sabato 28 agosto 2010

Parte 13

C'incontrammo tutte e quattro davanti alla locanda, arrivando praticamente nello stesso momento e ci scambiammo le informazioni raccolte. - Ora sappiamo con certezza che gli Akuma sono qui, ma il ponte rimane offlimits! Se tentiamo di passare con la forza, ci localizzeranno e li avremo alle costole prima di giungere al castello- Kiriko aveva ragione, dovevamo trovare un modo meno vistoso per attraversare il ponte. Mentre riflettevamo sul da farsi, mi tornò in mente lo zufolo trovato dai miei amici e nella mia mente iniziò a farsi strada un'idea. - Ragazzi- dissi, interrompendo le loro discussioni- e se lo zufolo che avete trovato non servisse solo a richiamare gli Akuma? Usando una frequenza sonora differente, magari può essere ascoltato anche dai noi esseri umani! Ho pensato a questo: come potevano comunicare tra loro i due guardiani, stando così lontani? Avrebbero potuto usare comunque lo zufolo, ma suonando una melodia diversa, no? Gli Akuma, come i pipistrelli, percepiscono gli ultrasuoni, ma noi umani no... per comunicare dovevano utilizzare una frequenza udibile agli uomini e se qualcuno ha sentito quella melodia, magari può ricordarne le note- - O-ottima i-intuizione, L-Light!- esclamò Aster - Giusto, brava- gli fece eco Killua- qualcuno dei clienti della locanda può aver sentito la melodia e ricordarla! E potrebbe insegnarcela... se riuscissimo ad impararla, potremmo attirare lontano il guardiano e passare senza fare troppo rumore- - Vediamo se è rimasto qualche cliente?- chiese Kiriko Annuimmo e ritornammo dentro l'edificio: l'unico avventore rimasto era un anziano uomo dagli occhi grigi, che indossava un berretto di lana giallo. Se ne stava seduto al primo tavolo sulla destra, col bicchiere in mano e lo sguardo assente. - Ma sarà ancora vivo?- mi bisbigliò Kiriko- Non si muove!- - P-per m-me è u-un p-pò a-andato- commentò Aster - Devi dire che m'inquieta- ammisi - Che fifoni che siete!- sbuffò Killua- E' solo un vecchio mezzo ubriaco!- Dopo quelle parole, decidemmo che sarebbe stato Killua a parlarci e lo spingemmo verso di lui. - Perchè devo sempre farle io, 'ste cose?- protestò- E non spingete, ci vado!- - Bene, allora piantala e parlaci- tagliò corto Kirko Dopo aver guardato male la ragazza, il giovane s'avvicinò cautamente verso di lui. - S-scusatemi... ehm, signore, mi sentite?- L'uomo non accennò al minimo movimento e Killua si voltò verso di noi. Ci scambiammo una rapida occhiata, poi gli facemmo segno di ritentare. - Sentite signore... mi dispiace disturbarvi, però dovrei farvi una domanda. Avete mai sentito la melodia di questo zufolo?- gli domandò, mostrandogli l'oggetto L'uomo, come risvegliatosi dal sonno, alzò improvvisamente la testa, facendo sobbalzare Killua. - La melodia del diavolo!- esclamò gravemente - Cosa? Non so cosa sia, ma io ho bisogno d'impararla- - Per quale ragione, ragazzo?- - Io e i miei compagni ne abbiamo bisogno per attraversare il ponte e arrivare al castello- L'anziano posò il bicchiere e prese lo zufolo dalle mani del ragazzo, iniziando a suonare una melodia piuttosto particolare. - Ecco, queste sono le note. Ho udito spesso il suono di questo zufolo, di notte... sono i servi del diavolo che comunicano tra loro!- Killua fece un sorriso e riprese lo zufolo. - Grazie mille, signore. Ragazzi, siamo a cavallo! Però, chi di noi suonerà?- - P-posso f-farlo i-io... s-so g-già s-suonare i-il f-flauto- - Non perdiamo tempo allora- disse Kiriko- l'alba si avvicina e dobbiamo finire il lavoro entro questa notte, come stabilito o il nostro esame non lo passeremo mai!-

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