mercoledì 24 novembre 2010
Cap.XII: Legami
Per due giorni consecutivi, la pioggia continuò a scrosciare incessantemente sulla Capitale, piccoli dardi d'acqua che piombavano al suolo e si trasformavano in cerchi concentrici. Il cielo era talmente uggioso e cupo da far sembrare le gonfie e livide nuvole temporalesche creature immaginarie pronte ad inghiottire il cielo in un sol boccone.
Non ci eravamo mossi dal motel per tutto quel tempo, anche per far calmare le acque: dopo la faccenda dell'archivio e della banca non era il caso di destare altri sospetti. La noia e l'impazienza iniziavano a divorarci, volevamo mettere il naso fuori dall'edificio e poterci recare in biblioteca per le nostre ricerche. Il terzo giorno, finalmente, il cielo smise di lacrimare e un timido sole malaticcio spuntò dietro le nubi grigiastre.
Scendemmo in città con la jeep e parcheggiammo al limite della zona pedonale.
- Ci sono molti più soldati in giro- osservò Ran- sapete che vi dico? Che l'incursione nell'archivio deve averli messi in allarme! I controlli sono aumentati paurosamente-
- E' proprio questo il problema, non possiamo muoverci liberamente- disse Vee- sappiamo già che noi saremo i primi ad essere sospettati! E solo perchè abbiamo gli occhi rossi...-
- Questo ci rallenta, è vero- ammise Ki- ma non deve fermarci-
- Io credo di avere avuto un'idea- sbottai- dal momento che tre di noi non possono muoversi senza destare sospetti, mandiamo avanti Ran! Lui è un Abitante, non avrà problemi-
- Giusto!- esclamò Ran- Ragazzi, fidatevi di me, ok? Andrò io! Inoltre, mi so muovere bene nelle biblioteche, anche se dovessi cercare da solo, come ogni studente che si rispetti-
- Mi sembra una buona idea- sentenziò Vee
- Tentiamo- assentì Ki
Passai al mio amico il foglio con i disegni e lo seguii con lo sguardo mentre scendeva dalla jeep e s'incamminava tranquillamente all'entrata della biblioteca. I soldati di guardia non lo degnarono di uno sguardo.
- Maledetti bastardi- imprecò Vee tra i denti, scuotendo il capo- mi fanno venire il voltastomaco, sono solo degli stronzi!-
Ki annuì gravemente e io sospirai: se fosse entrato uno di noi tre, sarebbe stato perquisito e interrogato, forse addirittura con medoti pari a quelli dell'Inquisizione spagnola.
- Non cambierà mai nulla- pensai
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