giovedì 3 febbraio 2011
Covasna-parte 7-
I due fratelli si scambiarono un'occhiata perplessa.
- Secondo la leggenda locale, Covasna venne fondata all'epoca del Conte Vlad, detto l'impalatore e pare che fu proprio lui a volerne la costruzione. A causa della malvagità e della sete di sangue del conte, la città venne maledetta... pare che Covasna fosse frequentemente presa di mira da creature demoniache di ogni sorta! Dopo quasi cinquant'anni dalla fondazione, alcuni uomini coraggiosi del villaggio decisero di mettere fine a tutto, affrontando le creature che infestavano i boschi di confine; non potende scinfiggerle, le confiniarono proprio in quei boschi. Molti credono che quelle creature si trovino ancora lì e che per questo la gente che si avvicina muore-
- Che paura!- gemette En- Io odio i racconti dell'orrore!-
- Che fifona!- la prese in giro il fratello- Yelina, ma tu credi a questa leggenda?-
- Be', delle persone sono morte, ma potrebbero essere anche solo lupi...-
- Ah, lupi!- esclamò Ren, divertito- Dai, non sono mica stupido... questo posto sembra il set del film "the village"!-
- Peccato che sia reale, non un set- ribattè amaramente Yelina
- Perchè non andate via, allora- sbottò En- Questo posto è un mortorio!-
- Per andare dove? La città più vicina è Costanza, ma... siamo gente semplice, per fare armi e bagagli e andare via ci vogliono molti soldi-
- Pensi che su di voi gravi ancora quella maledizione?- intervenne Ren
- Può darsi- rispose Yelina- però, vedi, ciò che fa pensare che sia così, è un fatto accaduto dieci anni fa... un incidente in cui morirono molte persone-
Ren attese il proseguo della storia, mentre En si tappò le orecchie per non sentire, o quella notte avrebbe avuto incubi orrendi.
- Dai, basta!- gridò, spazientita- Non potete parlare di altro?-
- Falla finita tu, En- la rimbeccò il gemello- incidente, dicevi?-
- Non proprio, in realtà...-
La frase di Yelina venne interrotta bruscamente dal rumore della porta d'ingresso che si spalancava: un uomo anziano, grande e grosso, piombò in salotto con un fucile a canne mozze in mano.
- Tranquilli, è mio nonno- parlò Yelina- nonno, loro sono i nipoti dei Kamishiro...-
L'uomo li squadrò con occhi sottili, poi posò a terra l'arma.
- Perchè diavolo sono qui?- tuonò, in rumeno
- Si sono persi e...-
- Stupidi!-
- Nonno, non essere maleducato!- lo rimproverò la nipote- Anche se non capiscono quello che dici, il tono è chiarissimo...-
- Piuttosto, che accidenti faceva di nuovo qui il giovane Tereshenko?-
- Il suo fucile era rotto, gli ho dato uno dei nostri-
L'uomo brontolò qualcosa d'incomprensibile e uscì di nuovo, sbattendo l'uscio.
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