martedì 14 dicembre 2010

Le avventure del giovane Ford-l'inizio-: James Ford ritorna a Londra

La sterminata, moderna e prodigiosa America pareva a James Ford solo un'illusione, nonostante l'avesse lasciata da pochi giorni. Lo "zio Sam" gli strizzava l'occhio da oltre mare, come un sogno lontano... e invece, ora aveva davanti ai vispi occhi blu la solita grigia, piovosa, umida e verdeggiante Londra. Eppure era estremamente piacevole quella sensazione familiare e tiepida che lo avvolgeva: essere a casa. La sua assenza era durata ben cinque anni e molto della capitale inglese gli era nuovo e sconosciuto, tuttavia le affollate strade del centro, Piccadilly Circus, Soho e tutti gli altri quartieri parevano volergli dare il loro personale bentornato, mostrandogli l'aspetto che da molti era amato e da altri detestato; quello della città più multietnica e sudicia del vecchio continente. I residui di fine secolo non erano ancora scomparsi del tutto. Londra sembrava incredibilmente piccola, se paragonata alle gigantopoli americane! Tutta quella umanità in fermento, però, era la stessa e aveva il medesimo effetto positivo e rigenerante, lo metteva di ottimo umore. Tutti conversavano vivacemente, nelle strade, fuori dai negozi, negli eleganti caffé e nelle sale da tè, davanti ai taxi in attesa e sui balconi delle abitazioni. Ma con quell'accento caro a chi, come James, rimetteva piede sul suolo patrio dopo una lunga assenza. - Non è cambiato quasi niente- si disse, guardandosi attorno Avrebbe desiderato restare a fissare la vita londinese, catturarla in un'istantanea, ma aveva cose più urgenti: trovare casa e trovare lavoro. La sua decisione di ritornare in Inghilterra aveva sconcertato tutti, ad Harvard, poichè i suoi docenti avevano sperato che il giovane rimanesse nella terra delle opportunità, così piena di risorse. Invece no, James aveva deciso di far ritorno a casa e iniziare tutto da lì, così com'era finito anni prima. - Gli affitti sono carissimi- pensò, imboccando Baker Street- se non trovo un impiego, dormirò sotto un ponte!- Che lavoro avrebbe potuto trovare un quasi ventitreenne neolaureato ad Harvard? Si fermò un istante per allacciarsi una scarpa e, quando rialzò gli occhi, alla sua destra notò un edificio vestusto, col portone spalancato; non resistette alla tentazione di entrare, con la speranza di trovare qualche appartamento economico. Salì una lunga scalinata di legno consumato e marcescente e si ritrovò davanti un corrdoio, alla fine del quale stava una porta. - Questo edificio andrebbe ristrutturato- pensò- cade a pezzi! E lo stile vittoriano non è più di moda, ormai...-

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