sabato 11 dicembre 2010

Verso casa-parte 1-

- Questo lo vedremo- lo rimbeccò Vee- Ran, porta la spada a Leara!- Mentre Ran mi raggiungeva, diedi un'occhiata a Ki: era ancora a terra e cercava disperatamente di evitare che la katana di Kairone lo infilzasse come uno spiedino. - Forza, Leara, portala a Ki- mi disse Ran, consegnandomi l'arma Annuii con decisione e iniziai a correre verso i due contendenti. Nel frattempo, persa ogni altra possibilità, Naru diede l'ordine di sparare su Vee, senza badare a lui... una raffica di proiettili venne scaricata dai fucili dei soldati imperialia. -... corri, Leara, non voltarti e non fermarti!- mi urlò Ran Chiusi gli occhi e continuai a correre; sapevo che Vee stava bene, ne ero certissima, doveva essere così. Quando mi vide arrivare, Kairone smise di fendere e alzò gli occhi su di me. Sorridendo, mi si fece incontro. - No, lei no!- esclamò Ki, alzandosi subito nonostante il dolore al petto Kairone continuò ad avanzare con passo sicuro, ma non mi lasciai intimorire e proseguii anch'io, fronteggiandolo. Quando fummo vicini, l'uomo tentò di colpirmi. - Non sono così idiota come credi!- gli gridai Mi arrestai bruscamente, lasciandolo un attimo di stucco, poi lo aggirai sulla sinistra; ormai lanciato con il braccio destro in avanti, Kairone mancò il bersaglio e barcollò. Io terminai la mia corsa andando praticamente a sbattere contro Ki. - Tieni- ansimai, dandogli l'arma - Grazie... ora allontanati, per favore- Mi spostai di lato e Ki andò incontro a Kairone... le loro lame cozzarono, più e più volte, mandando in aria scintille. - Te la cavi- fu costretto ad ammettere Kairone- ma ti manca l'esperienza!- Con incredibile maestria, l'uomo lo disarmò e lo colpì allo stomaco con un calcio, mandandolo nuovamente a terra. Ki scrollò il capo, cercando di mettersi a sedere: la situazione era disperata, lo sapeva, ma fu in quel momento che ebbe l'idea giusta. - Fine dei giochi- sibilò Kairone, lo sguardo luccicante - ... sì, hai ragione!- Ki prese un po' di sabbia e detriti di cui era ricoperto il terreno e li gettò in faccia all'imperatore, che indietreggiò, ululando di dolore e rabbia. Afferrò repentinamente la katana accanto a lui e lo trapassò da parte a parte, all'altezza del cuore. - Sì, adesso sono davvero finiti...- mormorò

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