martedì 23 novembre 2010

La città sepolta-parte 4-

- Che stai facendo?- Ki si avvicinò a me, intenta a scribacchiare qualcosa su un blocco da disegno, seduta alla finestra della stanza di motel. - Faccio uno schizzò dei due stemmi- spiegai, senza togliere gli occhi dal foglio- voglio metterli a confronto e provare a ragionarci sopra!- - La trovo un'ottima idea- commentò, sbirciando il mio lavoro- accidenti, sei davvero brava!- - Oh, grazie... ma è solo uno schizzo!- - Hai un'ottima memoria visiva. Dimmi, hai già qualche teoria in proposito?- - Be', diciamo che sono quasi sicura che il drago e l'aquila siano entrambi simboli di potere... ma fino a qui ci potrebbe arrivare anche uno stupido! Voglio dire, l'aquila d'oro di Giulio Cesare, il dragone simbolo dell'impero cinese... sono tutti emblemi importanti di personaggi o nazioni potenti e rispettate. Mi segui? Detto questo, mi viene da pensare che il tuo tatuaggio sia un segno di riconoscimento- - Un marchio, vuoi dire?- - Sì, ma non di fabbrica! Scherzi a parte, io la penso così. L'altro stemma, invece, d'evessere l'araldo di un casato- - Sì, fino a qui fila... ma come sarebbero collegati, secondo te?- Prima di rispondere posai blocco e matita a terra. Ki aspettò pazientemente che proseguissi, senza fiatare. - E' interessante?- gli chiesi, sorridendo- Mi fai un sacco di domande!- - Certo- rispose- mi piace ascoltare quello che dici, quindi vorrei arrivare in fondo al tuo ragionamento- - Ok! Ecco, io penso che i due animali siano un po' la stessa cosa... mi spiego: credo che siano due modi differenti di rappresentare lo stesso concetto- - Quale concetto?- - Nobiltà- Ki osservò la pioggia scrosciare fuori dalla finestra e gli edifici annegare in essa, come scogli lambiti dalle onde del mare. - Pensi che io appartenga ad un casato nobiliare?- mi chiese - Sì. Perchè non potresti, scusa? Meglio non escludere nulla, dato che non sappiamo nulla- - Nobile, eh? Al momento sono un vagabondo!- - Nessuna delle due cose esclude per forza l'altra- All'improvviso si voltò verso di me. - Lo sai, la tua semplicità è illuminante- osservò, sorridendo - Be', pensare semplice è meglio- dissi- la gente ragiona sempre im modo troppo contorto!- - Se anche tu avessi ragione, che fine ha fatto il mio casato? E' decaduto?- Staccai il foglio con i disegni dal blocco e lo piegai in quattro. - Per questo andremo in biblioteca col disegno- dichiarai- consulteremo tutti i libri possibili! Se troviamo l'origine di questi simboli, ritroveremo anche le tue radici...-

1 commento:

  1. niente male la ragazzina....spero proprio che riesca a scoprire finalmente la vera identita' di Ki!!!!!

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