da sopra la spalla di Gordon.
- Cristo!- esclamò James- Ma quanti zeri ci sono?-
- Non li ho contati- mormorò Gordon, inebetito
- Fantastico!- esultò Steave- Ci stanno abbondantemente i nostri stipendi arretrati e possiamo ricostituire il fondo per l'agenzia-
- Dio esiste- disse Gordon, sollevato
James Ford lo osservò con un'espressione contrariata e le mani sui fianchi.
- Dio?- ripetè- No, James! Io le ho fatto avere quei soldi... Dio non centra proprio niente-
- Questione di punti di vista- ribattè l'uomo
Steave rise.
- Smettetela- disse loro- dobbiamo festeggiare! E' la rinascita della nostra agenzia-
- Già. Ma, dimmi, Ford, non ti avevo proibito di mettere il mio nome sul giornale? Mia moglie non sa ancora cosa faccio esattamente...-
- Non deve preoccuparsi, non ho messo il suo nome-
Gordon recupeò il giornale dal cestino dell'immondizia e lesse l'inserzione: "Agenzia del paranormale Ford".
- Ma che bella trovata...- commentò, sospirando
- Insomma, andiamo a far festa o no?- intervenne Steave
James annuì e Gordon recuperò il suo soprabito.
- Oggi, giorno speciale- dichiarò- e offro io, ragazzi!-
- Ho già fame... e sete- disse Steave
- Gordon, che ne dice di un piccolo aumento di stipendio?- chiese James, mentre uscivano dall'ufficio
- Ford, ti pago fin troppo- replicò Gordon, alzando gli occhi al cielo
- Potrei sempre tornarmene ad Harvard- lo stuzzicò James
- Potresti, sì...-
- No, tranquillo, non lo farò. A fare questo lavoro mi diverto molto di più!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento