mercoledì 4 novembre 2009
Zero-parte 3-
- Oh, Hinatsu-kun! Come stai?- mi domandò subito Rika Onjo, una mia compagna di classe, quando mi presentai in aula per le lezioni pomeridiane
- Bene, grazie-
- Anche 'sta mattina l'emicrania, eh? Dev'essere una maledizione!!-
- Già...-
- ... non trattarlo sempre come se fosse il cocco di turno!- gracchiò l'odiosa voce di Shoko Suzuhara- Se sta male per così poco, vuol dire che è solo una femminuccia!!-
- Dai, non essere scortese, Shokko!- esclamò Onjo
- Buon pomeriggio anche a te, Suzuhara- le dissi, ignorando il suo sarcasmo- hai gli appunti della professoressa Ozawa per me?-
- Sì, ovvio. Ecco, prendili-
Presi gli appunti dalle mani della ragazza e me li ficcai nella cartella.
- 'zie-
- Non sai dire "grazie" come si deve? Che maniere!-
- Suzuhara... ho già abbastanza mal di testa senza che ti ci debba mettere anche tu!!-
- Non sapevo che i vampiri potessero stare male... cos'è, non hai succhiato abbastanza sangue, l'altra sera?-
- Sei tremenda, capoclasse- commentò Nobu Kurenai, dal suo banco in penultima fila
Suzuhara si voltò verso di lui e gli fece una linguaccia; per tutta risposta, Kurenai non la guardò neppure, continuando a leggere tranquillamente il suo libro.
- Allora?- incalzò la giovane- Poco sangue o sangue cattivo?-
- Risparmiami la tua pallida ironia-
Mentre mi preparavo ad un'altra stoccatina di Shoko, la mia attenzione venne attirata da un ragazzo appena entrato in aula.
- Scusate... chi è?- domandai
- E' il nuovo arrivato- rispose Kurenai, avvicinandosi a noi
- Attento, è un tipo strano!- aggiunse Suzuhara
- Perché?- le chiesi, incuriosito dalla sua affermazione
- Da quando è arrivato non ha ancora aperto bocca, se ne sta sempre al suo banco, tutto solo... e poi, hai visto il colore dei suoi occhi? Inquietante è l'unico commento!! Facci caso, noterai che sembrano quelli di un Oni-
Sicuramente, la capoclasse stava esagerando, però, quel ragazzo aveva attorno a sé un alone di mistero, questo era sicuro; per quanto assurdo, la sensazione che provai mi parve molto familiare, nonostante non lo avessi mai visto prima.
- Per me è molto carino!- commentò Onjo- Però è vero, mette soggezione...-
- Per me non sei normale, Rika-chan- ribatté Suzuhara, scuotendo il capo- a te piacciono sempre i tipi più assurdi!-
Mi alzai di scatto dal mio banco e andai verso di lui, che sedeva vicino ad una delle finestre dell'aula.
- Piacere, sono Zero Hinatsu- mi presentai
Lui si voltò verso di me e, per un attimo, ebbi l'impressione che i suoi occhi fossero color rubino... mi accorsi subito che doveva essere colpa della luce, perché, in realtà, erano di un normalissimo nocciola.
- ... sono Sato- disse, senza troppo entusiasmo
- E non hai un nome?-
- Ha importanza?-
- Be', sì... tutti hanno un nome!-
- E' solo un nome, dopotutto... non dice niente-
- Dice chi sei-
- Ah, sì? E chi sono, allora?-
- Se non lo sai tu...-
- Un nome è solo qualcosa di temporaneo, come il nostro corpo... un involucro che, alla nostra morte, perde valore, se non si riesce a scolpirlo nella roccia. E' cenere... tutto diventa cenere e la gente dimentica...-
- (...)-
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