venerdì 12 novembre 2010

L'arrivo nella Capitale-parte 2-

Archivio Nazionale di Nuova Babilonia Una cupa oscurità ammantava l'alto palazzo che ospitava l'archivio della Capitale come un nero sudario e l'assordante silenzio che proveniva dalle strade faceva da cornice. Non una luce fendeva le tenebre, non un rumore alterava quel silenzio: tutto era immobile e muto. L'edificio grigio si stagliava nella notte come un faro su una scogliera e bucava un cielo senza stelle né luna, mentre una leggera e umida nebbiolina accarezzava i piani inferiori e il terreno. Qualcosa, però, si muoveva con cautela in quella foschia: era Ki, che prudentemente si avvicinava al palazzo. Quando fu certo di essere solo, uscì dall'ombra di alcuni esercizi e osservò l'edificio, alzando lo sguardo più che potè; era alto ben dodici piani e ognuno conteneva una sezione dell'archivio. Dal momento che ogni piano ospitava documenti catalogati per nome, in ordine alfabetico, era molto probabile che gli annali bellici si trovassero al piano terra, nella scansia dei volumi inizianti con la lettera "A". Non era sicuro di questo, ma era il ragionamento più logico che chiunque avrebbe potuto fare. Non vi era modo di penetrare nell'archivio, se non disattivando il sistema di sorveglianza computerizzato. Il quadro di controllo si trovava all'interno dell'edificio e per raggiungerlo bisognava prima riuscire ad entrare... farlo senza essere scoperti, tuttavia, era piuttosto semplice: l'archivio era stato ricavato da un antico palazzo, uno dei pochi della Capitale, ed aveva ancora la griglia del condotto di aerazione. Passando per quel condotto si poteva entrare senza far scattare l'allarme, ma, una volta dentro, era necessario disattivare i sistemi di sorveglianza il più in fretta possibile. - Penso che Leara mi perdonerà, per averle preso questa- mormorò Ki, tirando fuori dalla tasca dei jeans una delle mie mollette per capelli La utilizzò per svitare le quattro viti che tenevano inchiodata al muro la grata del condotto, la quale venne poi appoggiata con delicatezza a terra. Sbirciò nel buio del tunnel di rame e gli scappò un'imprecazione. - Maledizione!- ringhiò- E' troppo stretto per passarci...- - ...forse è la punizione per avermi fatto preoccupare!- Ki sussultò e si voltò di scatto, trovandosi me alle spalle, le mani sui fianchi e un'espressione imbronciata sul viso. - Leara...- - Leara un accidente! Lo sai quanto mi sono spaventata? E non solo io...- - Scusami, hai ragione ad essere arrabbiata con me. Ma che ci fai qui?- - Speravo che fossi qui. Ran è rimasto al motel ad aspettare Vee, che era venuto a cercarti! Gli ho detto di raggiungerci. Allora, il passaggio è troppo stretto?- Sbirciai il condotto e mi accorsi che, in effetti, una persona di altezza e corporatura medie come Ki non ci sarebbe mai passata. - Dovrò rivedere la mia strategia- disse, pensieroso - No, perchè?- ribattei- Io dovrei passarci! Entro e poi ti apro- - Leara, è troppo pericoloso... non sai neppure come disattivare gli allarmi!- - Ma tu ci avrai pensato, no? Dimmi come fare, seguirò le tue istruzioni- - E va bene. Tieni, prendi con te la piantina dell'edificio-

Nessun commento:

Posta un commento