- Come va la faccia?-
- Ahi! Mi stai facendo male…-
- Così impari a farti pestare dai militari come fossi un sacco per la boxe!-
Dovendo distrarre i militari per non far notare l’assenza di Ren, Ivan e Mik avevano fatto un po’ di scompiglio, ma erano stati ben presto messi a tacere dai soldati, che gliele avevano suonate di santa ragione.
- Resta fermo- disse Olga, avvicinando un fazzoletto bagnato al viso di Ivan
Il giovane mandò indietro la testa e spostò la mano di Olga con la sua.
- Così non riesco a fermare il sangue sulla tempia!- protestò Olga
- Non ho bisogno di aiuto, sto benissimo- ribatté lui
- Ma se la tua faccia sembra quella di un pugile dopo un K.O.!!-
- Non solo la sua- intervenne En, indicando Mik
Irina fece una risatina e portò all’amica un fazzoletto pulito.
- Ti lasci almeno pulire la faccia?- chiese En a Mik
Mik sospirò e la lasciò procedere, facendo udire qualche grugnito di disappunto quando la ragazza strofinava un punto dolorante.
- Ecco, fai come Mik- suggerì Olga a Ivan
Il giovane le bloccò ancora la mano, impedendole di medicarlo.
- Non posso averti fatto male, non ti ho neppure toccato…-
- Di male me ne hai fatto, ma non mi riferisco ad adesso, Olga-
Olga ritrasse la mano e abbassò la testa, i lunghi capelli rossi davanti al viso.
- Ti chiedo scusa- disse, mogia- io non…-
Ivan non la lasciò finire e la baciò.
- Potremmo anche morire- le disse- non voglio lasciare nulla in sospeso e al diavolo tutto! La verità è che, anche se ci siamo lasciati, io continuo ad amarti-
La ragazza alzò lo sguardo su Ivan, gli occhi leggermente velati e arrossati di chi sta per piangere; gli prese la mano e la strinse nella sua.
- Ho paura- confessò- ma sono più tranquilla, se ci sei tu con me… perdonami se ti ho fatto del male! Sono stata io a lasciarti, però… anch’io ti amo!! E non voglio morire, questo è certo-
Ivan l’abbracciò.
- Nessuno morirà- la rassicurò- vedrai che ce la faremo-
Olga non era l’unica ad essere spaventata… al vedere l’amica piangere, Irina ed En si scambiarono un’occhiata angosciata; anche loro temevano il peggio e capivano bene lo stato d’animo di Olga. Inoltre, En era in ansia per il fratello.
Yelina passò accanto ad En e le appoggiò una mano sulla spalla, come per rassicurarla e ottenne in cambio un sorriso. Oltrepassò l’amica e andò al finestrino aperto.
- Spero che Ren stia bene- mormorò
Notò alcuni militari che scendevano dal treno e si domandò cosa stessero facendo.
- Sembrano in attesa di qualcosa- pensò
Proprio in quel momento, le parve di sentire qualcuno che la chiamava; alzò lo sguardo e vide Ren, affacciato al tetto.
- …Ren!- esclamò
Si mise subito una mano sulla bocca: non doveva alzare la voce o sarebbero stati guai seri. Si allontanò dal finestrino e Ren si calò dentro il vagone, venendo accolto con calore da tutti i compagni.
- Allora?- gli chiese Mik, impaziente
- Ci sono riuscito- rispose- e vedo che voi siete ridotti male… mi dispiace-
- Lascia stare- tagliò corto Ivan- piuttosto, adesso che si fa?-
- Pensavo di scendere e correre a nasconderci, sperando in un miracolo! Scherzi a parte, non lo so…-
- Io dico che è meglio proseguire- disse Olga- tornare indietro non ha senso, è ciò che vogliono!-
- Olga ha ragione- parlò Ivan- dobbiamo arrivare a Costanza-
- Però…- obiettò En- ci prenderanno! Possiamo correre veloci quanto vogliamo, ma siamo pur sempre a piedi, no?-
- Sarebbe meglio aspettare che faccia buio, infatti- disse Yelina- magari, con il favore delle tenebre…-
La giovane s’interruppe; cos’erano i rumori che provenivano dall’esterno? Si affacciarono tutti dai finestrini per guardare: i soldati stavano scendendo dal treno e avviandosi ad un binario poco più avanti.
- Che succede?- bisbigliò Irina
- Temo si siano accorti del guasto- rispose Ren- adesso capisco cosa stanno aspettando!! Dev’essere in arrivo un altro treno-
La notizia fece dilagare il panico tra i ragazzi, che iniziarono a credere che non ci fossero più speranze. Sarebbero ritornati a Covasna e avrebbero condiviso il destino di morte dei loro genitori.
- Calmatevi!- urlò Ren- Ragazzi, dobbiamo restare uniti e calmi, per quanto possibile… non torneremo indietro, chiaro? Faremo come ho detto prima, scendiamo e andiamo a nasconderci. Questa stazione abbandonata è piena di posti dove restare nascosti… aspettiamo il momento buono e fuggiamo verso Costanza-
Il brusio iniziò a scemare e la calma tornò sovrana, almeno in parte.
