mercoledì 3 novembre 2010

L'arrivo nella Capitale-parte 2-

- A piedi è pericoloso- disse Ki- dovremmo almeno essere sicuri di trovare un posto per la notte, dato che si sta già facendo buio- - Ci sono un mucchio di alberghi- intervenne Ran- l'unico problema è che costano troppo!- - In ogni caso non ci farebbero entrare- sospirai- non hai visto? E' pieno solo di Abitanti come te, Ran- Ran annuì e si guardò attorno, osservando la gente ben vestita che passeggiava. - Nemmeno nella mia città ho mai visto tanti nobili- mormorò Rimanemmo tutti in silenzio a riflettere, ma le nostre meningi non ci aiutavano ad avere buone idee... quando ormai pensavamo di tornare indietro, Ki scese di colpo dall'auto. - Credo di aver avuto un'idea- disse, a bassa voce- ma dobbiamo dividerci i compiti- Io e Ran dovemmo avvicinarci di più e tendere le orecchie per sentire quello che diceva, tanto il suo tono di voce era flebile. - Ran, ho bisogno che tu vada in un qualsiasi negozio di souvenir e che acquisti una pianta della città- continuò- sei l'unico che può farlo senza problemi. Vee, tu aspettalo e, quando sarà tornato, cercate un piccolo hotel in periferia... anche un affittacamere o un motel vanno bene! Guardate che ci sia un ampio parcheggio, possibilmente sul retro. Leara, tu verrai con me, ho bisogno del tuo aiuto per fare una cosa- - Va bene- acconsentì Ran- ma a che ci serve la cartina?- - Per sapere esattamente dov'è ubicata la biblioteca- rispose Ki - E per l'hotel?- intervenne Vee- Anche se lo troviamo, per quanto squallido, dubito che avremo soldi a sufficienza per permettercelo!- - A questo penseremo io e Leara. Ci ritroviamo qui tra un'ora- Anche se non avevo capito le intenzioni di Ki, lo seguii in città senza troppe domande. Mentre ci mescolavamo alla folla, mi accorsi che stavo rimanendo indietro. Tutte quelle persone spingevano e mi urtavano... volevo chiamare Ki e dirgli di aspettarmi, ma lui, quasi se ne fosse accorto benchè non avesse girato lo sguardo indietro, rallentò e mi afferrò la mano. - Grazie- gli dissi - Non lasciare la mia mano, non dobbiamo separarci- si raccomandò - Va bene. Senti, cos'è che dobbiamo fare?- - Ho visto una banca, qui vicino... andiamo a prelevare soldi- - Ma... come, scusa? Nessuno di noi ha un conto!- - Lo so, infatti non useremo i metodi tradizionali- Giungemmo alla banca in pochi minuti e lessi il cartello all'entrata: l'orario di chiusura era ormai prossimo, mancavano pochi minuti. L'interno era vuoto e gli impiegati stavano già iniziando a chiudere gli sportelli. - Ascoltami, adesso dovrai fare una cosa per me- mi disse Ki, parlando sempre pianissimo - Cosa?- gli chiesi - Sei capace di fingere di star male?- - Eh? Penso di sì... perchè? Devo farlo?- - Esatto. Ora entreremo... quando te lo dirò, gettati a terra e fingi di sentirti male, intesi? Distrai i bancari per un po', finchè non mi vedi tornare- Lo fissai un momento, seria. - Rapiniamo la banca?- domandai in tono tranquillo, come se fosse una domanda qualsiasi - Sì, esatto- confermò

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