venerdì 14 gennaio 2011
Covasna-parte 2-
Il locale in cui misero piede era piccolo e piuttosto affollato e perfettamente in linea con il resto dela città: vecchio e lugubre. Non appena varcarono la cupa soglia, tra i clienti ci fu un brusio concitato e tutti si volsero a guardarli.
- P-perchè ci fissano?-mormorò En, stringendosi al braccio del gemello
- Forse perchè siamo stranieri- ipotizzò Ren, avanzando verso il bancone con una tranquillità che constrastava visibilmente con l'agitazione della sorella
Il barista, un uomo robusto e panciuto di mezz'età, intento ad ordinare una pila di bicchieri, notò i due giovani e si rivolse loro in rumeno.
- Che sta dicendo?- chiese En- Non capisco una parola!-
Il fratello tentò di comunicare in inglese, ma come risposta ottenne un'espressione perplessa; frugò allora frettolosamente nelle tasche interne del giaccone, alla ricerca della sua guida. La consultò velocemente e disse qualcosa in rumeno (o così gli parve, poichè uscirono dei suoni davvero bizzarri dalla sua bocca). L'uomo lo ascoltò, poi scomparve nel retro del locale.
- Che gli hai detto?-
- Che non parliamo la sua lingua... credo-
- Credi?!-
In quel momento udirono l'uomo urlare qualcosa dal retro del locale e subito, al suo posto, comparve davanti ai gemelli una bellissima ragazza. Aveva i capelli sopra le spalle, castani e lisci, un viso pallido, sottile e delicato e occhi celesti.
- Salve- si rivolse loro in un inglese quasi perfetto- cosa posso servirvi?-
Il suo tono era di una cortesia piuttosto fredda e il suo sguardo non pareva più indulgente.
- Parli inglese?- si stupì Ren- Sei la prima che troviamo!-
- Anche se non siete i primi forestieri che vengono qui, pochi parlano inglese- rispose
- Parlerà degli zii- disse En, più rivolta a se stessa che a qualcuno
- Siete i nipoti dei Kamishiro?-
- Esatto! Io sono Ren e lei è mia sorella En-
La giovane li osservò qualche istante, poi tornò al discorso precedente.
- Cosa vi porto?-
- Uhm... sorellina, va bene un bel tè caldo?-
- Col freddo che fa, puoi scommetterci!-
- Limone o latte?-
- Limone per tutti e due, grazie-
La giovane barista si voltò per preparare l'acqua calda per il tè e prese da sotto il lavandino una deliziosa teiera smaltata, bianca con decorazioni floreali rosse, e due tazze semplici, con una scritta che doveva pubblicizzare il bar.
- Ren...-ringhiò En, beccando il fratello a sbirciare il fondoschiena della ragazza
- Ehm, come si chiama il bar?- domandò il ragazzo, ignorando gli sguardi di rimprovero della gemella
- Crown- rispose la barista, senza voltarsi
En scosse il capo, ma Ren ricordò che "Crown" era il nome della locanda citata nel romanzo di Stoker, "Dracula", dove si era fermato Arker mentre si recava dal conte.
- Certo che è bella, vero?-
- Cosa? La barista o la città?-
- No no, la barista! Questo posto è inquietante... compreso il nome del bar-
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