venerdì 11 febbraio 2011
Covasna-parte 12-
Pochi minuti dopo, il corridoio si era già svuotato e dell'accaduto non vi era più traccia. Tutti gli studenti erano rientrati nelle aule.
- Yelina, cos'è successo?- domandò Ren alla rumena
- Capita spesso... è che, a volte, Ivan non riesce ad evitare di farsi coinvolgere!-
- Ivan è il nostro compagno, vero?-
- Sì, Ivan Danilov. So che sembra un teppista, ma non è cattivo!-
- Gli piace fare il duro, eh?-
- Già, se c'è da menare le mani non si tira indietro...-
Ren rise di gusto.
- Ero come lui, alla mia vecchia scuola- disse- non che io fossi un attaccabrighe, solo reagivo se venivo provocato! Soprattutto quando se la prendevano con mia sorella...-
- Ho capito- fece Yelina, osservandolo- infatti non mi sembravi uno come Ivan! Hai parecchio autocontrollo, direi-
Ren annuì e Yelina tornò al suo banco.
- Se tu e tua sorella passate al bar, dopo la scuola, vi faccio avere gli appunti in inglese- parlò, sistemandosi lo zaino sotto il banco
- Grazie mille! E scusa per il disturbo... piuttosto, tu lavori tutti i pomeriggi?-
- Dipende se Boris ha bisogno di me-
Prima che Ren potesse chiederle di uscire il primo pomeriggio libero che aveva, arrivò Mikahil, che gli lanciò un'occhiataccia.
- Sei al mio banco- gli fece notare, parlando in inglese
- Ah, scusa... ehi, anche tu parli inglese come Yelina!- si stupì Ren
- Poco e non mi piace-
Guardandolo di traverso anche lui, Ren si alzò dalla sedia; non capiva come Yelina riuscisse a sopportarlo, era sgarbato, scorbutico e arrogante.
- Ren- lo chiamò Yelina, voltandosi- passate non prima delle cinque-
- Va bene-
Ren osservò accigliato il suo banco, decisamente mancava qualcosa.
- Dov'è mia sorella?-
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