giovedì 30 settembre 2010

Curtain Fall-parte 9-

Quella stessa notte, la periferia di Curtain Fall venne letteralmente rastrellata. Le case vennero controllate da cima a fondo, le strade setacciate palmo a palmo: stavano tutti cercando l'unico uomo dagli occhi rossi registrato in città. - Dovete trovarlo a tutti i costi, capito?- tuonò un caposquadra- Sappiamo che fa il meccanico, ha circa 25 anni, sul metro e ottanta, capelli a spazzola e veste con abiti in pelle! Fate attenzione, potrebbe essere pericoloso...- Dalla finestra della sua camera, che dava sulla strada, Ran poteva vedere il brulicare di soldati. - Chissà se Vee se n'è già andato- pensò, affacciato al davanzale- e se non avesse fatto in tempo? Devo assolutamente controllare! Anche se vedessero in giro me, la cosa non dovrebbe insospettirli troppo, credo- Chiuse a chiave la porta della sua stanza e aprì la zanzariera della finestra, cercando di non fare rumore. Sotto di lui, a circa tre o quattro metri, stava il cespuglio preferito della madre. - P-però, è alto- disse, deglutendo- spero di non ammazzarmi!- Prendendo un respiro profondo, scavalcò il davanzale e tentò di scendere, ma mise un piede in fallo e scivolò, cadendo pesantemente sui cespugli. - Ti pareva...- borbottò, alzandosi- che volo, mi sono proprio spiaccicato! Fortuna che non mi ha visto nessuno- Uscì dal cespuglio, si spazzò i vestiti e corse a rotta di collo verso l'estrema periferia della città, sperando di raggiungere l'officina di Vee prima dei soldati. Attraversò tutte le viuzze più anguste e buie, cercando di farsi notare il meno possibile. A volte fu costretto a tornare indietro e cambiare strada, oppure a passare in un vicolo ostruito dalle pattumiere pubbliche, ma proseguì ugualmente e, incespicando, riuscì ad arrivare alla sua meta.

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