domenica 22 novembre 2009

Zero-parte 9-

- Ma perchè devo prendere questa roba?- borbottai, camminando per il corridoio del primo piano Dopo l'ultima visita all'infermeria, la dottoressa mi aveva prescritto una medicina più forte di quella precedente, non essedo a conoscenza del fatto che le mie emicranie non erano vere patologie, bensì erano causate dai miei tentativi di accedere alla memoria cancellata. - Ciao, Hinatsu- Mi fermai a pochi passi dall'infermeria e vidi venire verso di me Sogo Kokubunji. - Kokubunji-senpai!- esclamai, sorpreso- Ti sei fatto male anche oggi?- - No, no... devo prendere alcune aspirine, tutto qui. E tu?- - Medicine contro il mal di testa- Il senpai sorrise ed entrambi entrammo nell'infermeria; l'infermiera, seduta alla sua scrivania, alzò la testa e ci vide. - Avete bisogno di qualcosa, ragazzi?- ci domandò gentilmente - Io devo solo prendere delle aspirine- rispose il senpai - Invece, io ho bisogno delle pastiglie scritte su questo foglio- Porsi il foglietto della dottoressa Kazama all'infermiera, che lo lesse e annuì col capo. - Non le ho qui, purtroppo- mi disse- vado un attimo in magazzino a vedere e torno, ok?- La donna si alzò dalla sedia e uscì dall'infermeria. - Se ne è andata- sospirò Kokubunji-senpai- poco male, mi servirò da solo!- L'osservai frugare nel solito armadietto dei medicinali, come rapito da ogni suo movimento... quando si mosse per aprire lo sportello, il suo profumo mi travolse letteralmente, facendomi girare la testa. - Ti serve altro, oltre alle pastiglie?- - C-come?- - Se ti serve altro, già che sono qui ti passo quello che ti serve!- - Ora che ci penso, passami il flacone blu, quello alla tua sinistra- Il giovane trovò il flacone, richiuse l'armadietto e mi passò l'oggetto; fu in quell'istante che, per la prima volta, le nostre mani si sfiorarono. - Tieni, prendi- mi disse, nel solito tono caldo e gentile - Grazie...- risposi, col cuore in gola Sorridendo, il senpai mi prese la mano prima che potessi allontanarmi troppo da lui. - Aspetta, non scappare... dimmi una cosa, Hinatsu, io ti piaccio?- - C-che? Non capisco cosa intendi!- - Perché, vedi... tu mi piaci molto. Davvero- - Ma tu, non dici sempre che non provi interesse per le persone?- - Certo, perchè gli esseri umani sono meschini e ti deludono sempre... ma tu sei diverso! Inoltre, tu per me non sei "le persone"- Ero in subbuglio a causa delle parole del senpai e mi sembrava di avere la febbre. - Non riesco bene a capire...- - Hai ragione, scusa, ti sembrerò incoerente! Le persone non m'interesessano, m'interessi tu...- Il senpai mi osservò con sguardo dolce e strinse più forte la mia mano nella sua. - Senpai...- - No, non senpai! Chiamami Sogo, ok? E poi... posso baciarti?- - Sì, che puoi...- Sogo avvicinò il suo volto al mio e le nostre labbra si unirono finalmente in un bacio. - ...non hai idea da quanto tempo aspettavo di farlo- gli dissi- è da quando ti conosco che mi piaci da morire!- - Ah, sì?! E perchè non me lo hai mai detto?- - Tu dicevi sempre che non t'interessavano le persone...- Sorridendo, Sogo annuì. - Involontariamente ti ho scoraggiato, scusa... purtroppo, adesso devo andare. Cosa ne diresti di vederci in biblioteca, dopo le lezioni?- - Volentieri. Ci troviamo davanti alla biblioteca, allora- - Benissimo, così possiamo studiare un po' insieme, Zero- Sorrisi e gli diedi un altro bacio; Sogo uscì dall'infermeria e poco dopo tornò l'infermiera con la mia medicina. La ringraziai e uscii anch'io. - ...ti ho cercato dappertutto- - Ah, Sato...- - Devo parlarti- Imbattermi in Sato all'uscita dall'infermeria era l'ultima cosa che avrei voluto che accadesse, ma non potei evitarlo. - Adesso? Non posso, ho lezione d'inglese- - Allora, dopo le lezioni- - No, non ho tempo neppure dopo. Facciamo domani- - Perchè? Cosa devi fare?- indagò - Niente che ti riguardi! E poi, non sono più sicuro che uscire sia una buona idea- - Sai bene che non si tratta solo di uscire... non vuoi scoprire la verità?- - No- ribadii, secco- forse è meglio lasciar stare, alla fine questa è la nostra vita, punto. E poi, Suzuhara ha ragione quando dice che mi sto facendo del male da solo...- - ... quel frocetto dal bel faccino ti ha rincoglionito fino a questo punto?!- Afferrai prontamente Sato per la giacca della divisa scolastica e lo sbattei contro il muro. - Non sopporto più questo tuo tono arrogante!- ringhiai, adirato- Cos'è, adesso mi spii? Ti ho detto che non sono affari tuoi, quindi vedi di piantarla, intesi?- - Stai sbagliando tutto, Zero-kun...- - E perchè, secondo te?- - Presto ti renderai conto che questo è solo un'illusione, il tuo adorato senpai compreso!!- - Ma cosa stai blaterando?!- - Guarda che, senza il nostro passato, noi siamo come morti... nessuno sa chi siamo, per il mondo non esistiamo! Davvero vuoi vivere così? Io non penso... sai che ho ragione. Non si è mai sentito di qualcuno senza passato!! Senza ieri non c'è oggi e neppure domani... dimmi, pensi che Onjo si sia suicidata oppure sia stata fatta fuori?- - Penso si sia uccisa- - Sbagliato. Era una ragazza modello, con tante amiche, buoni voti... cosa poteva renderla infelice al punto di togliersi la vita, se questo posto è perfetto e sicuro?- - Non capisco dove vuoi arrivare...- Sato si liberò dalla mia stretta, allontanandosi di qualche passo. - Zero-kun, se si è già morti non si può morire, ricordalo sempre...-

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