domenica 1 novembre 2009

KV55-parte ventiseiesima-

Richard suonò il campanello di casa Ishtar verso le nove di sera: Alira gli aveva detto di venire a quell'ora, poiché in casa ci sarebbero state solo lei e sua nonna, dato che i genitori erano usciti a cena con alcuni amici. - Ciao, entra- gli disse Alira, aprendo la porta - Grazie. Sono davvero curioso di conoscere tua nonna, sai?- - Oh, anche lei non vedeva l'ora di vederti!- Salirono in camera della ragazza e, sul letto, trovarono seduta Nadja Ishtar; il pavimento era stato cosparso di candele e le tende era state tirate. - Nonna, lui è Richard Anderson. Richard, lei è mia nonna Nadja- li presentò Alira - Piacere- disse cortesemente Richard - Il piacere è mio- rispose la donna, sorridendo- allora... mia nipote dice che, come lei, sei scettico su queste cose- - In effetti... ma sarei ben felice di essere contraddetto- Annuendo, Nadja si alzò in piedi. - Ali, tesoro, vuoi gentilmente sdraiarti a terra, in mezzo alle candele?- Alira si sciolse i capelli, legati in una morbida treccia, e fece come richiesto dalla nonna. - Ora, rilassati e chiudi gli occhi- continuò- non pensare a niente di complicato, ma fissati su qualcosa di preciso e pensa solo a quello! Intanto, Richard, puoi sederti qui, vicino a lei?- Richard obbedì, sedendosi vicino ad Alira. - Mi sento scema- gli bisbigliò la ragazza, tenendo gli occhi chiusi - Anche io, se può consolarti- sorrise lui L'anziana medium trafficò con alcune ciotole, che aveva in precedenza preparato sul comodino di Alira e poi si voltò verso i ragazzi. - Adesso, Richard, prendi la mano di Alira- disse- quando si va nel regno dei morti, è sempre bene avere un contatto con la realtà! Sarai il suo filo di Arianna per ricondurla da noi- - Va bene- assentì l'americano, prendendo la mano della giovane e stringendola nella sua - Perefetto. Ali, tu adesso prendi un respiro profondo e concentrati sulla tua amica egiziana... pensala intensamente, come se volessi davvero parlare con lei! Visualizzala, toccala, parlale e non aprire mai gli occhi- Mentre Alira si concentrava, Nadja prese una delle ciotole e iniziò a spargere per la stanza della polvere che odorava di incenso. - Noi invochiamo gli spiriti dei morti e degli antenati- cantilenò, con voce chiara e ferma- chiediamo loro di comunicare con noi, di mostrarci un segno della loro presenza... rendiamo loro offerte di benvenuto- Gettò la polvere sulle candele e poi posò sul comodino la scodella. - Purifichiamo dal male- continuò- e chiediamo perdono ai guardiani dell'oltretomba! Io invoco il potere dell'aldilà, affinché ci guidi fino a ciò che cerchiamo...- S'inginocchiò accanto a Richard e rimase in religioso silenzio. Dopo istanti che parvero ore interminabili, una folata di vento spense tutte le candele. - Apri gli occhi, tesoro- Alira sbatté le palpebre nella più completa oscurità, tanto da provare smarrimento, ma sentiva la stretta salda e sicura di Richard. - Le finestre sono sigillate- mormorò Richard- questo vuol dire che il vento...- - Proviene dall'aldilà- spiegò la sensitiva- se ci fai caso, è un vento più freddo, quasi inquietante... se abbiamo sentito la folata, significa che le porte sono state spalancate. Ora siamo in contatto con il regno dei morti- Alira rabbrividì. - Hai paura?- le chiese Richard - Un po'- ammise la ragazza- e tu?- - Più di un po'...- ripose Attesero parecchi minuti, ma non accadde assolutamente nulla. - Nonna... qui non succede nulla- protestò Alira - Ci vuole pazienza, nipote mia, molta pazienza- ribattè la nonna, serafica La giovane egiziana, che iniziava a dare segni d'impazienza, sospirò e tentò di concentrarsi, chiudendo nuovamente gli occhi, quando una strana sensazione l'assalì; aveva il chiaro sentore che ci fosse qualcuno alle sue spalle, ma questo non era possibile, dato che era sdraiata a terra! Rimase immobile, quasi paralizzata, in attesa... sussultò nell'istante in cui percepì chiaramente una mano appoggiarsi sulla sua spalla. - Nonna, Richard- chiamò, con la voce simile ad uno squittio- dove siete? Anzi, dove sono io!- Era come se fosse certa di essere in piedi, eppure non poteva voltarsi. - Nefertiri?- disse, con voce tremante Una luce familiare, quella che l'avvolgeva spesso durante le visioni, l'abbracciò e si ritrovò ad osservare i lavori di una tomba nella Valle dei Re; poteva quasi essere certa del fatto che, la persona con le isegne reali, fosse proprio Tutankhamon. Accanto a lui, quella che certamente doveva essere la regina, una donna attraente e di una dignità senza pari e poi, alla sua sinistra, una fanciulla: era graziosa, esile, con un viso da bambina. Nefertiri? Allora, davvero era un membro dell'entourage della famiglia reale! Osservava con curiosità ed interesse gli uomini al lavoro, i suoi occhi tradivano una certa impazienza. - Vuoi vedere che la tomba era davvero per lei?- pensò Alira Il flash iniziò a sfumare e Alira capì che il viaggio era terminato. - Aspetta!- gridò- Fammi capire, dammi un indizio!!- Quasi l'avesse sentita, il giovane faraone si voltò indietro... prima che potesse vedere bene il suo viso, la ragazza si ritrovò a fissare il buio. Si drizzò a sedere di scatto, stringendo forte la mano di Richard. - Alira, stai bene?- le chiese l'archeologo - Ho visto Nefertiri...- mormorò lei, nemmeno l'avesse sentito- la KV55 era per lei!-

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