- Da che parte scendiamo?- chiese Ivan- Passiamo da sopra?-
- Mi pare una buona idea- assentì Ren
Uno alla volta, tutti i giovani si arrampicarono furtivamente sul tetto, scendendo dalla parte opposta a quella in cui erano i militari; scivolarono rasenti il treno, con Ren che guidava il gruppo.
- In questo punto siamo troppo scoperti- bisbigliò Ivan a Ren- che si fa?-
- Dobbiamo essere molto rapidi, ecco tutto- sibilò Ren
Senza aspettare i compagni, il ragazzo corse dall’ultimo vagone alla vecchia stazione in disuso, passando alle spalle dei soldati rumeni. Il tratto da percorrere senza coperture non era lungo, ma si rischiava molto comunque.
- … io vado- disse Yelina, mettendosi a correre
Passò come un fulmine anche lei, raggiungendo Ren; si voltò verso gli amici e fece loro segno di andare.
- Vado io- decise Mik, partendo a razzo dopo essersi assicurato di non essere visto
Dopo di lui, anche Olga, Ivan, Irina ed En raggiunsero la stazione, ma il resto dei compagni non se la sentì. Ren pensò di tornare indietro a prenderli, ma i militari si accorsero di qualcosa e bloccarono il resto del gruppo… un compagno, senza essere visto, fece cenno a Ren di proseguire senza di loro. A malincuore, Ren rimase nascosto, in assoluto silenzio.
- Ora inizieranno a cercarci- sussurrò- dobbiamo spostarci!-
Prendendo un bel respiro, i sette ragazzi strisciarono fuori dall’edificio, ritrovandosi nell’erba; mentre tentavano di raggiungere un vagone dimenticato, udirono il fischio di un treno.
- Ecco l’altro treno!- disse Olga- Dobbiamo sbrigarci, o ci troveranno!!-
Il rumore di un fucile che veniva caricato fece sobbalzare i ragazzi e li fece voltare.
- Non muovetevi- intimò un militare, puntando loro l’arma contro- se non volete morire, vi consiglio di non scappare! Ho abbastanza proiettili per tutti… avanti, camminate-
- Adesso è davvero finita- gemette Irina, sentendo le lacrime rigarle il volto arrossato dal freddo
Il soldato spinse i ragazzi verso il nuovo treno e li obbligò a salire, continuando a minacciarli con il suo fucile; ben intenzionato a non arrendersi, Ren colpì il soldato e tentò la fuga.
- Puoi scordarti che io mi arrenda!- esclamò
Altri soldati, però, gli furono addosso in pochi secondi… con coraggio, il giovane tentò di sfuggire anche a loro, ma uno lo colpì con il calcio del fucile in pieno stomaco.
- Ren!- gridò Yelina, correndo da lui, seguita a ruota da En
- Accetta il mio consiglio- sibilò il militare che lo aveva colpito- non tentare altri colpi di testa! O pagherete tutti-
- Stiamo calmi- intervenne Ivan, tentando di mediare- nessuno ci proverà più, questo è certo-
- Lo spero-
Con vari spintoni, i soldati costrinsero i ragazzi ad entrare in un vagone, che venne poi sorvegliato da ben quattro militari e chiuso a chiave; i finestrini erano stati sbarrati con assi di legno, dall’esterno e il portello sul tetto bloccato da una catena.
- …non è giusto, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto!!- singhiozzò Irina
Olga tentò di calmarla, abbracciandola.
- Tesoro, calmati- le disse dolcemente- purtroppo non possiamo farci più niente…-
Yelina e compagni iniziavano ormai a rassegnarsi, dato che il treno era partito, ma ancora non sapevano che, il destino, si era ritagliato un ruolo nella storia.
- Che succede?- domandò improvvisamente Ren- Sentite anche voi questo rumore?-
- Sì, è molto strano- confermò Mik- che accidenti è?!-
- E questo odore di bruciato?- incalzò En, annusando l’aria
- Zitti- sbottò Ivan, tendendo le orecchie- sono le rotaie… deve anche aver iniziato a piovere. Sono sicuro, però, che il rumore sia il cigolio delle rotaie! Tuttavia, non è il solito cigolio… e l’odore sembra quello di ferrò surriscaldato e poi bagnato-
- Quindi?- domandò un compagno
- Vuoi stare zitto?!- ringhiò Ivan, avvicinandosi ad un finestrino- Il treno oscilla troppo, non è normale… non mi piace per niente-
D’improvviso, il treno fece udire uno stridio fastidiosissimo e dalle fessure dei finestrini si videro delle grosse scintille; dopo qualche istante, il vagone iniziò ad inclinarsi su un lato.
- Che succede?!- strillò Irina, tenendosi ad Olga
- Stiamo deragliando!- urlò Ivan- Tenetevi a qualcosa!!-
En perse l’equilibrio e rischiò di cadere, ma Mik l’afferrò per un polso, tenendosi stretto ad uno dei sedili… Ivan corse da Olga e Irina, mentre Ren tenne ben stretta tra le braccia Yelina. Come previsto da Ivan, il treno uscì dalle rotaie e si rovesciò su un fianco; mentre tutto succedeva, Ren fu l’unico a tenere gli occhi aperti. L’ultima cosa che vide fu la mano della sorella, tesa verso di lui.

Nessun commento:
Posta un commento