domenica 1 novembre 2009
KV55-parte ventiquattresima-
Sentendo il campanello trillare, Alira corse alla porta e rimase sorpresa nel trovarsi davanti Mohammed e Richard.
- Ragazzi...- iniziò, ma poi si bloccò, poiché Richard le aveva fatto un gesto con la mano
- Prima che tu dica qualunque cosa, devo parlarti- disse- hai tempo?-
- Ehm, sì, anche se non ora- rispose Alira- è urgente?-
- Abbastanza. Ho scoperto il messaggio di Nefertiri... qusta sera a cena?-
- S-sì, va bene-
- Perfetto, allora passo a prenderti alle otto...-
- Dove andiamo?-
- In un posto... non so ancora di preciso, ma non ha molto importanza, no?-
Alira annuì e Mohammed le strizzò l'occhio.
- Andiamo?- chiese a Richard- Temo che Michel non abbia più voglia di aspettarci...-
I ragazzi salutarono l'amica e si dileguarono.
- Che succede?- le chiese la nonna, arrivandole alle spalle
- Non lo so... ma credo di aver appena rimediato un invito a cena-
Quando scese dall'auto di Richard, Alira osservò l'edificio che le stava davanti: era sicuramente nuovo e il ristorante all'interno aperto da poco, considerando il fatto che lei si ricordava un posto malandato, che ospitava un negozio di biciclette.
Gentilmente, Richard le aprì la porta e poi la precedette su per una piccola scalinata di cotto, con il corrimano verniciato di fresco; ogni cinque o sei gradini stava una lampada di terracotta accesa. Terminata la scala, un'altra porta conduceva in un locale tipicamente orientale, con un bancone ornato da lampade simili a quelle di Aladino e uno splendido narghilé color bronzo dorato. Un elegante cameriere li condusse al loro tavolo, in una sala che non ne conteneva più di quindici, tutti con una bella candela al centro, sorretta da un piccolo e pesante candelabro a forma di cobra. Il soffitto era splendido, con il suo tendone damascato color amaranto e oro, al centro del quale dondolava impercettibilmente una lampada ad olio dai colori vivaci! Due bianche colonne, decorate con sagome di minareti color turchese, nascondevano proprio il tavolo dei due ragazzi, vicino alla fontana di marmo blu che zampillava allegramente quasi al centro della sala, lasciato libero per gli spettacoli di danza del ventre.
Con zelo impeccabile, il cameriere spostò la sedia per far accomodare Alira, la quale si pentì di aver messo una gonna tanto corta da mostrare più del dovuto se si fosse seduta; l'uomo accese la candela al centro del tavolo e consegnò loro i menù.
- Non sapevo che qui ci fosse un locale- disse Alira, aprendo il menù
- Credimi, io l'ho scoperto per caso qualche tempo fa- ribattè Richard- è carino, vero? Mi piace molto l'atmosfera! Inoltre, non è mai particolarmente affollato-
Annuendo, Alira osservò Richard attraverso la fiamma della candela; quella poteva sembrare una situazione molto romantica... scacciò quel pensiero non appena sentì il cuore a mille e cercò di concentrarsi su Nefertiri.
- Vuoi dirmi tutto?-
- Certo. Sai, ci sono rimasto malissimo, quando l'ho tradotta... insomma, è una frase davvero terrificante, se si conosce la storia successiva! La traduzione letterale è "so chi ha ucciso il re. Ho visto tutto"...-
Alira rimase in silenzio, mentre la candela danzava elegantemente e gettava ombre sulla bianca tovaglia.
- Ne sono sicuro, ho controllato bene- si affrettò ad aggiungere il giovane- per evitare di essere superficiale ho consultato alcune grammatiche... è l'unica traduzione possibile-
- Lei ha assistito... ecco perché è stata assassinata!- realizzò Alira- Ma il messaggio per chi è?-
- Anche questo è curioso- rispose Richard- sembra che la calligrafia corrisponda a quella della famosa lettera agli Hittiti della regina Ankhesenpaamon...-
- Quindi, la lettera l'ha scritta lei?-
- Già... se è così, significa che è stata la regina a chiederle di farlo, forse era la sua dama di compagnia! Ma questo può anche voler dire che il messaggio è proprio per Ankhesenpaamon!! Forse, Nefertiri voleva che il colpevole fosse punito o, molto più probabilmente, stava cercando di mettere in guardia la sua sovrana-
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