mercoledì 22 settembre 2010

Curtain Fall-parte 2-

- Non puoi abbandonarmi, Kei, sei sempre stata con me!- - Io non sono un'assassina, Kairone, e una volta non lo eri nemmeno tu... che ti è successo? Cosa ti ha cambiato?- - Tu non capisci, Kei, io devo lavare via tutto questo sporco!- Da tempo, Kei si era resa conto della pazzia che aveva colpito il fratello, della malattia mentale che lo tormentava, rosicchiandogli il cervello, ma aveva sperato in una ripresa che non era mai avvenuta. Con una certa tristezza ricordò i momenti felici della loro infanzia e li contrappose agli ultimi dieci anni... da quando era scoppiata la guerra, le cose erano andate di male in peggio. Kairone era ossessionato dal desiderio di cancellare la sua razza, di annientare se stesso, o meglio, la parte di lui che lo rendeva diverso, ben sapendo che questo non era possibile, poichè, anche cancellando dalla faccia del pianeta tutti gli abitanti dagli occhi rossi, non avrebbe mai cancellato la sua appartenenza a quella stirpe: i suoi occhi sarebbero rimasti rossi fino alla morte. - La tua follia ti divora, fratello mio. Mi dispiace, ma non posso più stare al tuo fianco- - Kei...- La giovane donna si avviò alla porta, ma quando mise mano alla maniglia, sentì qualcosa di freddo e liscio affondarle nel fianco sinistro. - K-Kairone...- sussurrò, spalancando gli occhi- perchè?- Il fratello affondò ulteriormente la lama del suo pugnale nelle carni della sorella, mentre il sangue gli scorreva sulla mano e cadea sulla moquette a larghe macchie. L'abbracciò forte, chiudendo gli occhi. - Ho dovuto farlo, sorella mia- le disse- così ti ho liberata dalla tua ottusità! Ora mi comprenderai, non è così? Io non sono pazzo, Kei...- - ...mi dispiace, fratello- mormorò Kei, piangendo- mi dispiace d-di... di non averti...- La frase le morì in gola, mentre braccia e testa caddero in avanti, pezolando. - Dei, salvate la sua anima e permettetele di riposare in pace- pregò Kairone, ritirando la lama Lasciò cadere a terra il corpo senza vita della sorella e pulì il pugnale lordo di sangue con un candido fazzoletto di seta bianco, che gettò vicino al cadavere dopo l'uso. - Sta per cominciare una nuova era- disse, dando un rapido sguardo al corpo della ragazza- e sono certo che sarai orgogliosa di me, sorella!-

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