domenica 30 maggio 2010

KV55 e Re Tut: il mistero (forse) svelato

Dopo anni di ricerche e supposizioni, finalmente viene svelato uno dei misteri che circondano la KV55: il segretario del Consiglio Supremo per le Antichità Egiziane Zahi Hawass ha svelato con gioia uno degli enigmi più intriganti della storia egiziana. Dopo attente analisi da parte di esperti di tutto il mondo, che con tenacia hanno elaborato il DNA estratto dalla mummia ritrovata nella tomba, si è finalmente certi che si tratta di Akhenaton, "il faraone eretico". I risultati sono arrivati anche grazie alla comparazione del DNA con quello di Tutankhamon, il quale è stato confermato come figlio di Akhenaton. L'intento di Hawass era quello di ricostruire l'albero genealogico della famiglia del re fanciullo e uno dei primi passi era stabilire chi fosse il padre; a pochi chilometri da Amarna, in un magazzino, sono stati ritrovati due blocchi di pietra combacianti, scoperti nel 1938 da una equipe tedesca e poi abbandonati durante la guerra e mai più studiati. Questi blocchi, databili con certezza all'epoca di Akhenaton, recano la frase "il figlio del re, del suo corpo... il suo amato Tutankhaten". Se trovare il padre è stata un'impresa ardua ma soddisfacente, lo stesso non può essere detto per la madre. Tra le varie ipotesi, una delle più accreditate vedeva Kiya come madre del giovane re: sposa secondaria ma di grande rilievo, poichè definita "l'amatissima" (forse straniera), sembra sia morta proprio nel 12° anno di regno di Akhenaton, quando nacque Tutankhamon. Alla sua scomparsa, la "madre" del giovane principe divenne Maya, la sua balia, alla quale Tutankhamon concesse (probabilmente per affetto verso di lei) una tomba opulenta.

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