lunedì 23 novembre 2009

Zero-parte 10-

Lesson 4: Compagni - Vorresti farmi credere che noi non esistiamo?- - Non ricordiamo nulla del nostro passato, giusto? Chi ti dice di non essere in coma e di stare vivendo in un sogno? Potresti anche essere morto, per quel che ne sai... nessuno lo può provare e questo posto può benissimo non essere reale!- - Se... se anche ciò che dici fosse vero, a quale scopo saremmo qui, allora?- - E' per conoscere la risposta che voglio indagare, Zero-kun!!- Mi passai una mano tra i capelli, ancora non del tutto sicuro di potergli credere. - Noi, qui, veniamo manipolati- continuò Sato- ti sei mai chiesto cos'è che ti provoca l'emicrania? Potrebbero averci messo nella testa dei dispositivi per non ricordare, oppure potrebbero controllarci a distanza... pensaci, vedrai che non è fantascienza!- - Ammettendo che hai ragione, cosa vorresti fare?- - Ricordi di certo la stanza dei cancellini... torniamoci questa notte! Usciremo ancora una volta e ti mostrerò che, fuori da qui, è possibile ricordare. Deciderai tu, poi, se appoggiarmi nella mia impresa oppure no- Sato se ne andò via, lasciandomi solo nell'immenso corridoio della scuola. - Cosa devo fare?- mi chiesi- Devo credergli? Dentro di me, qualcosa mi dice che la sua idea non è poi così folle... le nostre menti potrebbero veramente essere manipolate! Se così fosse, chi le controlla? Di certo le stesse persone che ci hanno mandato qui... forse, l'intero istituto è un teatrino creato dalle persone che ci hanno fatto questo!! Può darsi che, come dice Sato, il Banda non esista e che noi non siamo noi, ma fantocci in una commedia ben orchestrata- Continuare ad arrovellarmi non mi avrebbe portato a niente, quindi decisi che, ancora una volta, avrei seguito Sato; in seguito avrei poi stabilito se continuare oppure fermarmi e lasciar perdere tutto. - Tentare un'ultima volta non mi costa nulla, dopotutto- mormorai, incamminandomi

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