mercoledì 19 gennaio 2011
Covasna-parte 5-
- Abiti tanto lontano da dover andare con l'autobus?-
- Potrei anche fare la strada a piedi, ma di sera non mi fido...sarebbero una ventina di minuti al buio, come vedi i lampioni sono pochi, inoltre sono stradine sterrate-
L'autobus rallentò nei pressi di un cartello semi piegato e aprì le porte, facendo scendere i tre ragazzi, gli unici passeggeri rimasti. Yelina aveva ragione, la stradina buia e stretta che dovevano percorrere era priva d'illuminazione... mentre il mezzo tornava indietro, En s'accorse della vicinanza con il famigerato bosco.
- Non manca molto, ma la strada è un po' in salita- avvertì Yelina
Ren ed En seguirono la nuova amica, oltrepassando cespugli, alberi e arbusti, fino a quando non si ritrovarono all'aperto e, davanti, a loro, si stagliarono le sagome nere di due abitazioni, la prima a poca distanza da loro, con un capanno sul retro e l'altra, ancora più grande, quasi all'entrata del bosco.
- La casa del matto...-mormorò Ren, osservando la seconda casa
- Esatto- confermò Yelina, pacata- quella è casa mia e il matto è mio nonno...venite-
- Fantastico- pensò En, sospirando
Più si avvicinavano alla casa e più En pensava che Yelina dovesse abitare in una specie di baita che le ricordava Heidi, con la sola differenza che la baita di Heidi non era cupa e minacciosa come quella della ragazza.
Arrivati davanti al grosso portone di legno, Yelina prese le chiavi dalla borsa e aprì... dall'interno dell'abitazione uscì qualcosa che si lanciò verso i due fratelli.
- Stai giù, Dracula!- ordinò Yelina ad un grosso cane nero e scodinzolante
La bestiola, udito il tono della padrona, smise d'agitarsi e andò verson Ren con calma, lasciandosi accarezzare sul muso.
- Che bel cagnolone!- esclamò il giovane- Ti chiami Dracula? Allora, ciao, Dracula!-
- Il cane mi ha spaventata- brontolò En, chinandosi per accarezzare l'animale
- Mi dispiace- si scusò Yelina- Dracula è buono, voleva solo farvi le feste... coraggio, accomodatevi in casa, qui fuori fa freddo-
Richiamò il cane ed entrò in casa, facendo strada ai due ospiti: l'ingresso dava un senso di calore, con le pareti di un color mogano avvolgente e il salotto in stile ottocentesco, con i mobili di legno antico, il camino in pietra vista e la moquette era molto accogliente. Yelina fece appoggiare le giacche ai ragazzi su una vecchia sedia a dondolo e prese alcuni ciocchi di legno vicino alla porta, gettandoli nella bocca del camino.
- Il telefono è vicino alla porta, sul tavolino vicino alla sedia a dondolo- disse senza voltarsi, intenta ad accendere il fuoco
- Grazie- rispose Ren, afferrando la cornetta bianca dell'apparecchio
Mentre Ren telefonava agli zii, Yelina finì di accendere il fuoco, andò in cucina e preparò il pasto ad un impaziente Dracula, distratto da En.
- A parte il nome, è carino! Yelina, scusa, perchè lo hai chiamato così?-
- Mi piaceva-
La rumena tornò in salotto con la ciotola di Dracula colma di cibo e osservò Ren con la coda dell'occhio.
- Tuo fratello ci prova sempre con la prima che vede?-
- Oh, no no! Si vede che gli sei piaciuta subito...-
- (...)-
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