mercoledì 22 settembre 2010
Fuga nella notte-parte 3-
Giunsi nella zona degradata dei quartieri popolari, ai margini della città, che ancora la luna non risplendeva nel cielo. Una desolazione inquietante avvolgeva le case addormentate, tanto che pareva di trovarsi in una città fantasma. Nonostante il luogo fosse praticamente deserto, qualche animale selvatico rovistava nella spazzatura alla ricerca di cibo e fu proprio un cane radagio che, rovesciando un bidone, mi fece spaventare a morte.
- Accidenti... che spavento!- gemetti- Devo cerare di restare calma-
Feci un respiro profondo e ripresi a camminare tra le pozzanghere e i rifiuti, cercando di non fare rumore: sapevo bene che, una volta superato lo slum, sarei entrata nella zona sorvegliata a vista dai soldati, ovvero il centro cittadino, con i negozi, i locali di lusso e le sfarzose ville dei ricchi possidenti e degli imprenditori, quasi tutti nobili decaduti che avevano fatto fortuna con il commercio o facendo affari col governo.
- Come farò a passare?- borbottai, sbirciando alcuni militari da dietro l'angolo di una casa- forse bisognerebbe conoscere dei passaggi segreti... chissà se Vee ha avuto le mie stesse difficoltà! No, impossibile, scommetto che studiava il modo migliore per svignarsela ogn volta che veniva qui! E poi, lui è andato a sud, mentre io sto andando a nord-
Per un istante pensai di tornare indietro, forse ero ancora in tempo per fare in modo che nessuno si accorgesse della mia fuga, ma scacciai velocemente quell'idea; dovevo proseguire senza indugio. Decisi di tentare in un altro punto, magari cercando quello meno sorvegliato, csì indietreggiai e, senza avere il tempo di accorgermene, colpii una lattina vuota... nel giro di pochi secondi, le guardie s'accorsero della mia presenza.
- Ferma dove sei!- gridarono, puntandomi contro i loro fucili
In preda al panico, mi voltai bruscamente e iniziai a correre, mentre centinaia di proiettili mi sibilavano vicino alle orecchie. Scivolai su una piccola pozza d'acqua e caddi a terra, sbattendo rovinosamente un ginocchio, che iniziò a sanguinare copiosamente. Mi rialzai velocemente, ma la ferita mi bruciava parecchio e non riuscivo a muovermi bene... mentre tentavo di riprendere la mia fuga disperata, infatti, ricaddi in ginocchio a causa del pantano, ma qualcuno mi aiutò a rimettermi in piedi e poi, vedendomi in difficoltà, mi prese in braccio; mentre perdevo i sensi, intravidi solo un volto sfocato, ma distinsi chiaramente un particolare: occhi di un rosso scintillante.
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